INAF : LE DENUNCE SONO INIZIATE

10/gen/2006 06.31.35 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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COMUNICATO USI/RdB
All’INAF i lavoratori scendono in campo per la difesa dei loro diritti

In data 28 settembre, l’Ufficio legale USI/RdB ha notificato un ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio, sottoscritto da 33 dipendenti EP e D, contro l’INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica, per la tutela dei diritti dei lavoratori ex Osservatori esclusi dalla possibilità di accedere ai finanziamenti per progetti di ricerca. Si tratta di un atto dovuto, reso necessario per fronteggiare l’atteggiamento ostile dell’INAF nei confronti di una parte dei propri dipendenti.
Per miglior comprensione di tutti, vale la pena di richiamare come si è dovuto giungere a tale atto.
Era il lontano 12 gennaio quando USI/RdB incontrava il Presidente dell’INAF, Prof. Piero Benvenuti, nell’ambito della contrattazione integrativa. USI/RdB aveva appena notificato all’INAF una diffida, in cui si richiamava l’Ente sull’obbligo di una rapida definizione delle tabelle di equiparazione del proprio personale e, in attesa di queste, si intimava all’Ente di sospendere l’elezione del Consiglio Scientifico. Il regolamento, infatti, definendo l’elettorato attivo come composto da tecnologi e ricercatori, escludeva di fatto i lavoratori INAF dei profili D ed EP del CCNL Università, che, in base alle mansioni svolte, si attendevano una legittima equiparazione quantomeno al III livello tecnologi.
All’epoca il Presidente dell’INAF fece appello al senso di responsabilità di USI/RdB, chiedendo che non venisse bloccata l’elezione di un organo così importante per il funzionamento dell’Ente, impegnandosi a trovare una soluzione per il problema dell’equiparazione. Appello accolto da USI/RdB, che rinunciò all’azione legale confidando, parimenti, sul senso di responsabilità dell’INAF.
Dobbiamo tuttavia notare che i fatti hanno poi smentito ciò che il Prof. Benvenuti aveva affermato. L’INAF, nonostante le promesse fatte a gennaio, ha proseguito nella sua strategia di emarginazione del personale D ed EP, escludendolo - sempre giocando sulla mancanza della equiparazione - dalla possibilità di accedere ai finanziamenti per progetti di ricerca. Nel relativo bando e nelle successive circolari, infatti, l’INAF faceva nuovamente riferimento a “tecnologi e ricercatori”, dimenticandosi di fatto di D ed EP. Ma questi lavoratori, nella loro permanenza presso gli OOAA e nell’INAF ante-riforma, avevano svolto per anni attività di ricerca e/o attività tecnologica, come dovrebbe essere ben noto alla dirigenza INAF, e partecipato -assieme ai ricercatori degli OOAA- ai bandi di cofinanziamento (COFIN) previsti nell’ordinamento universitario.
USI/RdB, coerentemente con la sua filosofia, ha appoggiato la legittima richiesta di assistenza da parte di alcuni dei lavoratori INAF, facendosi completamente carico di tutti gli oneri per sostenere il loro ricorso di fronte agli organi competenti.
La battaglia dei lavoratori e di USI/RdB per ripristinare diritti e legalità all’Istituto Nazionale di Astrofisica è appena cominciata.

NOTA:
RIPRISTINARE DIRITTI E LEGALITA', MA LE VERE DENUNCE DA FARE SONO QUELLE DI ABUSO D'UFFICIO E OMISSIONE D'ATTI D'UFFICIO, PER CHIEDERE IL RISARCIMENTO DEI DANNI SUBITI DAI CITTADINI DI ROMA (NON MENO DI TRE MILIONI DI EURO) PER LA MANCATA FRUIZIONE DEL LORO MUSEO ASTRONOMICO E COPERNICANO,SOTTRATTO SUBDOLAMENTE ALLA CITTA' DI ROMA CON LA COMPLICITA'
DI MOLTI UOMINI POLITICI E BUROCRATI CHE CERTAMENTE NON LAVORANO PER IL BENE DELLA COLLETTIVITA'. ASPETTIAMO IL 18 GENNAIO, RICORDANDO ALL'INAF COSA DICE LA LEGGE:

"Art. 323. - (Abuso d'ufficio). - Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sè o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità".

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea

P.S. " Se il comandante nemico cerca un pò di riposo, non dargli tregua". Sun Tsu, L'arte della Guerra,cap.1°, " Piani strategici",pag. 69 - Guida Editori,Napoli,1988"-.
















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