FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "SICILIA INDIPINNENTI"
FRONTE NAZIONALE SICILIANO "SICILIA INDIPENDENTE"
-Sikritarìa Nazziunali-
Kumunikati Stampa
AGCA LIBERO, OCALAN DENTRO. CHE TURCHIA È QUELLA CHE VOGLIONO NELL'UE?
Alì
Agca, l'attentatore di Papa Giovanni Paolo II, è nuovamente libero.
Estradato nella natìa Turchia dopo aver scontato la pena per il celebre
ed oscuro attentato, l'ex "Lupo Grigio", gode da oggi dei benefici di
una legge del 2002 che lo rimette in libertà sostanzialmente condonando
i rimanenti 25 anni della pena per omicidio. Già, perché un omicida, se
turco, in Turchia può tornare in libertà senza la benché minima
parvenza di pentimento (o anche solo chiarezza d'intenti), mentre un
leader indipendentista kurdo, Abdullah Ocalan, dovrà per sempre
rimanere unico ospite della fortezza-carcere di Imrali, illuminato 24
ore su 24 come le galline, senza poter essere visitato dai propri
legali, condannato a morte (condanna poi convertita per le pressioni
internazionali in ergastolo) per «tradimento e separatismo», in un
processo dichiarato come «ingiusto» dalla Corte europea dei diritti
umani.
Ma
la Turchia proprio nelle principali istituzioni europee è destinata ad
entrare, come risultante delle forti pressioni provenienti soprattutto
dell'attuale Presidente degli USA George W. Bush.
Tutto
ciò ingenera crescente preoccupazione ed indignazione in tutti noi
indipendentisti del Frunti Nazziunali Sicilianu, che rifiutiamo
l'ingresso della Turchia nell'Ue sia per la propria lontananza di
quella terra e quel popolo dalle radici storiche e culturali
dell'Europa stessa, sia perché la Turchia contemporanea è ben lungi,
nonostante gli sforzi di alcuni, dall'essere uno stato di diritto
occidentale.
Lungi
dal voler attaccare il Popolo Turco, la sua bellissima cultura
islamico/asiatica, e soprattutto la gente comune, noi indipendentisti
siciliani non possiamo però non rilevare e ricordare all'opinione
pubblica le tante, troppe violazioni dello Stato Turco a carico degli
inviolabili diritti umani e dei popoli, nonché gli attacchi alla stampa
ed alla libertà d'informazione. Perché la vittima di Agca fu un
giornalista, Abdi Ipekci, direttore del quotidiano "Milliyet", che in
prima pagina oggi ha titolato: «Questo è il giorno della vergogna».
E,
come il defunto Ipekci, esponente della miglior Turchia contemporanea è
Orhan Pamuk, scrittore di succcesso che ha "osato" parlare del
Genocidio degli Armeni, a tutt'oggi negato dal Governo Turco. E come
Pamuk sono giudiziariamente perseguitati dai tribunali turchi Elif
Shafak, scrittore armeno, Yashar Kemal, cantore kurdo, Mara Meimaridi,
scrittrice greca.
Tutti
colpevoli dell'aver parlato dei soprusi della Turchia, delle terre che
tutt'oggi occupa, dei Popoli che ha sottomesso e sottomette. A Cipro
come in Armenia come nel Kurdistan.
Quindi
il nostro no a questa Turchia è anche la conferma del nostro no
siciliano ed indipendentista all'Unione Europea delle burocrazie
politiche e dei potentati economici. E la conferma della nostra
incessante lotta nonviolenta per un'Europa ed un Mediterraneo, di cui
la Sicilia era e sarà il centro culturale ed economico, dei Popoli
liberi, delle Nazioni autodeterminate, a fianco degli amici kurdi,
amazig, catalani, sardi, corsi, baschi e di tutte le alte Nazioni senza
Stato.
Catania, 12 Jinnaru 2006
Roman H. Clarke, Vicepresidente FNS
CONTRO I PERICOLI DEL GRANO CONTAMINATO, RILANCIAMO SUL MERCATO IL TIPICO GRANO DURO SICILIANO
Gli
Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono più che
giustificate le accuse, le proteste e le preoccupazioni di carattere
sanitario suscitate nel mondo dei "consumatori" dalla notizia che
un'azienda italiana, leader della produzione di semola, è stata
coinvolta nell'importazione, dal CANADA, di 58 mila tonnellate di GRANO
contaminato dall' OCRATOSSINA. Una tossina che è direttamente ed
indirettamente nociva per la salute dell'Uomo.
Fatto gravissimo soprattutto perché con la salute non sono ammissibili speculazioni.
L'FNS si unisce pertanto a quanti pretendono controlli specifici a tappeto e le etichettature di prodotti alimentari..
Provvedimenti opportuni e necessari, questi, ma non sufficienti. Bisogna andare oltre.
In
quanto Siciliani dobbiamo aprire un contenzioso a trecentosessanta
gradi. In quanto tutto ciò succede proprio mentre il GRANO DURO
SICILIANO, che è "pulito" e che non ha questi problemi, subisce
arretramenti e discriminazioni.
Il
nostro grano duro, così come altri prodotti agricoli tipicamente
siciliani, è stato e continua a rimanere vittima di scelte di politica
economica che hanno privilegiato le importazioni. Il pretesto
ufficiale, in questo caso, sarebbe che il grano duro siciliano avrebbe
scarso contenuto proteico e che in conseguenza non incontrerebbe la
preferenza dei moderni pastifici che puntano sulla produzione di pasta
da consumare al dente. Argomento confutabile, questo, da almeno due
punti di vista. Il primo è che le "granelle" siciliane sono SALUTARI,
in quanto NON vengono sottoposte a quei "trattamenti" particolari di
cui hanno bisogno, per ragioni geografiche e di clima, i grani
importati dal Nord America e da altri luoghi. E per i quali talvolta i
"trattamenti" possono essere peggiori del male che vorrebbero
sconfiggere. È il caso delle famigerate "irradiazioni" utili ad
accelerarne la maturazione. L'altro punto di vista è che le qualità di
grano duro, in Sicilia, sono diverse e quindi si può procedere alla
selezione di quelle - di volta in volta - più richieste dal mercato.
Vorremmo anche aggiungere che se il consumatore fosse stato bene informato avrebbe da sempre preferito il prodotto siciliano.
Guardiamo
comunque avanti. Possiamo trovare soluzioni, concrete ed utili -
contemporaneamente - alla salute del consumatore ed all'economia
siciliana, rilanciando e sostenendo adeguatamente e lealmente la
GRANICOLTURA SICILIANA, dalla fase della produzione a quella della
commercializzazione sui mercati. Certamente si dovrà se necessario
migliorare ulteriormente la qualità e remunerare in modo più congruo ed
equo gli Agricoltori del settore, che sono rimasti a coltivare il
grano.
Sia
chiaro che questa è un'occasione unica per pretendere un'inversione di
tendenza. Ma non pensiamo che nessuno ci regali niente. Gli interessi
consolidati e coalizzati contro l'ipotesi di una Sicilia "produttiva"
sono sempre molto forti ed hanno capillari complicità nell'ASCARISMO
nostrale. Occorre, pertanto, che i politici e gli uomini di buona
volontà, le Organizzazioni di categoria maggiormente affidabili, i
GRANICOLTORI e soprattutto il Governo Regionale scendano in lizza -
con grinta, con proposte coraggiose e ... soprattutto con la
consapevolezza di essere Siciliani - per difendere e per rilanciare sui
mercati interno ed internazionale il nostro tipico GRANO DURO, che è
(lo ripetiamo) un GRANO PULITO.
Ed
è anche un'occasione per pensare a tutta un'agricoltura siciliana più
genuina, più autentica, più biologica, commercialmente corretta ed
orgogliosa della tipicità dei propri prodotti. E decisamente schierata
dalla parte dei Consumatori e della loro salute.
Palermu, 12 Jinnaru 2006
Giuseppe Scianò, Sikritariu FNS
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Si ringrazia per la cortese attenzione.
L'Addetto Stampa
(Giovanni Basile)
«Diamo,
quindi, al Popolo Siciliano - in lotta per il suo ideale millenario -
la bandiera di un indipendentismo esente da mafiosità e brigantaggio,
auspicandone la vittoria nella libertà, nella democrazia, nella
giustizia sociale, nella concordia, nella pace e nello spirito
europeistico e mediterraneistico».
Giuseppe Montalbano, 1976
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