ALL'INAF I LAVORATORI PROTESTANO

30/set/2005 23.07.42 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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ALL'INAF I LAVORATORI PROTESTANO IN DIFESA DEI PROPRI DIRITTI : I CITTADINI DI ROMA ANCHE PERCHE' RIVOGLIONO IL LORO MUSEO ASTRONOMICO



In data 28 settembre, l’Ufficio legale USI/RdB ha notificato un ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio, sottoscritto da 33 dipendenti EP e D, contro l’INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica, per la tutela dei diritti dei lavoratori ex Osservatori esclusi dalla possibilità di accedere ai finanziamenti per progetti di ricerca. Si tratta di un atto dovuto, reso necessario per fronteggiare l’atteggiamento ostile dell’INAF nei confronti di una parte dei propri dipendenti.

Per miglior comprensione di tutti, vale la pena di richiamare come si è dovuto giungere a tale atto.

Era il lontano 12 gennaio quando USI/RdB incontrava il Presidente dell’INAF, Prof. Piero Benvenuti, nell’ambito della contrattazione integrativa. USI/RdB aveva appena notificato all’INAF una diffida, in cui si richiamava l’Ente sull’obbligo di una rapida definizione delle tabelle di equiparazione del proprio personale e, in attesa di queste, si intimava all’Ente di sospendere l’elezione del Consiglio Scientifico. Il regolamento, infatti, definendo l’elettorato attivo come composto da tecnologi e ricercatori, escludeva di fatto i lavoratori INAF dei profili D ed EP del CCNL Università, che, in base alle mansioni svolte, si attendevano una legittima equiparazione quantomeno al III livello tecnologi.

All’epoca il Presidente dell’INAF fece appello al senso di responsabilità di USI/RdB, chiedendo che non venisse bloccata l’elezione di un organo così importante per il funzionamento dell’Ente, impegnandosi a trovare una soluzione per il problema dell’equiparazione. Appello accolto da USI/RdB, che rinunciò all’azione legale confidando, parimenti, sul senso di responsabilità dell’INAF.

Dobbiamo tuttavia notare che i fatti hanno poi smentito ciò che il Prof. Benvenuti aveva affermato. L’INAF, nonostante le promesse fatte a gennaio, ha proseguito nella sua strategia di emarginazione del personale D ed EP, escludendolo - sempre giocando sulla mancata della equiparazione - dalla possibilità di accedere ai finanziamenti per progetti di ricerca. Nel relativo bando e nelle successive circolari, infatti, l’INAF faceva nuovamente riferimento a “tecnologi e ricercatori”, dimenticandosi di fatto di D ed EP. Ma questi lavoratori, nella loro permanenza presso gli OOAA e nell’INAF ante-riforma, avevano svolto per anni attività di ricerca e/o attività tecnologica, come dovrebbe essere ben noto alla dirigenza INAF, e partecipato -assieme ai ricercatori degli OOAA- ai bandi di cofinanziamento (COFIN) previsti nell’ordinamento universitario.

USI/RdB, coerentemente con la sua filosofia, ha appoggiato la legittima richiesta di assistenza da parte di alcuni dei lavoratori INAF, facendosi completamente carico di tutti gli oneri per sostenere il loro ricorso di fronte agli organi competenti.

La battaglia dei lavoratori e di USI/RdB per ripristinare diritti e legalità all’Istituto Nazionale di Astrofisica è appena cominciata.

LA NOSTRA, PER RECUPERARE ALLA CITTA' DI ROMA IL MUSEO ASTRONOMICO E COPERNICANO,NON DARA' TREGUA.

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea



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