Primi risultati della campagna "Adotta un papà" con Giovanni Paolo II

Comunicato stampa con preghiera di pubblicazione Primi risultati della campagna "Adotta un papà" con Giovanni Paolo II Come evitare l'emigrazione forzata dai paesi in via di sviluppo creando imprese autonome in loco Roma, 4 maggio 2011 Presentati oggi a Roma i primi risultati della campagna 2011 "Con Giovanni Paolo II - Adotta un papà nel sud del mondo", promossa dal Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell'Amore e che ha come protagonista proprio il neo-beato.

04/mag/2011 16.37.38 Spes - Ufficio Stampa Contatta l'autore

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Comunicato stampa con preghiera di pubblicazione

Primi risultati della campagna

“Adotta un papà” con Giovanni Paolo II

Come evitare l’emigrazione forzata dai paesi in via di sviluppo creando imprese autonome in loco

 

 

Roma, 4 maggio 2011

 

Presentati oggi a Roma i primi risultati della campagna 2011 “Con Giovanni Paolo II - Adotta un papà nel sud del mondo”, promossa dal Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore e che ha come protagonista proprio il neo-beato.

 

Lanciata da Papa Giovanni Paolo II nel 2001 e incoraggiata da Papa Benedetto XVI nell’Angelus del 20 marzo scorso, la campagna si propone di creare microimprese e microprogetti nei paesi in via di sviluppo, in particolare nel Sahel terra cara a Giovanni Paolo II, grazie all’aiuto dei missionari in loco.

Il tutto al fine ultimo di dare ai capifamiglia un lavoro progressivamente sempre più autonomo, renderli protagonisti dello sviluppo del loro territorio ed evitare così il dramma dell’emigrazione forzata che sta sconvolgendo l’Italia e l’Europa.

 

I primi risultati della campagna 2011, iniziata a ridosso della Festa del Papà, sono stati illustrati dall’ing. Giuseppe Rotunno, segretario nazionale del Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore, e dal dott. Marco Savelloni, membro dell’associazione.

 

Innanzitutto, è stato costruito di un pozzo in Burkina Faso, già dato in gestione a 25 capifamiglia. L’acqua, primo tra i beni necessari, è così stato assicuranto a una comunità di circa un migliaio di persone, oltre che agli animali fonte di carne e latte.

Inoltre, sempre in Burkina Faso, è stato completato il microprogetto per l’allevamento di bovini, che coinvolge oltre 10 capifamiglia, e la Casa Ragazzi che oltre a fornire corsi di specializzazione inizia i giovani alle attività lavorative del futuro, come commercio e falegnameria.

 

I progetti finanziati con Adotta un Papà hanno un costo che va dai 3.000 ai 20.000 euro.

 

Basata su spot tv e locandine, entrambi con al centro le parole di Papa Giovanni Paolo II, la campagna ha coinvolto milioni di italiani attraverso tv, radio, giornali e manifesti nelle principali città italiane.

Dall’avvio della campagna, c’è stato un aumento del 146,4% delle visite al sito web di Civiltà dell’Amore, www.civiltadellamore.org, e un più 300% delle telefonate ricevute dall’associazione per richiesta di maggiori informazioni e promesse di donazione.

 

Ha incoraggiato la campagna P. Giulio Albanese, missionario comboniano, Fondatore di MISNA (Missionary Service News Agency), che ha sottolineato: «L’Africa o, come preferisco dire, le Afriche non sono povere: si sono impoverite». La campagna “Adotta un papà” è stata quindi lodata da P. Giulio Albanese come iniziativa che, lungi dallo scadere nell’assistenzialismo, incoraggia effettivamente uno sviluppo autonomo delle popolazioni locali: «Contro la fame, cambia la vita: non si tratta di mettere le mani al portafoglio, ma di creare una cultura solidale».

 

Ha concordato Maria Romana De Gasperi, figlia di Alcide De Gasperi, da sempre sostenitrice della campagna: «Come cristiani dobbiamo accogliere chi arriva, ma così l’Africa si impoverisce: portiamo via forze di lavoro, mentre se riuscissimo a trattenerli lì daremmo la possibilità a queste persone di far crescere il proprio Paese».

 

A testimoniare quanto detto dai relatori è intervenuta Suor Carmen Do Carmo, che ha raccontato la propria esperienza vissuta nelle favelas in Costa d’Avorio. Qui, grazie al sostegno di “Adotta un papà” e la collaborazione di un’azienda di credito italiana, i missionari sono riusciti non solo a mettere su una scuola che sostenesse la crescita culturale e lavorativa dei giovani, ma anche a creare una vera e propria cooperativa gestita dagli stessi ragazzi e che oggi è diventata quasi autonoma. Ha dichiarato la missionaria: «Non serve assistenzialismo, bisogna invece favorire la dignità di queste persone, perché diventino protagonisti del loro stesso sviluppo».

 

Sono inoltre intervenuti alla conferenza il dott. Amedeo Testa, della Cisl, che ha ribadito l’impegno del sindacato a sostenere la campagna “Adotta un papà”, già lanciata sui loro giornali e sulla neo-nata emittente Labor Tv, e Matteo Buzzurro, dell’Ordine Francescano Secolare di Frascati, che ha definito l’iniziativa del Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore come «una vera e propria mano stretta a colui che soffre».

 

Per informazioni:

Marco Savelloni, Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore

Via Doganale, 1 - Ciampino (RM)

Tel. 06.79350412 - E-mail microprogetti@civiltadellamore.org

Sito web www.civiltadellamore.org

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