CS - ISTANBUL, FOCSIV: I GOVERNI NON SI FACCIANO BEFFE DELLA VOCE DEI POVERI

13/mag/2011 13.37.29 Volontari nel mondo - Focsiv Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

ISTANBUL, FOCSIV: I GOVERNI NON SI FACCIANO BEFFE DELLA VOCE DEI POVERI

 

Istanbul, 13 maggio 2011. Un piano di azione privo di impegni concreti che mette le popolazioni dei Paesi Meno Avanzati (PMA) in una situazione peggiore rispetto a quella preesistente. Sergio Marelli, Segretario generale della FOCSIV commenta così il testo uscito dalla IV Conferenza ONU sui PMA a cui hanno partecipato 40 Capi di Stato, 10 Vice Presidenti, 94 Ministri e 47 Direttori di Organizzazioni Internazionali. Numeri importanti che avevano aumentato le attese per gli esiti della Conferenza stessa e che hanno messo ancor più in risalto la totale assenza di esponenti del Governo italiano che hanno ritenuto di delegare la partecipazione solo a qualche alto funzionario della Farnesina.

“Il piano lascia i rappresentanti delle 1.700 organizzazioni di società civile accreditate al Forum parallelo stupiti e disillusi - commenta Marelli - shoccati di come gli interessi commerciali e finanziari abbiano preso il definitivo sopravvento sulle esigenze di uno sviluppo integrato e a dimensione umana”.

Alla luce dei risultati finali contenuti nel Piano di azione “è evidente che i Governi hanno fallito nel compimento del mandato che si erano dati per la Conferenza di Istanbul, la quale prevedeva la mobilitazione di misure internazionali di sostegno aggiuntive in favore dei PMA e la formulazione e adozione di un partenariato rinnovato tra i PMA e i loro partner di sviluppo”, commenta Marelli.

Una riflessione, questa, condivisa dal Forum della società civile che in particolare denuncia come all’esame del piano di azione: è difficile individuare impegni concreti e obiettivi quantificabili; non vi siano riferimenti al ruolo della società civile organizzata per alcuna delle strategie di implementazione previste dal Piano, citata solo una volta al paragrafo 48 del testo; le decisioni sulle politiche commerciali sono rimandate al Doha Round e alle regole ingiuste del WTO; non sono previsti finanziamenti aggiuntivi per consentire “l’adattamento” ai cambiamenti climatici dei PMA; nulla viene detto rispetto al non mantenimento degli impegni assunti per accrescere l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo per raggiungere lo 0,7% del PIL dei Paesi donatori.

“Per tutti questi motivi - spiega Marelli - con il Forum della società civile chiediamo che nelle prossime ore prima della chiusura della Conferenza prevista per venerdì 13 alle ore 13, i Governi rivedano il piano di azione nella direzione della definizione di impegni e strategie a favore delle popolazioni dei PMA”. Ovvero: cancellazione del debito, adozione della tassa sulla speculazioni finanziarie, instaurazione di un’autorità fiscale internazionale, regole per la finanza internazionale, eliminazione dei sussidi discorsivi all’agricoltura dei Paesi ricchi, accesso ai mercati dei prodotti dei PMA senza tariffe e barriere non doganali, stanziamenti adeguati per l’APS e risorse aggiuntive per la lotta ai cambiamenti climatici, ownership e controllo dell’utilizzo delle risorse.

 

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