L'AGONIA DELLA SIAE

29/set/2005 22.18.25 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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L'AGONIA DELLA SIAE

Non vogliono accettare il fatto che internet ha rivoluzionato il mondo, le relazioni sociali, le abitudini collettive. Si sentono persi: le loro sedie traballano affannosamente sotto il flaccido culo.
Cercano di aggrapparsi a qualunque cosa permetta loro di sopravvivere. Ogni essere umano per loro è un nemico, uno pronto, all'occasione, a divenire un pirata. Uno da punire preventivamente, anche se non ha commesso alcun reato. Così si sono fatti approvare una legge ad hoc che scarica il problema della pirateria su tutti coloro che si azzardano ad acquistare legalmente CD e DVD vergini.
Pensavano di aver vinto. e invece è venuta fuori l'ASMI ( Associazione Supporti e Sistemi Multimediali Italiani ) che gli ha intentato una causa milionaria (vuole 70 milioni di euro di risarcimento) quale indennizzo per il crollo di vendite che ha dovuto subire per via di quella legge.
Evidentemente incostituzionale.E le sedie sotto i flaccidi culi stanno per crollare inesorabilmente.
Accusano che la colpa va ascritta alla posizione ambigua del consumatore, che da un lato è parte lesa, mentre dall'altro rappresenta una delle determinanti del fenomeno delittuoso della pirateria, agendo da volano per produzioni e comportamenti "illeciti". Non ci pensano nemmeno di essere oggetto di una generale protesta sociale da parte di chi li vede complici della difesa degli interessi dei più forti nei confronti dei più deboli. Vanno un pò giustificati: stare dalla parte delle multinazionali e di coloro che fanno pagare salate Arte e Cultura ha sempre reso bene alla SIAE e ai suoi amici. Adesso si lamentano che la pirateria, soprattutto musicale, copre circa il 90% del mercato. Sono disperati. Se potessero, suggerirebbero una tassa sul cervello umano, perchè esso potrebbe essere utilizzato illegalmente per imparare a memoria testi di canzoni e poesie vincolate al diritto d'autore. Non riescono più a trovare vie d'uscita. Soprattutto da quando si sono accorti che con l'avvento del formato di compressione MP3, la rete Internet è divenuta uno dei principali modi di diffusione illegale a basso costo o, in alcuni casi, gratuita. Le nuove tecnologie consentono di distribuire e scaricare brani musicali in pochi minuti senza che ci sia bisogno di particolari competenze o attrezzature eccessivamente sofisticate. La comparsa in rete di programmi -spesso gratuiti- idonei a tale scopo ha reso il tutto ancora più semplice ed ha consentito una diffusione della "pirateria" digitale. L'anonimato, l'immediata disponibilità di files desiderati, l'assenza di barriere fisiche, la rapidità della trasmissione dei dati, anche alla base delle innovazioni apportate dalle fibre ottiche, hanno provocato un aumento esponenziale nella diffusione soprattutto della musica illegale. Sembrano padreterni e invece si dibattono nella inesorabile agonia portata loro da un futuro troppo già presente.

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea






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