20/giu/2011 13.35.03 associazione euromediterranea Contatta l'autore

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I cittadini marocchini si apprestano a votare un importante referendum
nazionale che dovrà sanzionare, con il voto popolare la nuova costituzione del
Regno. Questo testo rappresenta un altro tassello, nel lungo processo
riformatore che S.M Mohammed VI ha intrapreso dalla sua ascesa al trono. Troppi
commentatori europei, hanno dato una lettura riduttiva a questo evento,
legandolo agli avvenimenti che hanno interessato la sponda meridionale del
mediterraneo, senza accorgersi che questo passo, rappresenta una delle tante
eccezionali riforme che questo sovrano ha fino ad ora intrapreso. Riforme che ,
come più volte osservato, vanno lette come un cambiamento nella tradizione. Nel
senso che se possono apparire dei cambiamenti, sono invece da iscriversi a
pieno titolo nella tradizione storica, culturale e religiosa del Regno del
Marocco. Inoltre, occorre ricordare che fin dal discorso del trono del 30
Luglio 1999 S. M . Mohammed VI, sustenva che
« Nous sommes extrêmement attaché à la monarchie constitutionnelle, au
multipartisme, au libéralisme économique, à la politique de régionalisation et
de décentralisation, à l’édification de l’Etat de droit, à la sauvegarde des
droits de l’Homme et des libertés individuelles et collectives, et au maintien
de la sécurité et de la stabilité pour tous »
Tutti principi che, non solo trovano nuovamente cittadinanza nel nuovo testo
costituzione, ma che sono stati la “stella polare” che hanno caratterizzato
questi anni di Regno. . Basti ricordare la riforma del Diritto di Famiglia
(Moudawana) che, ispirandosi alla grande giurisprudenza malakita , ha dato una
definizione corretta non solo dei diritti delle donne ma, anche dei rapporti
all’interno del nucleo famigliare. Oppure, l’ampia riforma delle collettività
locali che di fatto porterà a creare un’ampia decentralizzazione salvaguardando
l’unità nazionale.
La nuova costituzione marocchina, quindi, non è tanto un azione estemporanea,
quanto la consacrazione di un cammino di riforme, molto spesso ignorate nella
parte settentrionale del Mediterraneo, che guardano ad Europa sempre più
rinchiusa in se stessa e sempre meno aperta all’idea di creazione di un’area di
libera circolazione Euro- Mediterranea.
Se vogliamo, veramente la sicurezza,; Se vogliamo che gli ideali di libertà,
eguaglianza e fratellanza divengano patrimonio comune di tutto il genere umano;
Se vogliamo veramente tutto questo dobbiamo sostenere l’azione di Sua Maestà
Mohammed VI e sostere il Regno del Marocco, una terra ed un popolo che è sempre
stato terrà di libertà e tolleranza.

Dott. Marco Baratto
Associazione Culturale Euromediteranea

Mulazzano - Lodi -


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