Antitrust. Che abbia sede in un mondo parallelo?

Per l'antitrust non è un problema che il reddito dei veterinari italiani sia il più basso tra quelli dei professionisti; che abbiamo un numero di facoltà di veterinaria tre volte superiore agli altri paesi europei; che i giovani dopo cinque anni di università siano sotto occupati e quand'anche occupati, sotto pagati; che gli ambulatori veterinari, ultima spiaggia per chi non trova lavoro diversamente, siano ormai uno per borgata.

25/feb/2011 19.09.08 S.I.Ve.L.P. Sindacato Vet. Liberi Professionisti Contatta l'autore

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Nonostante ormai da decenni la Medicina Veterinaria stia attraversando una profonda crisi occupazionale, nonostante le denunce ripetute del nostro Sindacato di sfruttamento dei giovani Colleghi e di soprannumero di offerta universitaria, pare che L'Autorità Garante della Concorrenza proponga ricette diametralmente opposte alla riduzione del numero dei laureati in veterinaria, come se vivessimo in uno Stato in cui uno studente riceve informazioni complete e corrette sulle prospettive occupazionali di un determinato percorso formativo. L`Antitrust si è accorta che chiedere alle Regioni il futuro fabbisogno di veterinari in base a presunte necessità  di impiego nel Sistema Sanitario Nazionale è sbagliato. Finalmente! La ricetta dell`Autorità però non è quella di valutare la situazione occupazionale e reddituale reale, dato oggettivo e nella piena disponibilità di chi voglia utilizzarlo, ma di osservare l’indebita limitazione del mercato. Addirittura è stato ipotizzato che la presenza degli Ordini professionali al Tavolo tecnico di programmazione, rappresenti un limite, determinato da "portatori di interessi confliggenti con l`ampiamento del numero dei soggetti fornitori dei servizi", cioè di prestazioni veterinarie. Sinceramente ci aspettavamo un intervento per chiarire la gravissima situazione di conflitto d’interessi controllore-controllato che da sempre denunciamo in veterinaria, laddove il pubblico può entrare nel mercato del lavoro -forte del suo ruolo di controllore- e quindi sottrarre occupazione ai liberi professionisti che tale ruolo non hanno. Niente di tutto questo. Per l`antitrust non è un problema che il reddito dei veterinari italiani sia il più basso tra quelli dei professionisti; che abbiamo un numero di facoltà di veterinaria tre volte superiore agli altri paesi europei; che i giovani dopo cinque anni di università siano sotto occupati e quand`anche occupati, sotto pagati; che gli ambulatori veterinari, ultima spiaggia per chi non trova lavoro diversamente, siano ormai uno per borgata. Non c`è problema se lo Stato investe ingenti risorse pubbliche per preparare dei neo-dottori inutili. Se anche vi fosse conflitto nel limitare il numero di futuri veterinari in base alle istanze degli Ordini, come non  scorgerne uno ben superiore (ed è un dato incontrovertibile) nel programmarlo in base alle esigenze di chi vorrebbe  un ulteriore proliferare di facoltà in tutta Italia? Per indurre i giovani a frequentare queste facoltà abbiamo visto di tutto, dall`ammiccante foto del Lupo che invoglia a curare i selvatici (ambito occupazionale esiguo, per non dire inesistente), alle allusioni all`utilità del titolo di studio per entrare nel Sistema Sanitario nazionale, omettendo tuttavia di informare che ormai da anni i concorsi per tale professione, in decisa contrazione al pari  della spesa della sanità, sono come le stelle comete: ne passa uno ogni dieci anni. Probabilmente sarebbe più corretto che l`orientamento alla professione provenisse dal Ministero del Lavoro -non dall`Università- e fosse basato su dati oggettivi che tengano conto dei vari aspetti occupazionali e del mercato del lavoro, mettendo al centro l`interesse dello Stato, che eviterebbe di finanziare formazione inutile e creare false aspettative, e dei suoi Giovani Cittadini, indirizzati verso concrete e reali prospettive. La formazione potrebbe così integrare sia l`interesse strategico per il futuro del Paese, che l`aspetto sociale. Entrambi, a nostro modo di vedere, assai più importanti di un astratto concetto di "concorrenza" che pare essere l`unica attenzione dell`Antitrust.
Dr. Angelo Troi -  Segretario    SIVeLP                   Sindacato Italiano Veterinari Liberi Professionisti www.sivelp.it

 

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