LE CONTRADDIZIONI DELL'ON. MARIO TASSONE

14/gen/2006 12.32.36 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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Il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Mario Tassone
«DOBBIAMO CAPIRE SE QUESTO PAESE PUÒ SEGUITARE A REGALARE MILIARDI»
«In Italia un sistema di trasporto aereo non esiste, ognuno è controparte di se stesso se le compagnie aeree sono in perdita, è il sistema che non funziona»
«In Italia un sistema di trasporto aereo non esiste, ognuno fa massa per conto proprio, ognuno è la controparte di se stesso e se le compagnie aeree sono tutte in perdita, allora è il sistema che non funziona ». Parola dell’on. Mario Tassone al convegno (“Dal ‘caso’ Lamezia: le prospettive di sviluppo del trasporto aereo in Italia”) organizzato il 15 novembre all’aeroporto di Lamezia Terme dalla società di gestione di questo scalo, la Sacal (v. a pag. 1857 di questo fascicolo), ove è intervenuto nella sua qualità di vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Non si può fare un aeroporto ogni chilometro Se Tassone ha ammesso che «c’è molto da fare per le infrastrutture», è anche vero, ha affermato, che «l’aeroporto è una infrastruttura per il trasporto che da sola non funziona per cui va collegata con le altre infrastrutture». Ad esempio, per quanto riguarda lo scalo di Lamezia Terme, provincia di Crotone, questo deve collegarsi ad altre infrastrutture calabresi come il porto di Gioia Tauro, oltre a vedere la sua società di gestione oggetto di un’azione coordinata con gli altri aeroporti della regione: Reggio Calabria e Crotone. E questo cercando di capire, ha osservato Tassone, parlando fra l’altro di fronte ad un uditorio che fa parte del suo collegio elettorale, quale ruolo occorre avere nel Mediterraneo e di fronte ad una Commissione europea dove «alcuni risultati non li abbiamo raggiunti, ma non per insipienza del governo». Basti pensare che il libro bianco della vice presidente della Commissione responsabile dell’energia e dei trasporti Loyola de Palacio ha «tagliato fuori il Mezzogiorno». Per cui occorre tenere a mente che «la politica dei trasporti è legata alla politica estera del governo, non solo a quella del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti». Torniamo agli scali aerei. «Gli aeroporti non hanno risorse di espansione infinite» ha sottolineato il vice ministro affermando che «non si può fare un aeroporto ogni chilometro» per cui «bisogna andare all’integrazione » fra i vari scali, vedi per esempio la Puglia, ma anche la Campania ove ancora si discute su Capodichino, Grazzanise e Salerno con quest’ultimo che «non ha mai funzionato». Insomma «il trasporto aereo è un sistema» ha ribadito Tassone chiarendo che il tavolo di lavoro di Palazzo Chigi non è stato messo in piedi solo per risolvere il problema dell’Alitalia. Certo, ha detto il vice ministro, «esiste un problema della compagnia aerea di riferimento », ma quello che il “tavolo” sta affrontando è «il problema di tutto il sistema dei trasporti aerei». Un problema che, al di là dei riferimenti sociali che riguardano il ministro del Lavoro Roberto Maroni, si fonda, a detta di Tassone, su tre punti: regole, vettori e gestioni aeroportuali il tutto da affrontare sempre in un’ottica di sistema, di unione di “pesi” come nel caso di Air France e KLM la cui forza sta nel fatto che «fanno massa con altri vettori». Esse «sono forti perché hanno alle spalle una cordata». Con il termine “hub” ci siamo riempiti la bocca A proposito di regole e sicurezza... non è possibile che una società per azioni come è l’Enav “faccia” maggiore sicurezza ha detto Tassone richiamando una sua ben nota idea circa la trasformazione in SpA di enti deputati alla sicurezza, trasformazione in SpA alla quale si è sempre detto contrario. Una “colpa” da addebitare a «cattive legislazioni... c’è da fare un mea culpa». Attenzione: «il ministero [delle Infrastrutture e dei Trasporti] «non accetterà più di fare solo da spettatore» ha avvertito il vice ministro ribadendo l’importanza della vigilanza governativa sull’applicazione delle regole alle quali «stiamo lavorando con Enac». Le regole devono funzionare per tutti gli operatori e anche per le gestioni aeroportuali dove «non è tutto oro ciò che riluce » e dove spesso c’è una «diversa visione» fra esse, il governo e le altre amministrazioni. «Dobbiamo capire se questo paese può seguitare a regalare miliardi» ha detto ancora Tassone criticando il fatto che gestioni totali di aeroporti siano state assegnate dall’Enac a società aeroportuali con un puro e semplice atto amministrativo. Ricordando la necessità dell’aggancio alla normativa, il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha sottolineato come nella gestione aeroportuale non si debba dare la massima prevalenza al solo profitto. «Se il profitto sopravanza il ruolo pubblicistico che deve avere una società di gestione aeroportuale» allora c’è da preoccuparsi che tutto questo non porta «all’abbassamento della sicurezza» per cui «dobbiamo capire chi fa sicurezza». A proposito di sicurezza: bagagli di stiva controllati al cento per cento? «ma non ci prendiamo in giro!». Perché la «sicurezza è un punto di riferimento importante per dare prospettive di sviluppo del trasporto aereo del nostro paese» ha affermato Tassone cogliendo l’occasione per dire la sua sugli hub e sul traffico di Malpensa e di Fiumicino e, indirettamente, sulle polemiche sul destino dei due scali. «Con il termine “hub” ci siamo riempiti la bocca»… la realtà è che a fronte del traffico dichiarato da questi due aeroporti «c’è Madrid che va verso i 70 milioni di passeggeri... non capisco certe prosopopee » conclude il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti con chiaro riferimento «ad un ministro del governo di cui faccio parte» che seguita a straparlare della Padania... I.M.C.(fonte AirPress)

NOTA:
IL PROFITTO. COME DICE L'ON. MARIO TASSONE NEL SUO INTERVENTO, NON PUO' SOPRAVANZARE IL RUOLO PUBBLICISTICO CHE DEVE AVERE UNA SOCIETA' AEROPORTUALE. AGGIUNGIAMO NOI: ANCHE IL MUSEO ASTRONOMICO E COPERNICANO DI MONTE MARIO A ROMA HA UNO SCOPO PUBBLICISTICO, MA E' SOPRAVANZATO, COL DECISIVO AIUTO DEL COPIT, DELLO STESSO ON. MARIO TASSONE, DAGLI SCOPI LOGISTICI E FINANZIARI DELL'INAF.

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea




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