FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "SICILIA INDIPINNENTI"
FRONTE NAZIONALE SICILIANO "SICILIA INDIPENDENTE"
-Sikritarìa Nazziunali-
Kumunikatu Stampa
IL
12 GENNAIO 2006 RICORRE IL 158° ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE
INDIPENDENTISTA DEL 1848. FU IN ASSOLUTO LA PRIMA DELLE NUMEROSE
RIVOLUZIONI CHE IN QUELL'ANNO ESPLOSERO IN EUROPA
In
occasione della ricorrenza del 158° anniversario della Rivoluzione
indipendentista del 1848, la prima in Europa di quell'anno, ricco di
rivoluzioni indipendentiste e/o liberali, lu Frunti Nazziunali
Sicilianu ne ricorda: l'attualità; la modernità dei principi affermati,
compresi quelli della rappresentatività popolare e della centralità del
Parlamento, nonché della superiorità del Parlamento rispetto allo
stesso Re; la scelta indipendentista immodificabile; la proposta
CONFEDERALISTA agli altri stati e popoli dell'Italia; i principi
sociali e politici affermati; la continuità delle conquiste con la
precedente Costituzione del 1812.
Superfluo ricordare che lo STATUTO COSTITUZIONALE siciliano
del 1848 era più avanzato in termini giuridici e politici dello STATUTO
ALBERTINO emanato da Carlo Alberto per il Regno Sabaudo ed imposto a
tutto il Regno d'Italia nel 1861.
La rivoluzione ed il risorto Stato Siciliano furono guidati,
com'è noto, da Ruggero Settimo, che, nominato Padre della Patria e
Presidente del Consiglio del Regno di Sicilia, si comportò da vero e
proprio Capo di Stato in attesa che il Parlamento Siciliano scegliesse
un candidato al trono, capace di svincolarsi da ogni legame con la
dinastia di appartenenza, che fosse adatto alle esigenze della Sicilia
e disposto ad accettare "in toto" la Costituzione Siciliana.
Con la resa di Palermo, il 15 maggio del 1849, lo Stato
Siciliano, nato dalla Rivoluzione del 12 gennaio, cessò di vivere. I
Borbone tornarono al potere, anche questa volta con la "benedizione"
dei liberali e degli unitari italiani che non avevano bene accolto la
idea dell'indipendenza della Sicilia.
Ruggero Settimo si recò in esilio a MALTA, a bordo di una nave
inglese. Nel porto de LA VALLETTA fu accolto con gli onori di un Capo
di Stato. Sarebbe morto a Malta nel 1864 senza avere mai accettato la
nomina a Presidente del Senato italiano, che gli era stata offerta nel
1861. La salma del Settimo è oggi sepolta nella Chiesa di San Domenico,
Pantheon dei Siciliani.
L'FNS ritiene doveroso ricordare queste vicende, nell'ambito
del proprio impegno per il recupero della memoria storica del Popolo
Siciliano, per ricordare una parte significativa delle ragioni storiche
politiche e giuridiche della Specialità dello Statuto Siciliano, oggi
rinnegata dagli stessi inquilini di Sala d'Ercole.-
Palermu 11 Jinnaru 2006
Giuseppe Scianò, Sikritariu FNS
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Si ringrazia per la cortese attenzione
L'Addetto Stampa
(Giovanni Basile)
«Diamo,
quindi, al Popolo Siciliano - in lotta per il suo ideale millenario -
la bandiera di un indipendentismo esente da mafiosità e brigantaggio,
auspicandone la vittoria nella libertà, nella democrazia, nella
giustizia sociale, nella concordia, nella pace e nello spirito
europeistico e mediterraneistico».
Giuseppe Montalbano, 1976
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