Comunicato Stampa UFTDU Caso Hirsi

22/giu/2011 16.39.58 Unione forense per la tutela dei diritti umani Contatta l'autore

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Roma, 22 giugno 2011

COMUNICATO STAMPA Unione forense per la tutela dei diritti umani

L’Unione forense per la tutela dei diritti umani richiama l’attenzione
sull’udienza della Grande Camera della Corte europea sul caso Hirsi e altri
contro Italia tenuta il 22 giugno a Strasburgo.

“Il fatto stesso che il Governo italiano sia stato chiamato a rispondere dei
respingimenti di massa davanti a questa corte è certamente un segnale
importante. Soprattutto considerando il gran numero di ricorsi che non
vengono accettati”, dichiara l’Avv Anton Giulio Lana, difensore dei 24
migranti e componente del direttivo dell’Unione forense per la tutela dei
diritti umani.

“I ricorrenti (11 somali e 13 eritrei), da noi rappresentati”, dichiarano
gli Avv.ti Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci, “sono solo una parte delle
circa 200 persone, tra cui bambini e donne incinte, intercettate il 6 maggio
del 2009 dalle autorità italiane a Sud di Lampedusa. Una volta trasferiti
sulle imbarcazioni italiane, sono stati riportati a Tripoli contro la loro
volontà. Durante il viaggio non gli è stato detto dove sarebbero stati
portati né sono state acquisite informazioni sulla loro identità o
provenienza, calpestando di fatto il loro diritto d’asilo”.

“Il Governo italiano non finisce mai di stupire in udienza ha avuto l’ardire
di affermare che la Libia all’epoca dei fatti era un luogo sicuro nonostante
le precise informazioni fornite dalle principali organizzazioni per i
diritti umani! Uno schiaffo”, continua l’Avv lana, “a persone come Ermias
Berhane e Tsegay Habtom che hanno trascorso gran parte degli ultimi due anni
in centri di detenzione libici, sottoposti ad abusi di ogni genere. Tanto
più con riferimento al primo che, scappato dai bombardamenti in Libia, è
riuscito ad arrivare in Italia ed ha ottenuto proprio ieri il riconoscimento
dello status di rifugiato. Per cui abbiamo un Governo che da un lato
respinge collettivamente in alto mare dei migranti, mentre dall’altro
riconosce formalmente che fra di loro vi sono dei rifugiati, palesando la
contraddittorietà della politica dei respingimenti”.

“L’importanza del caso si evince anche dalla partecipazione al processo di
numerose organizzazioni non governative come Human Rights Watch, Amnesty
International, la Fédération internationale des ligues des droits de l’
Homme e la Human Rights Law Clinic della Columbia University di New York”,
continua l’Avv Saccucci, “all’udienza, l’UNHCR ha confermato le condizioni
deplorevoli di trattamento dei migranti respinti in Libia. Auspichiamo che
la corte si pronunci al più presto sanzionando definitivamente la prassi dei
respingimenti in alto mare, e rendendo giustizia ai centinaia di rifugiati
vittime di tortura in Libia”.

“Ora dobbiamo aspettare il pronunciamento della Corte, ma siamo molto
fiduciosi. Sarà un momento importante, la decisione andrà ad incidere sulla
politica migratoria italiana ed europea, quindi sull’apertura o meno verso i
migranti degli stessi Stati membri. Non ci si può mostrare indifferenti nei
confronti di questi eventi, tantomeno di fronte al coinvolgimento della
comunità internazionale. Bisogna che il Governo si assuma finalmente le
responsabilità dei danni causati dalle sue politiche in materia di
migrazione”, concludono gli Avv.ti Lana e Saccucci.

Link udienza:



hearings/webcastEN_media?&p_url=20110622-1/en/>
http://www.echr.coe.int/ECHR/EN/Header/Press/Multimedia/Webcasts+of+public+h
earings/webcastEN_media?&p_url=20110622-1/en/



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