LA TURCHIA IN EUROPA E' UNA RISORSA

12/ott/2005 12.13.20 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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TURCHIA - Presa in ostaggio dalle nuove democrazie

Ogni 20 Marzo in Turchia la minoranza curda celebra il Newroz, la festa
della liberazione dalla tirannia. Una festa dalla forte connotazione
storica, che viene ostacolata dal governo turco con un'altra celebrazione
indetta per lo stesso giorno, chiamata Nevruz. Quest'anno il Newroz si è
tenuto a Bingol e, come ogni anno, numerose sono state le partecipazioni da
parte delle organizzazioni umanitarie che operano per la tutela dei diritti
di questa minoranza, tra di loro anche una delegazione italiana. Nonostante
la scarsa praticabilità dell'area concessa per i festeggiamenti e la
presenza militare adatta ad uno scenario di guerra, le presenze curde hanno
sfiorato le cinquemila unità. Tutti i membri delle delegazioni ospiti sono
state sottoposte ad una perquisizione filmata da due operatori, alla quale è
seguito un interrogatorio sul proprio ruolo "politico". La manifestazione si
è svolta regolarmente nonostante la pioggia battente, che non ha distolto lo
sguardo dei partecipanti dal palco, sul quale si sono susseguite danze e
canti. Sul palco anche Simona Deidda una giovane cagliaritana che ha cantato
imbracciando una chitarra ed alla fine del suo intervento su suggerimento di
uno dei membri del partito ha pronunciato questa frase: "Biji Serok Apo",
che tradotto letteralmente altro non vuol dire che "Viva lo zio presidente".
Ma Apo è anche il nome di Ocalan, e quindi per la comunità curda si tratta
di un chiaro messaggio in favore del loro leader. Così mentre la folla
antistante il palco inneggiava al rumore di queste parole, Simona veniva
allontanata velocemente dal palco, e nascosta per un giorno ed una notte.

Poche parole che hanno scatenato un vero e proprio caso, i quotidiani turchi
non hanno risparmiato titoli feroci verso "l'italiana terrorista" e verso
tutte le associazioni che si preoccupano delle condizioni delle minoranze
curde che il governo turco stenta a tenere a bada. In Turchia pronunciare in
pubblico una frase simile costituisce una fattispecie di reato politico. Da
gennaio ad oggi i procedimenti per tali reati sono stati 585, circa sette al
giorno. Simona dopo due giorni di "latitanza" è stata avvicinata da un
soldato che la invitava a presentarsi in Tribunale dove è stata processata
per direttissima, ed intimata a lasciare il Paese entro il 25 marzo. La
giovane sarda era alla sua seconda esperienza in Kurdistan, e nonostante
questa spiacevole vicenda, non cessa di parlare delle condizioni di questo
Paese mascherato dallo status di Paese candidato all'ingresso nell'Unione
Europea. Per lo stesso reato un cittadino curdo avrebbe subito una pena di
otto mesi di carcere; per una frase il massimo della sanzione non può essere
la privazione della libertà personale. Quest'ultima in qualsiasi paese
democratico è riservata per i delitti più gravi, non certo per una frase
gridata in un contesto di festa. Il processo. Simona Deidda è stata privata
della possibilità di essere assistita dal suo traduttore di fiducia, perché
curdo. Il giudice non voleva nemmeno che questo fosse presente in aula, dove
invece è apparso un traduttore turco. Alla richiesta di un parere su Ocalan,
Simona si è avvalsa del diritto di non rispondere, ma sul verbale del
processo le sono state attribuite dichiarazioni in cui avrebbe affermato che
Ocalan è il Leader di un movimento Terroristico riconosciuto dalla comunità
internazionale. Ad alcuni giorni dalla vicenda, che in Italia come in Europa
è rimasta taciuta forse per non compromettere la qualità di Paese candidato,
è stat intervistata da Sara Dellabella sulla vicenda che l'ha vista
protagonista.
"Aveva la percezione che pronunciando quella frase sul palco avrebbe causato
tale scompiglio?"
"Non ho avuto il tempo di pensare, in fondo non credevo fosse così grave.
Pensavo che la Turchia fosse un paese pronto per l'ingresso in Europa, dove
la libertà di pensiero è una delle principali caratteristiche richieste e
presenti negli stati democratici. Ero cosciente solo alla fine dello slogan
che potevo esser arrestata".
"Crede ci sia stata una volontà/opportunità politica di trattare con favore
un italiano?"
"Credo che sia una manovra politica, anche perché se fossi stata kurda non
avrei sicuramente ricevuto tanta cortesia. Un politico della zona per aver
pronunciato le mie stesse parole un anno fa, ha fatto otto mesi di carcere e
ora ha seri problemi che probabilmente non gli permetteranno di candidarsi
per le prossime elezioni".
"Per due giorni è rimasta nascosta, cosa ha pensato in quei momenti?"
"Nascosta relativamente, abbiamo solo spiazzato la polizia, improvvisando e
andando nei luoghi in cui non mi avrebbero cercato. Per esempio a Karlhiova
nei villaggi dei terremotati, non ho avuto tempo di pensare a me, al mio
problema, sentivo la paura dentro, ma la rabbia e l'impotenza davanti a
tanta ingiustizia erano i sentimenti principali. In 48 ore se mi son data
alla "macchia", un giorno e una notte per l'esattezza, ho pensato che era
meglio dare una risposta e tutelare i miei fratelli kurdi. Stavano
rischiando troppo per me, io sono europea, non mi avrebbero potuto far nulla
in fondo".
"Oltre al divieto di accesso in Turchia per cinque anni cosa sta
rischiando?"
"Non lo so, sinceramente non ho ancora capito, la cosa più devastante
sarebbe non poter tornare nella terra che amo, anche perché abbiamo avviato
discorsi e collaborazioni importanti con le associazioni del posto. Il
governo turco reputa illegali associazioni di pronto intervento per il
Terremoto, e questa è una zona sismica "Rossa", il terremoto di Bingol del
2003 ha già distrutto questa terra. Ed il rischio non è scongiurato in
quanto la maggior parte degli edifici non sono stati ricostruiti rispettando
i parametri edilizi capaci di far fronte a questo problema. Solo le zone
militari sono state ricostruite secondo gli iter internazionali. Inoltre
nessuno di noi sa che in arco di 10 giorni ci sono stati due terremoti del
6,7° della scala Richter nella provincia Kurda, ribadisco che le situazioni
sono davvero devastanti e lo stato turco non interviene. Famiglie rischiano
di morire di fame, malattie infettive dovute alla condizione disperata del
luogo, e molti di loro moriranno assiderati".
"Le altre associazioni come sono viste nel territorio curdo?"
"Illegali, perché aiutano la popolazione Kurda. Il presidente degli Human
Rights ha a suo carico più di 80 procedimenti dal governo turco, tutti reati
politici e anni di carcere, perché aiuta, tutela i diritti umani dei suoi
concittadini".

Dopo tale vicenda è necessario chiedersi se la Turchia risponde ai criteri
democratici della nuova Europa, richiesti a tutti gli stati che vogliono
entrare a far parte della nuova alleanza. La Turchia ha completato il suo
processo democratizzazione verso i parametri Ue? Ma è il solito discorso,
certe cose è meglio che non si sappiano in giro, per non compromettere
alleanze e reciproci "favori". Per mantenere un clima di calma e buon
governo in periodo di elezioni. Qui non si è saputo nulla, mentre in Turchia
una nostra connazionale subiva un processo ed il governo locale mostrava la
propria forza nel reprimere certi gesti rivoltosi. Chi grida e chi tace, per
la stessa lezione di democrazia.

Il nostro augurio è che nel 2008 l'Europa, realmente democratica, in Italia,
in Turchia e altrove arrivi fino al Bosforo.
NOTA:E' certamente sotto gli occhi di tutti la complessità della realtà
socio-politica dell'attuale Turchia,ma ci sono contemporaneamente molte
condizioni di base che avvicinano questo grande Paese alla nuova Europa. Il
nuovo libro su Ataturk
del giudice-scrittore Gennaro Francione, in preparazione per la
stampa,potrebbe essere occasione di apertura di un dibattito più
approfondito sulla questione Turchia moderna.Ribadiamo che bisogna lavorare
per unire l'umanità attraverso il rispetto delle reciproche culture,
affinchè sia permesso un confronto sereno attraverso il dialogo che porti al
la comprensione dei vari fenomeni storici e sociali da cui si determinano
alcune diversità.Con la separazione, la discriminazione, la violenza e la
guerra non si va da nessuna parte.

http://www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=1679,102005,
0
> http://www.sfairos.it/turchia_democrazia.htm
> http://www.geopolitica.info/vicino_oriente/simonadeidda.htm
>
http://www.antiarte.it/movimentoutopista/deidda_ostaggio_della_democrazia.ht
m
Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea









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