A NESSUNO PIU' DEL 10% DEL SETTORE DELLE COMUNICAZIONI

L'immagine non si vede nelle varie lingue che contraddistinguonio libri e giornali: attraverso il vedere ci si inoltra in un mondo di concetti universali che condizionano la capacità di comprendere e che, se soggetti a manipolazione, possono costituire un pericolo per l'uomo e la società.

13/set/2005 12.46.12 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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A NESSUNO PIU' DEL 10% DEL SETTORE DELLE COMUNICAZIONI

La televisione modifica in modo fondamentale la natura stessa della comunicazione umana.
L'immagine non si vede nelle varie lingue che contraddistinguonio libri e giornali: attraverso il vedere ci si inoltra in un mondo di concetti universali che condizionano la capacità di comprendere e che, se soggetti a manipolazione, possono costituire un pericolo per l'uomo e la società. Attraverso la televisione spesso ci si forma, si impara a confrontare, a dedurre, a crearsi una "mente sociale", per molti allo stesso modo di come una spugna registra ed assorbe indiscriminatamente ogni cosa.
Dominare i mezzi televisivi è dominare gli uomini. Se è vero che tutto lo spazio della comunicazione
deve rimanere al di fuori del controllo dello Stato, del governo, dei partiti, per meglio difendere la libertà di discutere, di criticare, di mettere a confronto le idee più diverse, è anche vero che in Italia tutto ciò non succede. Malgrado le leggi, malgrado la Costituzione, malgrado una ben congegnata divisione ed indipendenza dei vari poteri istituzionali. Eppure si potrebbe superare questo grave limite alla democrazia nel nostro paese: non concedendo a nessuno, privato o società, più del 10% del mercato del settore delle comunicazioni.

Comitato per la salvaguardia della Cultura europea


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