MUSEO ASTRONOMICO E COPERNICANO:VERGOGNA ITALIANA

23/dic/2005 03.09.44 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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E' un momento molto triste, quello che sta attraversando il mondo culturale italiano. E' la tristezza dell'amicizia tradita, dell'onore vilipeso, dei vincoli di solidarietà tra popoli, spezzati nelle loro radici. Tutti gli uomini di cultura che si stanno battendo fino all'ultimo per la salvezza del Museo Astronomico e Copernicano di Roma, dalle università, dalle accademie, da vari enti di ricerca scientifica, sono quotidianamente oltraggiati solo perchè difendono ad oltranza i propri principi culturali e morali. Ciò che conta oggi in Italia, al di sopra di ogni altro valore, è solo il fattore economico con tutte le leggi perverse e disumane da cui è accompagnato. L'economia mira a prevalere sul Sapere spietatamente e senza ascoltare ragione alcuna.
Abbiamo bussato a tutte le porte possibili, abbiamo chiesto con umiltà, a volte abbiamo perfino implorato, affinchè il patto d'onore tra uomini di Cultura italiani e polacchi che a suo tempo aveva portato alla nascita del Museo Astronomico e Copernicano di Roma fosse rispettato. Per la dignità dell'Italia, per la dignità della Polonia. Alle nostre ultime insistenze, durante un recente dibattito televisivo, ci è stato risposto che ogni decisione inerente il Museo di Copernico sarà assunta in una riunione di servizio che si terrà il 18 gennaio 2006. Una riunione-farsa, organizzata dal dott. Luciano Criscuoli, direttore generale del MIUR ( Ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca ),noto protettore dell'INAF ( Istituto nazionale di astofisica ), attuale occupante dei locali di Villa Mellini, sede del Museo. Una riunione-farsa, in quanto il dott. Luciano Criscuoli, da controllore istituzionale dell'INAF, proprio in questo istituto, nella sede dell'Osservatorio di Monteporzio Catone, è riuscito a collocare la figlia Serena come impiegata. Una riunione -farsa, in quanto esiste un sistema clientelare dove ripetutamente tra controllori e controllati avviene, così molti pensano, uno scambio continuo di favori. Si potrebbe pensare col benestare del Copit ( comitato parlamentare per l'innovazione tecnologica), organizzazione trasversale dove alcuni partiti si incontrano per scambiare i propri punti di vista e non solo. Cosa possono fare, davanti a tutto questo,dei semplici cittadini, dei modesti professori universitari, degli anonimi ricercatori? Cosa altro possono fare dopo aver speso moltissimo tempo ed altre risorse per fronteggiare,da soli, questa ingiustizia?
Solo una cosa possono ancora fare: ricordare, senza mai stancarsi, la gloriosa storia del Museo Astronomico e Copernicano di Roma.

Storia del Museo Astronomico e Copernicano


1938
Il Museo Astronomico e Copernicano trova definitiva sistemazione nella nuova sede dell’Osservatorio astronomico di Roma a Monte Mario, ovvero nella storica Villa Mellini. Il Museo, promosso già nel 1873 (quarto centenario della nascita di Copernico) dal Rettore dell’Università di Roma Senatore Berti e realizzato pochi anni dopo con l’appoggio dell’allora Ministro dell’Educazione nazionale Scialoia e dello scrittore polacco Kraszewski, ricevette una cospicua donazione di cimeli copernicani dallo storico polacco Wolinski e venne aperto presso il Collegio Romano; si ampliò successivamente per opera dell’astronomo Tacchini, Direttore dell’Osservatorio di Roma, e grazie a varie altre donazioni. Importanti collezioni di antichi strumenti costituiscono il nucleo del Museo, cui si aggiungono una ricca biblioteca antica, raccolte di quadri, stampe, disegni, fotografi e scritti scientifici.

1973
In occasione del quinto centenario della nascita di Copernico, per iniziativa dell’indimenticato Direttore dell’Osservatorio Cimino, il Museo viene completamente restaurato. Negli anni successivi il Museo, che è ormai un consolidato patrimonio scientifico e divulgativo di Roma ed un valore del territorio di Monte Mario, continua ad offrire un importante servizio culturale ai romani ed ai visitatori della Capitale, che numerosi - per fini professionali o per curiosità scientifica e storica - frequentano l’istituzione, facilmente raggiungibile da tutta la Città. Vengono sviluppate numerose iniziative divulgative collaterali, gradite dalla cittadinanza ed in particolare dalle scuole. Esempi del servizio culturale offerto dal Museo e della sua integrazione nella Città sono dati dalle manifestazioni “Città come scuola”, in collaborazione con il Comune di Roma, che porta al Museo centinaia di classi e “Osservatorio aperto”, in occasione della quale in una settimana affluiscono ben 3000 persone.

***

Febbraio 1999
Viene arbitrariamente chiuso il sito Internet del Museo Astronomico e Copernicano.

Maggio 2000
Il Museo viene chiuso per lavori finanziati dal Ministero dei Lavori Pubblici, per circa 2,5 miliardi di lire. Nel progetto esecutivo (stilato nel 1997) si legge: "con la sistemazione della Villa Mellini, e su precisa richiesta del Direttore dell'Osservatorio, si prevede di valorizzare al massimo il patrimonio storico-tecnico in modo tale da far diventare questo Museo Astronomico il più importante o tra i più importanti del mondo, come polo di attrazione storico-culturale, scientifica e didattica". Secondo il progetto il Museo sarebbe stato dotato di nuove vetrine espositive climatizzate ed articolato sull'intero piano terra della Villa Mellini, seguendo un preciso percorso storico scientifico.

Giugno - Luglio 2000
Vengono nominati il Presidente e gli altri componenti del Consiglio Direttivo dell'INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica).

Agosto 2000
A seguito dell'istituzione dell'INAF, la storica Villa Mellini viene destinata, con atto interno al nuovo Ente, ad ospitare la struttura direttiva ed amministrativa dell'Istituto. A tale data erano presenti nell'Osservatorio tre astronomi, 4 impiegati e (a tempo parziale con la sede di Monte Porzio) la curatrice del Museo.

Agosto 2000
Inizia l’occupazione di alcuni locali di Villa Mellini, per destinarli a dipendenti INAF.

Novembre 2000
I lavori iniziati in Maggio si concludono nel Novembre 2000, ma quanto previsto non è stato realizzato ed il Museo resta chiuso.

Dicembre 2001
L'INAF inizia ad effettuare le sue riunioni all'interno del Museo Astronomico, nella sala Copernicana.

Maggio 2002
A seguito della perdurante chiusura del Museo e delle ricorrenti voci di un suo trasferimento a Monte Porzio Catone, si mobilitano l’opinione pubblica e molte personalità del mondo scientifico e politico.

Dicembre 2002
L’Associazione “Italia Nostra”, l’Associazione “Amici di Monte Mario”, il “Musis” (Museo Multipolare della Scienza e dell’Informazione Scientifica), lo “Studium Urbis” e l’Istituto Polacco di Cultura di Roma inviano un appello al Ministro Moratti al fine di arrestare il progressivo smantellamento del Museo e di ottenerne l’immediata riapertura.

Febbraio 2003
L’On. Alemanno, Deputato del 21° Collegio di Roma e Ministro delle Politiche agricole e forestali, si fa interprete delle diffuse preoccupazioni e scrive al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica, On. Moratti, per chiedendo un intervento finalizzato alla riapertura del Museo.

Giugno 2003
Viene nominato Commissario Straordinario dell'INAF il Prof. Piero Benvenuti.

Novembre 2003
Viene costituito il “Comitato per la salvaguardia del Museo Astronomico e Copernicano di Monte Mario in Roma” che ottiene l’adesione di numerose personalità ed associazioni culturali. Una raccolta di firme per la riapertura del Museo, avviatasi spontaneamente, raccoglie in pochi giorni centinaia di adesioni.

Marzo 2004
Il 1° marzo, per iniziativa del Presidente Roberto Vernarelli, si tiene di fronte al cancello di entrata della Villa Mellini un Consiglio straordinario del XVII Municipio di Roma, avente per oggetto la protesta per la mancata riapertura del Museo e la discussione di ulteriori iniziative atte a garantire il mantenimento del Museo nella storica sede.
A seguito di tale manifestazione e degli interventi di personalità politiche, del mondo dell’informazione ecc., il Ministro Dott.ssa Letizia Moratti prende posizione sul Corriere della Sera del 10.3.2004 a difesa della riapertura del Museo. Purtroppo, a questo NON segue la sospensione delle movimentazioni (cose, persone) nell'area museale.

Maggio 2004
L'INAF comunica che continuerà ad assumere altro personale, da allocare nella storica Villa Mellini, ormai satura di personale.

Maggio 2004
Il materiale della biblioteca moderna viene spostato nella ex-officina, in locali inadatti ed insalubri. Ai 4 impiegati che si occupavano del Museo viene proposto di afferire alla sede centrale dell'INAF. A causa di ciò, un impiegato chiede di avere maggiori informazioni sulla riapertura del Museo e sulla localizzazione della sede centrale INAF. A tutt’oggi mancano informazioni al riguardo.

Giugno 2004
Vengono effettuati alcuni lavori nella storica stanza del Primo Meridiano, allo scopo di allocarvi parte del nuovo personale.

Luglio 2004
Il Commissario Benvenuti (poi nominato Presidente il 29 luglio), in una lettera aperta all’Associazione “Amici di Monte Mario” (pubblicata sul n° 225 di “Monte Mario”), afferma - forse mal informato - che ”negli ultimi dieci anni...i visitatori sono stati poche centinaia: una media di 20-30 persone all’anno!” (sic!). Smentisce quindi di fatto il suo collaboratore Prof. R. Buonanno, Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Roma, che, nella prefazione al nuovo catalogo del Museo, realizzato nel marzo 2000 con contributo ministeriale in occasione del 120° anno dalla creazione, scrive: “Credo che lo stimolo primario all’impresa, oltre naturalmente la passione per il nostro lavoro, sia stato l’inesauribile richiesta di visite e di informazioni da parte del pubblico. Se avessimo avuto bisogno di una prova di quanto sia importante conservare la memoria della tradizione scientifica e di quella astronomica in particolare, questa pressione dall’esterno ce l’avrebbe fornita”. Smentisce inoltre quanto affermato dal Ministro Signora Moratti che nel suo tanto atteso intervento sul tema della riapertura del Museo (Corriere della sera, 10 marzo 2004) scrive, tra l’altro: ”Il Museo è divenuto con il trascorrere degli anni un punto di riferimento sia per gli studiosi e gli appassionati sia per gli studenti”; richiama le esperienze didattiche proseguite fino alla chiusura del 2000 e conclude con il suo impegno a partecipare alla grande festa per “.. la prossima restituzione alla città del complesso di Monte Mario..”.

Settembre 2004
L’INAF decide di utilizzare la stanza di uscita dal Museo (finora gestita dal personale dedicato al Museo) per sistemarvi nuovo personale INAF e di occupare altre due stanze del Museo, rendendo così inaccessibile ad eventuali visitatori l’uscita di sicurezza. Di conseguenza, i Vigili del Fuoco negherebbero l’autorizzazione alla riapertura del Museo.

Ottobre 2004
Viene tolta la targa a lato del cancello di entrata a Villa Mellini che segnalava “Osservatorio Astronomico e Museo Copernicano

Dicambre 2004
Interviene sulla vicenda il Comitato per la salvaguardia della cultura Europea, che inizia una battaglia a tutto campo contro gli uomini che stanno tradendo il patto d'onore stipulato a suo tempo da uomini di cultura polacchi ed italiani. La battaglia, tuttora in corso, continuerà anche nel caso di trasferimento del Museo di Copernico a Monteporzio Catone.
Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea









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