CHI SONO I DISCENDENTI DI SCANDERBEG

14/ott/2005 13.48.30 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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CHI SONO I DISCENDENTI DI SCANDERBEG

Ci siamo imbattuti in Giorgio Castriota Scanderbeg casualmente. Stavamo preparando una serie di libri sui personaggi "eroici" della Nuova Europa, quando, nella " zona balcanica " abbiamo incontrato questo eroe. Straordinario è dir poco. Unico, forse risponde meglio alla realtà. Straordinario fu pure l'incontro con i suoi discendenti diretti: anche perchè, per motivi certamente di convenienza politica, il dittatore Henver Hoxha aveva avuto interesse a divulgare la notizia che la discendenza del fondatore dell'Albania si era irrimediabilmente estinta e anche noi avevamo creduto a questa versione in un primo momento. Del resto anche in Italia della nobile famiglia dei Castriota Scanderbeg si è sempre parlato poco: soprattutto da quando uno dei principi Castriota aveva rifiutato la carica di vicerè d'Albania per non compromettersi col regime fascista. Meglio semplici cittadini, che collusi coi fascisti decisero i Castriota Scanderbeg, all'epoca. Quest'atto, che risulta tuttora negli archivi storici di Tirana, ci avrebbe consentito nel novembre 2004 di riportare parte della famiglia Castriota Scanderbeg in Albania, dopo oltre 500 anni della loro venuta in Italia in seguito alla morte del grande Giorgio. Siamo stati accolti trionfalmente da tutti, dappertutto. Anche perchè siamo abbastanza conosciuti per i motivi squisitamente culturali che ci conducono talvolta a certe azioni. Siamo stati per qualche giorno in bella evidenza nelle varie televisioni albanesi e sulle prime pagine dei giornali più importanti. Dopo quattro giorni siamo ritornati nel nostro Paese, l'Italia, come le ragioni della Cultura e del buonsenso richiedevano. Oggi godiamo della stima e dell'affetto di gran parte del Popolo Albanese e ci continuiamo a battere affinchè questo Paese esca dalla marginalità cui l'hanno costretto mafie, criminalità ed intrallazzi politici vari, per entrare a far parte integrante della grande Famiglia Europea. Di cui, del resto, ha sempre fatto parte. La famiglia Castriota Scanderbeg è il simbolo più alto della fratellanza, divenuta ormai simbiosi( si pensi al popolo arberesh in Italia da secoli ) fra Popolo Italiano e Popolo Albanese.
Ripercorriamo, adesso, il cammino italiano dei discendenti diretti di Giorgio Castriota Scanderbeg, principe d'Albania.
La moglie del grande Giorgio, Andronica ( Donika), in realtà non sembra abbia mai abitato nei possedimenti della famiglia in Puglia. E' certo invece che si recò a Napoli, dove visse a corte in una posizione di grande prestigio e familiarità con le due regine vedove ( Giovanna, vedova di Ferrante 1°, e sua figlia Giovanna, vedova di re Ferrandino). L'unico figlio di Scanderbeg, Giovanni, che alla morte del padre era ancora un giovinetto, visse nei suoi feudi sul Gargano per un ventennio, e poi, dal 1485, nella ricca e fiorente città di San Pietro in Galatina in terra d'Otranto, con il titolo di duca, cui aggiunse successivamente quello di Conte di Soleto. Dalla moglie Irene Brankovic, figlia di Lazaro di Serbia e di Elena Paleologa della casa imperiale di Bisanzio, Giovanni Castriota Scanderbeg ebbe più figli, tra cui Costantino giovanissimo vescovo di Isernia, Ferdinando che gli succedette nel feudo, e Maria, donna singolarmente colta nelle lettere greche e latine. Ferdinando sposò Adriana Acquaviva dei duchi di Nardò, ed ebbe vari figli tra cui Erina e, dopo molti anni, Pardo, Achille, e Giovanni. La vicenda umana di Ferdinando è dominata dal conflitto, protratto per l'intero arco di tempo del suo governo, con la municipalità di Galatina, e fu proprio a causa di questo insanabile conflitto che Ferdinando trasferì in dote alla figlia Erina, in occasione delle nozze con il principe Pier Antonio Sanseverino di Bisignano, l'intero suo " stato ". Ciò accadde nel 1539, molti anni prima della morte del duca avvenuta sul finire del 1561, e prima della nascita degli altri figli, di cui si è fatta menzione. Di questi, Giovanni ebbe il feudo di Gagliano nel capo S. Maria di Leuca con il titolo di barone, e lì questo ramo familiare ha dato discendenza fino alla fine del 1700, periodo in cui si estinse. L'altro figlio, Achille, fu chiamato dalla sorella Erina in Calabria dopo il 1559, anno della morte del marito Sanseverino, e nominato amministratore dei beni familiari e comandante della compagnia di uomini d'arme. Da Achille deriva il ramo familiare dei Castriota Scanderbeg che dalla Calabria si trasferì Napoli nel corso del 1700, e quivi rimase fino ai nostri giorni. Rappresentante di questa linea familiare è stato fino a qualche mese fa, frà Giorgio Maria, cavaliere del Sovrano Ordine di Malta, deceduto.
Il terzo figlio maschio del duca ferdinando, Pardo, ottenne il titolo di Conte Palatino e Cavaliere
Aurato con il privilegio dell'imperatore Carlo V, visse a Galatina, e diede origine al ramo dei Castriota Scanderbeg di Lecce, tutt'ora fiorente. Il figlio di Pardo, Costantino, trasferì la sua residenza da Galatina a Copertino, presso i cugini Castriota -Granai, conti di quella contrada.
Quindi, alla fine del 1600,, Alessandro Castriota Scanderbeg si trasferì a Lecce, ove fu aggregato alla nobiltà di questa città, e dove sposò Caterina Giustiniani, della celeberrima famiglia genovese. I discendenti di Alessandro vissero a Lecce fino alla fine del 1700, ed anche quando- per circa un cinquantennio- si trasferirono per motivi d'officio a Napoli, ove alcuni di loro ricoprirono incarichi di grande prestigio, Lecce e Copertino rimasero al centro dei loro interessi affettivi e patrimoniali. Verso la metà dell'800, infine, il primogenito di questa linea familiare, un'altro Alessandro, si trasferì in un piccolo centro della provincia di Lecce denominato Ruffano, ove tutt'ora è fissata la residenza dei Castriota Scanderbeg di Terra d'Otranto. Attuali rappresentanti di questa linea familiare sono il notaio dr. Giulio Castriota Scanderbeg, ed i nipoti
"ex fratre" ( Giorgio), Paola avvocato in Lecce, Alessandro medico a Lecce e Giulio magistrato amministrativo.

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea

P.S. Si ringrazia il giudice- scrittore- drammaturgo Gennaro Francione, autore del libro "Scanderbeg, un'eroe moderno",senza il cui apporto non ci sarebbe stata possibile la bellissima impresa in Albania, summenzionata. Per l'Albania un affettuoso grande riconoscimento ed un forte abbraccio vanno al saggista Ylli Polovina, al poeta Visar Zhiti e a tutti gli amici del mondo culturale e politico di ogni fazione che hanno aderito con entusiasmo ( e anche un pò di preoccupazione per la verità) alla nostra impresa culturale. All'amico Shaban Sinani, che in queste ore, ci informano, ha dovuto lasciare il suo prestigioso incarico di direttore generale degli Archivi di Stato di Tirana, formuliamo i migliori auguri per il futuro. Noi, per gli amici, siamo sempre presenti.






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