Assotutela.net : “ Un 2012 all’insegna della Depressione Economica”

Più volte nei nostri comunicati avevamo avvisato l'attuale Governo a ritirare alcuni provvedimenti che a catena avrebbero innescato una riduzione dei consumi, della produzione e dell'occupazione.

Persone Pietro Bardoscia, Michel Emi Maritato, Nazionale
Luoghi Lazio, comune di Roma
Argomenti economia

09/set/2011 10.08.33 Dr. Pietro Bardoscia Contatta l'autore

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Più volte nei nostri comunicati avevamo avvisato l’attuale Governo a ritirare alcuni provvedimenti che a catena avrebbero innescato una riduzione dei consumi, della produzione e dell’occupazione. Ma questo non è avvenuto e secondo le nostre previsioni le conseguenze ricadranno su un calo del PIL che nel 2012 registrerà un valore ben al di sotto di quello previsto dal Governo, non superando lo 0,5%.

Lo dichiarano in una nota il Presidente ed il Segretario Nazionale dell’Associazione Assotutela.net Michel Emi Maritato e Pietro Bardoscia.

 

Ma la cosa poco diffusa sino ad oggi è che alle Regioni viene concesso di aumentare già dal prossimo anno l’addizionale IRPEF (Art. 1, commi 10 e 11 decreto 38/2011). Il decreto legislativo sul federalismo regionale n. 68/2011 aveva fissato lo start dal 2013. All’aliquota di base dello 0,9%, gli Enti territoriali potranno aggiungere una maggiorazione fino a 0,5 punti percentuali per gli anni 2012 e 2013, fino a 1,1 punti percentuali per il 2014 e fino a 2,1 punti percentuali a decorrere dal 2015 (per arrivare, quindi, ad una aliquota massima del 3%). Anche i Comuni, dal 2012, avranno piena autonomia in materia di addizionale, potendo liberamente arrivare fino all’aliquota massima dell’8 per mille (il solo Comune di Roma è autorizzato al 9 per mille).

 

Una situazione assolutamente allarmante che fa prospettare un 2012 ancora peggiore di quello che stiamo vivendo in questo 2011 dal momento che sono state previste tutte le forme di prelievo possibili ed immaginabili. Ad avvalorare queste nostre previsioni ricordiamo l’ aumento della tassazione dei risparmi; l’introduzione di un ulteriore ticket di 10 euro sulle prestazioni sanitarie, tanto che per un semplice esame delle urine con un costo previsto nel nomenclatore vigente nel Lazio di soli 1,14,  il povero cittadino è costretto a sborsare oltre 17 euro tra quote fisse e nuovo ticket; l’aumento dell’IVA dal 20 al 21% nonostante l’83% degli Italiani fossero contrari; al blocco parziale delle rivalutazioni delle piccole pensioni; agli aumenti di alcune accise; alla riduzione degli sgravi fiscali sino ai tagli agli Enti Locali con la ovvia conseguenza di una diminuzione dei servizi destinati alla categorie più svantaggiate del paese.

 

Ufficio Stampa Assotutela.net

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