MINISTERO INFRASTRUTTURE: NON E' DEMOCRAZIA

invece, nonostante le dichiarazioni del Ministro, la società Rocksoil nel 2002 è stata incaricata della progettazione del tunnel della linea ferroviaria ad alta velocità Torino Lione, come si evince dal bilancio societario del 2002 (si veda «Milano Finanza», pagina 3, del 21 agosto 2003);

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Da Il Foglietto di Usi/RdB n. 1 dell’11 gennaio 2006

Sulla Tav due linee politiche a confronto
di Giovanni Damiani*
L'opposizione all'alta velocità è una lotta di civiltà, democratica, a favore del treno, il
mezzo di trasporto terrestre attualmente più economico e sostenibile. Le popolazioni
della Val di Susa hanno fatto emergere, con chiarezza, le due linee politiche che si
fronteggiano sul campo. La prima, quella del governo attuale e di tanti fautori
dell'AV, è quella che sostiene che "il progresso" consista nella "crescita" ad ogni
costo, che il "benessere" si misuri simbolicamente con il raggiungimento di vette di
consumismo, grandi opere mirabolanti, velocità estreme. La seconda linea è quella
che si (e ci) pone il problema di fissare finalmente un limite allo sperpero ed alla
devastazione del territorio e che reclama che i fondi (ingentissimi) previsti per la
realizzazione e la gestione di opere-simbolo speculative, vengano re-distribuiti per
avere per tutti e ovunque sistemi di trasporto efficienti, diffusi, di buona rapidità,
puliti, confortevoli e sicuri. E' la messa in discussione del mito delle olimpiadi
(sintetizzato nello slogan: più veloce, più in alto, più forte) al quale Alexander
Langer, uomo delle Alpi e personalità mitteleuropea, aveva contrapposto, fin da 10
anni fa, con la sua tipica genialità, un sano "lentius, profundis, suavius" (più lento,
più profondo, più dolce...).Una sinistra capace di futuro dovrebbe fare una riflessione
profonda ed analizzare con un minimo di scientificità le vicende Tav, almeno alla
luce delle tre componenti della "sostenibilità", messe a fondamento del Piano di
Azione dell'Unione Europea: quella economica, ecologica e sociale. Dal punto di
vista economico, l'AV non ha storia: è totalmente, clamorosamente passiva. Dal
punto di vista ecologico, le considerazioni sull'impatto ambientale poste dalle
popolazioni appaiono fondate e insuperabili: le emissioni in fase di cantiere che
durerebbe una ventina d'anni; lo smarino delle perforazioni; l'amianto; l'uranio; la
questione delle falde idriche. Chi scrive, dall'Abruzzo, può testimoniare le
conseguenze dei due tunnel autostradali sotto il Gran Sasso d'Italia (13 km di doppio
traforo) dove c'è stato l'abbassamento del livello piezometrico delle falde idriche di
ben 600 metri per l'intera estensione del massiccio, la perdita di sorgenti, il
dimezzamento della portata di fiumi ecologicamente preziosi come il Tirino, in area
del Parco Nazionale. Quei lavori sono costati 13 lavoratori morti: uno a km, rientranti
nello "standard" del numero di vittime per questa tipologia di opere. Sempre dal
punto di vista ecologico, è il concetto stesso di AV ad evocare un delitto
termodinamico in quanto, per incrementare di poco velocità già estreme, sono
richiesti fabbisogni energetici crescenti in maniera esponenziale. L'Etr 500, infatti, si
compone di due motrici,una in testa e l'altra in coda al convoglio, che richiedono una
potenza elettrica media alla ruota di ben 8,8 megawatt...mentre non ci vengono dette
le potenze richieste per il mantenimento della velocità di 300 km/ora. Senza contare il
problema del rumore a quella velocità. Dal punto di vista sociale, insopportabili sono
i costi che produrrebbero i cantieri in Val di Susa, i rischi severi per i lavoratori
impegnati e il degrado del resto delle reti ferroviarie. Degrado che con la strage sulla
linea Frosinone-Cassino è tornato così all'evidenza che, in quei giorni, non si è potuta
tenere l'inaugurazione (precoce) della tratta Tav Roma-Napoli, per non mostrare sui
media le due linee politiche ed i loro risultati a confronto.
*Docente Università della Tuscia-Viterbo

PER UNA MAGGIOR COMPRENSIONE DI CHI LEGGE,AGGIUNGIAMO:

Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05191
Atto n. 4-05191

Pubblicato il 18 settembre 2003
Seduta n. 458

DONATI, DE PETRIS, BOCO, CARELLA, CORTIANA, MARTONE, RIPAMONTI, TURRONI, ZANCAN. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
la società Rocksoil è una delle principali società italiane di geoingegneria per la progettazione in particolare di gallerie, di cui risultava proprietario sostanziale, quale maggiore azionista, Pietro Lunardi;
il ministro Pietro Lunardi, già azionista di maggioranza della società Rocksoil, ha ceduto le proprie azioni a suoi stretti familiari nel momento in cui ha acquisito responsabilità di governo come Ministro, come egli stesso ha dichiarato alla stampa ed in sede parlamentare;
secondo alcune dichiarazioni del ministro Lunardi la società Rocksoil starebbe portando avanti in Italia le sole commesse già acquisite prima dellincarico governativo delling. Lunardi (tra le altre: la metropolitana di Napoli, quella di Roma e alcune opere autostradali e ferroviarie), per non trovarsi nella discutibile condizione di sovrapposizione del proprio ruolo istituzionale di Ministro e di quello tecnico dellingegnere progettista;
invece, nonostante le dichiarazioni del Ministro, la società Rocksoil nel 2002 è stata incaricata della progettazione del tunnel della linea ferroviaria ad alta velocità Torino Lione, come si evince dal bilancio societario del 2002 (si veda «Milano Finanza», pagina 3, del 21 agosto 2003);
si arriva alla Rocksoil attraverso una cascata di subincarichi e consulenze: la committente originaria è la società francese LTF, che è pariteticamente controllata dalla francese RFF e dallitaliana RFI, le omologhe società che gestiscono le reti ferroviarie in Francia ed in Italia. La LTF ha incaricato la società francese Effage, la quale ha incaricato la Rocksoil;
la società RFI (Rete Ferrovia Italia), che cogestisce lerogazione dei finanziamenti, è una società controllata da FS SpA, ovvero direttamente dal Governo italiano;
il Ministro ha pubblicamente confermato tale incarico, anche se nel sito internet della Rocksoil Spa (http://www.rocksoil.com) non sono desumibili ulteriori informazioni di alcun tipo, in quanto stranamente non risulta aggiornato sui nuovi incarichi;
tale tunnel investe per una parte il territorio italiano e quindi le competenze governative del ministro Lunardi;
per la realizzazione dellalta velocità ferroviaria Torino-Lione è previsto un impegno di spesa stimato in circa 7,5 miliardi di euro;
considerato inoltre che:
la linea ferroviaria Torino-Lione è un progetto ritenuto strategico dal Governo e dal ministro Lunardi, ed è incluso nella lista delle opere strategiche della legge obiettivo, così come previsto dalla delibera del CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo 2002);
attualmente il progetto dellalta velocità ferroviaria della tratta Torino-Lione per la parte italiana è oggetto di procedura di valutazione ambientale, e successivamente dovrà essere sottoposto al CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica), di cui fa parte il ministro Lunardi, per lapprovazione del progetto preliminare;
il ministro Lunardi è coinvolto politicamente nella discussione con il governo francese, che non ritiene più prioritaria la linea ferroviaria Torino Lione sia per problemi relativi alla limitatezza di risorse pubbliche nel bilancio dello Stato sia per priorità trasportistiche;
lalta velocità ferroviaria Torino-Lione, già prevista tra i progetti della rete transeuropea di trasporto del 1996 e ribadita anche nel recente documento Van Miert del 2003, dovrà essere valutata anche dal ministro Lunardi in veste di Presidente del Consiglio dei ministri dei trasporti europeo (in concomitanza con il semestre di Presidenza europea), ovvero il Ministro sarà chiamato a valutare la valenza politica di un progetto tecnico in cui compartecipa la società Rocksoil,
si chiede di sapere:
se si intenda superare il manifesto conflitto di interessi sopra descritto attraverso una interdizione delle competenze del ministro Pietro Lunardi rispetto allintero iter di progettazione, approvazione e finanziamento del progetto della tratta dellalta velocità ferroviaria Torino-Lione;
se, in via subordinata, si intenda svolgere nei confronti del ministro delle infrastrutture e trasporti Pietro Lunardi unazione affinché dia seguito ai proponimenti dagli egli stesso dichiarati circa la necessaria separazione tra le proprie competenze e le attività italiane della società Rocksoil, attraverso la rinuncia all'incarico descritto.
NOTA:
UNA VOLTA COMPRESO L'EVIDENTE CONFLITTO D'INTERESSE DEL MINISTRO LUNARDI, RICORDATO IL RUOLO DEL VICEMINISTRO ON. MARIO TASSONE PRESIDENTE DEL COPIT,
ANALIZZATE LE DICHIARAZIONI DI AUTOREVOLI ESPONENTI DELL'OPPOSIZIONE CHE CONFERMANO IL FATTO CHE I LAVORI SI DOVRANNO FARE COMUNQUE, ANCHE SENZA ILCONSENSO DEI CITTADINI, NON RIMANE CHE TIRARE LE SOMME: DELLE DUE LINEE CHE SI FRONTEGGIANO, COME BENE CI HA SPIEGATO GIOVANNI DAMIANI, QUELLA INDICATA DA GOVERNO E PARTE DELL'OPPOSIZIONE, E' SICURAMENTE ANTIDEMOCRATICA.

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea







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