Sanità in crisi: 6 veterinari pubblici ad un corso di ortopedia per cani e gatti.

Sanità in crisi: 6 veterinari pubblici ad un corso di ortopedia per cani e gatti..

Persone Mauro Zanaica, Nerino Verza, Paolo Palonta, Stefano Gatti, Paolo Costa Peruffo, Piernatale Chiarlanti
Luoghi Padova, Germania, Monselice, provincia di Padova
Argomenti università, medicina, istruzione

01/dic/2011 18.33.36 S.I.Ve.L.P. Sindacato Vet. Liberi Professionisti Contatta l'autore

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Padova (Az.17) veterinari pubblici partecipano, pagati dai cittadini, ad un corso di chirurgia offerto gratis dall'Università pubblica.

Cosa serva ad un veterinario pubblico un corso di chirurgia ed ortopedia del cane e del gatto non lo sappiamo: non esiste un servizio pubblico di ortopedia degli animali da compagnia. Ma forse ci è sfuggito qualcosa, perché nel controllo delle delibere pubblicate dalle aziende sanitarie ci siamo imbattuti in un caso curioso. L'azienda sanitaria n. 17 di Monselice (PD) si impegna a garantire la partecipazione di 6 (sei) veterinari pubblici e precisamente i dottori Piernatale Chiarlanti, Paolo Costa Peruffo, Stefano Gatti, Paolo Palonta, Nerino Verza e Mauro Zanaica, ad un corso di chirurgia e ortopedia presso la facoltà di medicina veterinaria di Padova. Le riflessioni che impone questa notizia sono molte. Per prima cosa parliamo di dirigenti che costano all'Azienda Sanitaria circa 6.000€ al mese. Si cita esplicitamente la formazione “in orario di servizio”. La facoltà li preparerà gratuitamente, assumendosi pure una serie di oneri: dagli animali necessari alle prove, alle pulizie fino allo smaltimento delle carcasse. Ma anche gli universitari e le relative strutture sono a carico dei cittadini. Perché i neolaureati devono pagare profumatamente i corsi post-laurea e chi ha certe retribuzioni ne beneficia gratuitamente? Il tutto con la garanzia dell'università di gestire i casi clinici che la veterinaria pubblica non saprà (o potrà) gestire, creando una concorrenza sleale alla veterinaria privata che paga tasse. Certo anche l'università deve trovare qualcosa da fare perché solo in italia ci permettiamo 15 facoltà di veterinaria, la Germania ne ha 5!

I cittadini saranno contenti di sapere che l'azienda Sanitaria non teme la crisi e investe nella cura di cani e gatti; peccato che nessuno Stato al mondo si permetta di impiegare in questo modo le risorse e che di questi tempi, in cui a tutti sono richiesi sacrifici per ridurre il debito pubblico, certe iniziative suonino quanto meno, stonate.

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