LA TELEVISIONE HA IL POTERE CHE NOI LE DIAMO

14/set/2005 17.43.25 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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LA TELEVISIONE HA IL POTERE CHE NOI LE DIAMO

Dal momento che tutti noi siamo divenuti per la televisione soltanto spettatori-consumatori, facciamo questa riflessione: cosa succederebbe se modificassimo i nostri comportamenti, tenendo magari spenta per qualche ora in più rispetto al solito la scatola magica che tende ad ipnotizzarci,
suggerendoci modelli e stili di vita che provocano nei più deboli frustrazioni e mancanza d'orientamento di vita? Cosa succederebbe se organizzassimo lo sciopero del consumo televisivo?
Succederebbe semplicemente che le società televisive dovrebbero scendere a patti e modificare a propria volta i loro atteggiamenti, perchè sanno bene che esse hanno il potere che noi diamo loro. IL LORO POTERE NON E' NIENT'ALTRO CHE IL NOSTRO POTERE ! Eppure ciò che chiedono molti non è
cosa irraggiungibile: chiedono che la televisione, soprattutto quella pubblica, utilizzi le proprie enormi capacità per trasmettere insegnamenti, possibilità di riflessione, opportunità di crescita culturale e spirituale.
Ove ciò non fosse possibile, agli uomini liberi non resterà che praticare gli insegnamenti di Thoreau.
Questo illustre predecessore era infatti convinto che ogni persona dovesse rispettare prima i dettami della propria coscienza piuttosto che le leggi di un determinato governo che spesso altro non è che l'emanazione della difesa di particolari interessi di individui che di esso si servono come di un proprio strumento. Thoreau ancor oggi ci ricorda che spesso i governi si cimentano in imprese cui i popoli governati non consentirebbero mai e che a causa del rispetto della legge, talvolta uomini onesti sono trasformati in agenti d'ingiustizia. Thoreau riconosce a tutti gli uomini il diritto alla rivoluzione, quindi il diritto di rifiutare l'obbedienza e d'opporre resistenza ai poteri in atto quando la loro tirannia e inefficienza siano grandi ed intollerabili; ci dice inoltre che un uomo saggio non lascerà il giusto alla mercè del caso, nè desidererà che esso prevalga mediante il potere della maggioranza; ci dice che se un uomo è libero nel pensiero, libero nella fantasia, libero nell'immaginazione, sicchè ciò che non è non gli appare per molto tempo per ciò che è, i governanti o i riformatori stolti non possono ostacolarlo fatalmente. Thoreau ci ricorda che UNA MINORANZA E' SENZA POTERE QUANDO SI CONFORMA ALLA MAGGIORANZA, NON E' NEMMENO UNA MINORANZA IN TAL CASO, MA E' IRRESISTIBILE QUANDO E' D'INTRALCIO CON TUTTO IL SUO PESO.

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea







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