ANNO EUROPEO DEL VOLONTARIATO: RAZZANO, COSÌ IL FENOMENO E GLI INTERVENTI NECESSARI

L'intervento di Razzano è avvenuto in occasione del convegno "2011 Anno Europeo del Volontariato: tra inclusione e innovazione sociale" che si è tenuto questa mattina a Villa Celimontana a Roma.

Persone Roberto Di Giovan Paolo, Daniele Ciravegna, Andrea Kirschen, Franco Narducci, Suzanne Diku, Filippo Fossati, Ernesto Caffo, Francesca Rispoli, Don Livio Corazza, Parlamentare Europea, Silvia Costa
Luoghi Lazio, Rome
Organizzazioni European Union
Argomenti music, law

24/giu/2011 17.04.05 Spes - Ufficio Stampa Contatta l'autore

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Comunicato stampa con preghiera di pubblicazione

 

ANNO EUROPEO DEL VOLONTARIATO: RAZZANO, COSÌ IL FENOMENO E GLI INTERVENTI NECESSARI

 

«Il volontariato in Europa gode di una diffusione tale da non permetterne, paradossalmente, una definizione comune. Tuttavia, questa definizione è una premessa ineludibile per costruire politiche comuni di sostegno ed è dunque urgente dotarsi di strumenti di conoscenza e rilevazione stabili e condivisi. Accanto a ciò, è necessario venire incontro alle difficoltà dei paesi di recente affaccio all’Unione, con politiche di sostegno che ne sviluppino le infrastrutture. Ma soprattutto va rafforzata la consapevolezza che il volontariato non è solo uno strumento di supporto in situazioni di emergenza, ma un protagonista insostituibile nella costruzione della cittadinanza attiva».

 

Così Renzo Razzano, vicepresidente CEV (Centro Europeo del Volontariato) e presidente SPES (Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio), ha sintetizzato lo stato attuale del fenomeno in Europa e le linee di sviluppo più urgenti.

L’intervento di Razzano è avvenuto in occasione del convegno “2011 Anno Europeo del Volontariato: tra inclusione e innovazione sociale” che si è tenuto questa mattina a Villa Celimontana a Roma.

Il suo intervento è stato preceduto dalle riflessioni di Nicolò Lipari, già relatore della legge sul volontariato, n. 266 dell’11 agosto 2011, che esattamente vent’anni fa ha rappresentato un quadro di riferimento molto avanzato in Europa.

 

I lavori sono stati aperti dall’on. Silvia Costa, Parlamentare Europea, che ha dichiarato: «Dobbiamo costruire uno spazio europeo della cittadinanza attiva e del volontariato come una riposta alla nuova prospettiva aperta anche dal Trattato di Lisbona che dà più solido fondamento giuridico ai diritti e alle libertà fondamentali delle persone, alla coesione e all’equità sociale e alla costruzione di una più forte solidarietà internazionale. Solo liberando tutte le potenzialità di costruzione della cittadinanza attiva, della responsabilità verso la comunità e mettendo al centro della convivenza globale un nuovo fondamento etico si può dare una nuova speranza all’Europa».

 

È seguita la tavola rotonda “Volontariato nelle sfide globali”, alla quale hanno preso parte Don Livio Corazza, responsabile Area Europa Caritas italiana, Francesca Rispoli, responsabile del settore formazione Associazione “Libera”, Ernesto Caffo, presidente di S.O.S. Il Telefono Azzurro Onlus, Filippo Fossati, coordinamento del Forum Terzo Settore, Suzanne Diku, ginecologa dell’Istituto Nazionale Medicina dell’Immigrazione e Franco Narducci, vice presidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei deputati.

Un secondo focus è stato incentrato sul tema “La microfinanza per una nuova economia”, con gli interventi di Andrea Kirschen, relationship mandate manager regional business EIF, Daniele Ciravegna, presidente della Rete Italiana di Microfinanza, Roberto Di Giovan Paolo, senatore della Repubblica e membro della Comm. Diritti Umani e di Kinga Goncz, parlamentare europea, vice presidente della Comm. LIBE e relatrice Programma EU Microfinanza.

«Il microfinanziamento - ha dichiarato Kinga Goncz  -  è un mezzo effettivo per ridurre le conseguenze negative di questa crisi finanziaria, economica e sociale. Lo strumento europeo di microfinanziamento è a disposizione dei lavoratori che hanno perso il loro lavoro o sono a rischio di perderlo e delle persone il cui accesso al credito è limitato a causa del loro status sociale».

 

Ulteriori informazioni sul sito www.destinazioneeuropa.eu

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