PAURA DEL VETERINARIO? L' APPROCCIO COMPORTAMENTALISTA RIDUCE LO STRESS NEL CANE

L'APPROCCIO COMPORTAMENTALISTA RIDUCE LO STRESS NEL CANE.

Persone Raimondo Colangeli
Luoghi Italia, Cremona, Stati Uniti d'America
Argomenti psicologia, medicina, veterinaria

09/set/2011 19.22.55 ANMVI Contatta l'autore

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ANMVI

MISURATA IN USA LA PAURA DEL CAMICE BIANCO NEL CANE
ANMVI: CORRETTO APPROCCIO COMPORTAMENTALE RIDUCE LA PAURA DEL VETERINARIO

(Cremona, 9 settembre 2011) - “Lo studio americano pubblicato sul Journal of Veterinary Internal Medicine conferma quanta attenzione va riservata al corretto approccio comportamentale durante la visita veterinaria”.

Raimondo Colangeli, medico veterinario dell’ANMVI, esperto in medicina comportamentale veterinaria, commenta l’effetto camice bianco nei cani con conseguente innalzamento della pressione sanguigna nel cane.

“E’ importante trattare il paziente animale con lentezza- dichiara Colangeli- bisogna evitare atteggiamenti frettolosi sia nelle situazioni di visita che in degenza, sia nella routine che nelle situazioni più delicate. La lentezza come procedura standard veicola un messaggio rassicurante al cane”.
Meglio ancora se i fattori stressanti vengono eliminati fin dalla sala d’attesa: “ E’ sempre meglio- continua Colangeli- preparare il cane fin dalla sala d’attesa, lasciarlo un po’ libero di muoversi, anziché portarlo subito sul tavolo di visita”.

E poi bisogna conquistare la fiducia del cane. “Per questo �“ dice l’esperto- è fondamentale accarezzare il cane dove non ha dolore evitando di toccare subito le parti dolenti, in modo da preparare l’animale alla palpazione del veterinario”.

E il camice bianco fa davvero paura? “Dipende- risponde il veterinario comportamentalista- Ciò può essere particolarmente vero se l’animale ha già avuto esperienze spiacevoli che rendono il camice del veterinario un elemento fobogeno. Ma non è una regola”.

Nemmeno la presenza del proprietario, accreditata dallo studio americano come un calmante, può essere una regola antistress: “ Ci sono situazioni in cui è necessario allontanare il proprietario perché c’è il rischio di una osmosi; a volte, il proprietario è altrettanto agitato del cane e finisce per trasferire un messaggio ansiogeno. Molto dipende dal tipo di relazione che c’è fra proprietario e cane. La medicina veterinaria comportamentale è molto cresciuta in Italia e  affronta scientificamente tutti questi aspetti”.

Ufficio Stampa ANMVI
0372/40.35.47


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