IL FUTURO DI INTERNET

23/nov/2005 12.13.48 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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IL FUTURO DI INTERNET


Quale sarà il futuro del governo di Internet? La domanda se la pongono in molti dopo la svolta annunciata dal segretario generale dell'Onu Kofi Annan, di fronte alla platea dei 23mila registrati al Summit mondiale sulla società dell'informazione.


Stipati all'inverosimile sotto tendoni arroventati dal Sole tunisino e ( soprattutto) dagli implacabili fari degli stand, i 23mila convenuti da ogni paese del pianeta da oggi sanno che Internet chiude una fase e ne apre una nuova.
Finisce l'era della rete di reti governata informalmente, e al minimo indispensabile, dai tecnologi e dai ricercatori, ma allo stesso tempo non arrivano calati dall'alto i politici e i burocrati che qui hanno cesellato, in trentasei ore di estenuanti trattative, ogni parola della dichiarazione finale di Tunisi.
Internet non sarà preda di un comitato intergovernativo, come proponevano qualche mese fa i cinesi e persino qualche funzionario di Bruxelles. Piuttosto creerà il suo governo da sé, secondo il suo stile partecipato e pragmatico. E gli americani dell'Icann si adegueranno, fino ad abolire il loro monopolio di fatto sul governo della rete. Per ora, però, la diplomazia Usa può cantare vittoria. L'Icann, controllata da Washington, continuerà a gestire l'ordinamento degli indirizzi della rete. Ma entro due o tre anni le comunità di rete cominceranno ad andare oltre il solo indirizzario, si attaccheranno le distorsioni tuttora incontrollate: il fiume di spam che inonda le mailbox, le truffe e i virus, la pornografia troppo accessibile, le violazioni ai principi di libertà di parola. E saranno necessarie nuove soluzioni e quindi nuove task forces.
Il punto d'attacco, invece che in una frettolosa incastellatura burocratica, starà in un processo, che non si annuncia né breve né facile. Ovvero l'apertura di una grande discussione organizzata sul governo della rete, monitorata da Kofi Annan e lunga almeno cinque anni. Accoglierà i pareri e le proposte di tutti: tecnologi, governi, attivisti e persino singoli volontari di Internet.
La rete ha bisogno di diventare adulta, dice il ministro dell'Innovazione Lucio Stanca, e rivendica una leadership italiana su questo forum, la chiave che ha sbloccato la controversia tra Usa e resto del mondo. E intanto anticipa i tempi dell'Onu. E ha subito lanciato l'idea di un primo forum pilota europeo, che la Commissione europea ha accettato. Come dire: partiamo dall'Europa per internazionalizzare le idee sul nuovo governo della rete. Ma in concreto? Oggi la gestione della struttura di Internet è fatta da meno di diecimila persone, tra i 47 dell'Icann, le cinque autorità continentali ( Ripe), i 200 registri nazionali e di settore. L'intero sistema si autofinanzia con l'assegnazione di numeri e dominii. Una piramide ( Reuters) piccola, agile per una rete di un miliardo di utenti.
L'Icann non dipende da nessuno per pagarsi le sue attività.
« Autofinanziarsi significa indipendenza dai governi e dalle burocrazie dice Stefano Trumpy, vicepresidente dell'organo consultivo multinazione dell'Icann, che ha trecento associati se riuscissimo a trovare soluzioni altrettanto autonome, agili e efficaci anche per gli altri problemi della rete sarebbe l'uovo di Colombo » . « La partecipazione attiva è sempre stata lo stile della rete - afferma John Crain, responsabile tecnico dell'Icann - noi staremo dentro pienamente i forum e siamo pronti ad accettare qualsiasi critica, idea o proposta » . Come quella di contrapporre allo spam un sistema mondiale di posta elettronica certificata, con tanto di bollino blu ( remunerato, come oggi gli indirizzi) da parte di un'agenzia network antispam? Oppure lo sviluppo di nuove soluzioni di sicurezza? La nascita di nuove entità di governo? « L'Internet society , detta Isoc, è l'associazione dei padri fondatori di Internet - spiega Trumpy - ha avuto un ruolo storico ma era in cattive acque fino a quando l'Icann non le ha affidato la gestione dei dominii non profit, il . org. oggi veleggia bene e con la sua autorevolezza potrebbe anche costruire e gestire concretamente, sulla Rete, i forum sulla governance. E poi andare anche oltre » .
Un modello nuovo quindi potrebbe esserci. Costruire una network di entità differenziate, ciascuna attiva su una singola classe di problemi, ciascuna la più indipendente e autonoma possibile, perché fondata su un suo business model e sottoposta di continuo allo scrutinio del popolo della rete, di qualsiasi nazione esso sia.
« Tutto ciò non esclude ma anzi rende necessaria anche la grande azione politica aggiunge Crain per esempio sullo spam abbiamo bisogno di legislazioni uniformi a livello mondiale, con precise norme punitive e disincentivanti. Abbiamo bisogno di comunità legali attive in ogni paese, e anche dei politici » .
Il Governo di una creatura complessa come è Internet, come si vede, è ancora tutto da costruire.
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.1546846443&chId=30&artType=Articolo&DocRulesView=Libero

NOTA:
INTERNET PERO' , CON LA SUA CAPACITA' DI METTERE IN RELAZIONE TRA DI LORO TUTTI GLI ESSERI UMANI DEL PIANETA, HA BISOGNO DI SVOLTE CORAGGIOSE, A PARTIRE DA UNA RIFORMULAZIONE DEI DIRITTI D'AUTORE, DI MARCHIO, DI BREVETTO, IN TERMINI REALISTICI.
DI QUESTO AL SUMMIT NON SI E' PARLATO, CHISSA' PERCHE':

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea




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