Anti Digital Divide scrive all'AGCOM in merito alla sospensione di Teleconomy Internet

di Telecom Italia sia palesemente non replicabile si evince dal fatto che nessun

04/gen/2006 20.09.10 Ass. Anti Digital Divide Contatta l'autore

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Sin dalla presentazione dell'esposto al tribunale di Milano da parte di Assoprovider, ADD si era dichiarata contraria alla sospensione di Teleconomy internet, pur condividendo la necessità di un intervento da parte dell'AGCOM affinché l'incumbent adottasse delle tariffe all'ingrosso, che consentissero agli operatori alternativi di replicare l'offerta di Telecom Italia e affermando che nel caso in cui il tribunale avesse accettato il ricorso, e deciso il blocco di Teleconomy internet,
l'AGCOM avrebbe dovuto adoperarsi per fare in modo che nel più breve tempo possibile ci fosse la possibilità per gli utenti di sottoscrivere un'offerta analoga a quella di TI.
In seguito alla sospensione della commercializzazione dell'offerta Teleconomy Internet, Anti Digital Divide www.antidigitaldivide.org
 ha deciso di scrivere all'AGCOM, per ribadire questa posizione e per evitare che utenti già penalizzati dal fatto di non essere raggiunti dalla banda larga, tornino nuovamente a pagare delle cifre spropositate per una semplice connessione analogica.
 
Link alla lettera http://www.antidigitaldivide.org/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=77
 
 
Segue il testo della lettera


Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

                                c.a.   Presidente Corrado Calabrò

22/12/2005

Oggetto: Sospensione commercializzazione Teleconomy Internet

Il tribunale di Milano ha deciso di bloccare la commercializzazione, da parte di Telecom Italia, dell’offerta flat, analogica-isdn, Teleconomy Internet, fin quando l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni non si pronuncerà in merito alla possibilità per i provider alternativi di replicare l’offerta dell’incumbent.
Anti Digital Divide (da qui in avanti anche ADD) ha deciso di scrivere all’illustrissima Autorità, in difesa degli utenti che rappresenta, in quanto teme che saranno nuovamente i consumatori ad essere danneggiati, se non si prenderanno in tempi brevi decisioni in merito a Teleconomy Internet.

La normativa prevede che nel caso l’operatore dominante (Telecom Italia) decida di commercializzare una nuova offerta al dettaglio, debba fare in modo che questa sia replicabile dagli altri operatori, attraverso un’offerta all’ingrosso che la renda tale. Purtroppo questo non è avvenuto.
Che la flat di Telecom Italia sia palesemente non replicabile si evince dal fatto che nessun operatore alternativo è stato in grado di proporre sul mercato, un’offerta con le stesse caratteristiche di Teleconomy Internet, non solo i piccoli provider ma anche i grandi carrier nazionali.

L'AGCOM che, da agosto, sta analizzando la possibilità che Teleconomy Internet sia replicabile o meno dagli OLO (Other Licenced Operators), ad oggi ancora non si è pronunciata. ADD ritiene che 5 mesi di tempo per appurare un fatto che risulta essere, a nostro modesto parere, evidente, siano eccessivi. Un lasso di tempo così ampio ha permesso a TI di drogare il mercato, con gli OLO che hanno visto migliaia di contratti persi senza poter far nulla per opporsi, cosa logica, se l’offerta fosse replicabile, sarebbe stata proporne una con caratteristiche simili a quella dell’incumbent ma ciò non è avvenuto.

Telecom asserisce che l’offerta sia replicabile e detta agli operatori alternativi il modo per renderla tale.
Telecom sostiene che attraverso un rapporto linee/utenti di 1:12 si possa replicare l'offerta, utilizzando cioè lo stesso canale per 12 utenti, che è il rapporto che l'incumbent dice di utilizzare per la sua offerta flat. I concorrenti invece usano un rapporto più basso tra linee e utenti, per privilegiare, dicono, la qualità del servizio, utilizzando però meccanismi di disconnessione automatica per permettere a tutti di accedere.Telecom invece non disconnette gli utenti, salvo casi eccezionali, e questo fa della sua offerta l'unica "vera" flat dial-up, anche se gli OLO mostrano di non credere al rapporto linee/utenti dichiarato dall'incombente, il quale si difende dichiarando che se si mettono sia utenti flat che a tempo sullo stesso canale, si consegue un buon bilanciamento.
In questo caso, come asserito dal giudice, l’offerta sarebbe replicabile "soltanto da operatori infrastrutturati, con una clientela a consumo da rilevanza tanto eccezionale da superare i limiti delle linee guida richiamati dalla delibera n.152/02/Cons dell'Autorità Garante"
Questo danneggerebbe a nostro avviso  i piccoli provider, che hanno visto il proprio numero passare negli ultimi anni da alcune migliaia a poche centinaia, e per riflesso anche gli utenti che vedrebbero diminuire sempre di più, le già limitate possibilità di scelta.

Quello che vorremmo capire è con quale arbitrio Telecom stabilisce chi possa o meno usufruire della sua offerta all’ingrosso e con quale autorità detta/suggerisce le caratteristiche che gli altri operatori devono adottare per la loro offerta.
Che vantaggi avrebbero gli utenti, se le offerte fossero tutte la fotocopia di uno stampo deciso dall’incumbent?

A nostro avviso siamo di fronte ad abuso di posizione dominante di TI che stabilisce regole che non sono di sua competenza.

ADD si è battuta con forza per ottenere che gli utenti (circa 15 milioni), già penalizzati dal fatto di non essere coperti dalla banda larga, non continuassero anche a subire la beffa di pagare per una connessione analogica, piuttosto che isdn, più di una connessione adsl.
Quindi reputiamo il blocco dell’offerta un grave danno per tutti gli utenti ed in particolare, per quelli che, oltre a dover fare i conti con una scarsa copertura a banda larga (tra le più basse d’Europa) perdono la possibilità, recentemente acquisita dopo anni di attesa, di usufruire di una connessione analogica flat ad un prezzo accessibile.

Esortiamo quindi l’authority a far si che l’offerta sia celermente rimessa sul mercato.

La premessa fondamentale è che non vada rivisto il prezzo al dettaglio verso l’alto, ma adattato quello all’ingrosso verso il basso, infatti a nostro avviso 12 euro per una flat analogica e 24 euro per una isdn, dovrebbero essere considerati come prezzo massimo per questo tipo di offerte a “banda stretta”, considerando che una connessione adsl con velocità di 640kbit/s ha il costo di 19 euro e che la connessione analogica non può, a differenza di quella a banda larga, considerarsi always on.

Entro un massimo di 30 giorni l’AGCOM dovrebbe imporre a Telecom l’introduzione di un’offerta all’ingrosso, che consenta agli operatori alternativi di proporre una flat, con caratteristiche analoghe a quella di Telecom, e di qualità elevata (max concentration rate 1 a 3), ad esempio 10 euro per la flat analogica e 20 per la isdn (prezzi al dettaglio, iva inclusa).

Teleconomy Internet viene proposta agli utenti come una flat 24/24:

“Con Teleconomy Internet, la nuova offerta di Telecom Italia per accedere ad Internet tutti i giorni, a tutte le ore, senza alcun limite, bastano la tua linea telefonica di base e un semplice modem. Potrai così navigare a volontà in modalità dial-up collegandoti al numero 701.0187187.
……è prevista una disconnessione automatica dopo 10 minuti d'inattività (assenza di traffico in download/upload). Dopo tale disconnessione automatica è comunque possibile riconnettersi immediatamente al servizio.”
(dal sito 187)

Per replicabilità, si intende la possibilità per gli operatori alternativi di offrire ai propri utenti una flat a condizioni non inferiori come qualità a quella di Telecom Italia, cosa che non sarebbe possibile sottostando ai dictat dell’incumbent, seguendo infatti gli “amorevoli consigli” dati da TI non sarebbe possibile per operatori alternativi, offrire una flat che per qualità non sia inferiore a quella di Telecom ad un prezzo competitivo.

Chiediamo all’illustrissima autorità di tenere presente queste indicazioni, inoltre riteniamo che gli utenti dovrebbero aspettare massimo un mese per riavere sul mercato una flat 24h/24h, analoga a Teleconomy Internet, infatti questo, a nostro avviso, sarebbe il massimo e ulteriore sacrificio che si può chiedere ad utenti che sono da anni penalizzati, sia dalla mancanza della banda larga, che dall'assenza di un’offerta a “banda stretta” che consentisse di restare connessi ad internet, senza per questo dover accendere mutui per pagare la bolletta.

Rimaniamo disponibili a organizzare un tavolo comune insieme a tutte le parti in causa, dove si discuta seriamente di come estendere la copertura della banda larga in Italia e di possibili azioni comuni tra utenti e provider per la diffusione della connettività e per una maggiore libertà di scelta.

Distinti saluti
Pierluigi Di Bartolomeo
Consigliere Ass. Anti Digital Divide

 

Cordiali saluti
Ass. Anti Digital Divide
www.antidigitaldivide.org

 

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