Cs - Volontari e cooperanti all'estero discriminati nell’eserciz io del diritto al voto

28/apr/2011 11.58.32 Volontari nel mondo - Focsiv Contatta l'autore

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 COMUNICATO STAMPA

 

Volontari e cooperanti all'estero discriminati nell’esercizio del diritto al voto

 

Roma, 28 aprile 2011. La Focsiv, con i suoi 65 soci la più grande federazione a livello nazionale di organismi cristiani di servizio internazionale volontario, in vista delle prossime scadenze elettorali per le elezioni amministrative e i referendum, denuncia una palese e oggettiva discriminazione sulle condizioni di esercizio del diritto al voto per i cittadini italiani all’estero.

Ai sensi della normativa vigente, infatti, oltre ai nostri concittadini iscritti all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero) che possono esercitare il loro diritto al voto presso le rappresentanze diplomatiche italiane all’estero, solo alcune categorie specifiche possono usufruire di condizioni agevolate per votare, anche se temporaneamente all’estero. Si tratta degli appartenenti alle Forze armate e di polizia; dipendenti di amministrazioni dello Stato, regioni o province autonome qualora la durata prevista della loro permanenza all'estero sia superiore  a tre mesi e, qualora non iscritti all’Aire, i loro familiari conviventi; professori e ricercatori universitari all'estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e che, alla data del decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi, si trovano all'estero da almeno tre mesi, e i loro familiari conviventi. Nessuna possibilità, invece, per i volontari e i cooperanti non iscritti all’Aire che per votare si vedono costretti a rimpatriare.

Come spiega Sergio Marelli, Segretario generale della FOCSIV, “all’estero operano circa 3.000 volontari e cooperanti impiegati, con contratti privati, dalle ONG, di cui la maggior parte non sono iscritti all’Aire anche se il loro periodo di permanenza all’estero è mediamente di 24 mesi, in nessun caso meno di sei mesi. Poi ci sono i volontari in servizio civile, circa 450 giovani tra i 18 e i 28 anni che devono assolvere un servizio civile all’estero di 10 mesi. Inoltre ci sono circa 8.000 persone tra sacerdoti, suore, religiosi e laici italiani residenti all’estero alle dipendenze di Istituti e Congregazioni missionarie di cui una parte, come conferma l’Ufficio Missionario Nazionale della CEI, è iscritta all’Aire”.

Considerando una media del costo di un biglietto intercontinentale (1.500-2.000 euro/biglietto), prendendo una media di 5.000 persone all’estero che potrebbero usufruire del rimborso di viaggio e considerato che nel prossimo mese si potrebbero verificare 3 tornate elettorali (amministrative, ballottaggio e referendum) la spesa cui potrebbe andare incontro lo Stato applicando quanto previsto con la 64/01 potrebbe ammontare a 23-30 milioni di Euro. “Una cifra esorbitante �“ commenta Marelli - che richiama in maniera inequivocabile la necessità di iniziative che garantiscano l'esercizio del diritto di voto a tutti gli italiani temporaneamente all’estero, con un conseguente considerevole risparmio di risorse finanziarie”.

Sulla base di questa denuncia della FOCSIV, in aggiunta alle iniziative intraprese in Parlamento per modificare la normativa, gli onorevoli Franco Narducci e Francesco Tempestini hanno presentato ieri una interrogazione a risposta immediata in commissione per cui si attende risposta dal Ministro Affari Esteri la prossima settimana.

 

In allegato il testo integrale dell'interrogazione

  

 

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