FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "SICILIA INDIPINNENTI"
FRONTE NAZIONALE SICILIANO "SICILIA INDIPENDENTE"
-Sikritarìa Nazziunali-
Kumunikati Stampa
BELICE. È SCANDALOSO CHE DOPO 38 ANNI DAL TERREMOTO NON SIA STATA ANCORA COMPLETATA LA RICOSTRUZIONE
Gli
Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che sia
bellissima e commovente la tenacia con la quale ogni anno, in Sicilia,
soprattutto nei Paesi e nelle Città della Valle dei Belice, si
celebrano manifestazioni e riti che ricordano il terremoto ed i tragici
avvenimenti dei 15 gennaio 1968 e dei giorni immediatamente successivi.
È giusto ricordare, infatti, le vittime e le distruzioni provocate da
quel sisma. Ed è, questa, una dimostrazione della continuità dell'amore
alla quale l'FNS si associa. Ed è anche comprensibile che la
commemorazione del 38° anniversario abbia riproposto - giustamente -
con maggiore forza e con maggiore consapevolezza rispetto agli anni
precedenti, il gravissimo problema del mancato completamento della
ricostruzione. Un problema, questo, politico, economico e morale che si
trascina, appunto, da 38 anni e che pone sul banco delle responsabilità
le istituzioni e la classe politica.
Eppure
in tutti questi anni abbiamo visto tante promesse mancate e tante
disattenzioni. Ed abbiamo visto passare Governi e Parlamentari di ogni
colore politico e di ogni ideologia, tanto a Palermo che a Roma. Chi è
stato o è senza peccato scagli la prima pietra. Non bisognerebbe,
inoltre, sottovalutare il fatto che (stando ai calcoli dell'Ex
Ragioniere Generale dello Stato, Andrea MONORCHIO), il Belice fino ad
oggi ha ricevuto per la ricostruzione soltanto 12.000 miliardi delle
vecchie lire, mentre la Regione FRIULI ha ricevuto - ed in tempi più
solleciti - la somma dl 26.000 miliardi. Non vogliamo fare vittimismo,
ma certamente ci vuole poco a capire che sl è applicata la politica del
due pesi e delle due misure.
A
questo punto diventa ancora più motivata la protesta dei Sindaci e
diventa doveroso contestare all'attuale Governo ed alla Maggioranza che
lo sostiene - e soprattutto al parlamentari eletti in zona - il mancato
inserimento nell'ultima Finanziaria di un'assegnazione dignitosa di
fondi per il BELICE. Con umiltà ma con fermezza dobbiamo, però, avere
una strategia per la soluzione del problema. Dobbiamo, cioè, pretendere
da tutti i partiti e da tutti gli uomini politici rappresentati in
Parlamento un preciso, specifico, IMPEGNO per portare a soluzione
questo problema, possibilmente prima ancora che si sciolgano le Camera
e che si sciolga l'ARS. Ove ciò non fosse possibile - si perdoni la
nostra franchezza - si dovrebbe chiedere ai partiti ed ai candidati, in
lizza per il rinnovo dei Parlamento e dell'ARS, un impegno scritto ed
ufficiale da inserire anche nei rispettivi programmi elettorali
affinché, nella nuova Legislatura ed entro e non oltre l'anno 2006,
siano stanziati i FINANZIAMENTI da destinare all'edilizia privata e
alle opere pubbliche, già individuati, per importo e finalità, dai
Sindaci della Valle del Belice nel corso della recente manifestazione
di protesta.
Le lagrime di coccodrillo e le promesse generiche, infatti, non sono più credibili.
Palermu, 17 di Jinnaru 2006
GIUSEPPE SCIANÒ
Sikritariu FNS
MALASANITÀ IN SICILIA. È EMERGENZA UMANITARIA?
I
nuovi casi di misteriosi (e quasi certamente evitabili) decessi di
bambini in Sicilia riporta in evidenza il grave problema malasanità,
circa il quale noi Indipedentisti del Frunti Nazziunali Sicilianu
poniamo il nostro semplice ma immediato interrogativo: ma è mai
possibile che nell'Europa del XXI secolo si possa morire senza una
diagnosi, senza un medico capace che non sia emigrato all'estero per
far posto al solito "raccomandato", senza una ragione anche solo
apparente, senza che ci sia un ospedale adeguatamente attrezzato nelle
vicinanze o, in alternativa, un'ambulanza o un elicottero?
Casi
come questi, cui seguono sistematicamente l'effimero interesse della
classe politica coloniale e della stampa maggioritaria, non dimostrano
altro che l'attuale stato di crescente oppressione coloniale in cui
versa ad oggi la Nazione Siciliana.
È
la sistematica imposizione di un "modello di sottosviluppo", da parte
dei politici italiani e di quelli siciliani devolutisi alla propria
carriera di sepoy, ad uccidere i nostri giovani ed i nostri bambini,
oltre ai nostri anziani. E chi non emigra si trova a vivere in
condizioni che, in molte zone, definire medievali è dir poco. E che
dire degli enormi stanziamenti, derivati anche e soprattutto dal
corposissimo gettito fiscale?
È
mai pensabile che la Sicilia debba essere la terra delle incompiute,
delle cattedrali nel deserto, degli ospedali ridotti alla sopravvivenza
senza nemmeno i guanti sterili ed i disinfettanti, delle istituzioni
locali oltre l'orlo della bancarotta che non possono nemmeno più
garantire i trasporti ed i pasti agli alunni, la casa, la pensione e la
dignità ai meno abbienti, la vivibilità ai normali cittadini?
Quanto durerà questo sistema atto a indurre all'apatia, alla sfiducia, all'emigrazione?
Quanto
ascolteremo ancora le promesse, quanto ancora aspetteremo "dall'alto"
le soluzioni ai problemi che la Sicilia, terra rigogliosa e produttiva,
ed il laborioso Popolo Siciliano, si son visti propinare assieme alle
politiche assimilazioniste italiche?
Quanti dei nostri figli dovremo ancora vedere morire per "mano italiana"?
Dovremo forse convocare le Organizzazioni Non Governative per porre freno a queste autentiche emergenze?
O
dovremo, ben più semplicemente, sbarazzarci dell'origine dei problemi
della Sicilia, disfarci civilmente, pacificamente e nonviolentemente
dello Stato Italiano?
Catania, 17 di Jinnaru 2006
ROMAN H. CLARKE
Vicepresidente FNS
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Si ringrazia per l'attenzione.
L'Addetto Stampa (Giovanni Basile)
«Diamo,
quindi, al Popolo Siciliano - in lotta per il suo ideale millenario -
la bandiera di un indipendentismo esente da mafiosità e brigantaggio,
auspicandone la vittoria nella libertà, nella democrazia, nella
giustizia sociale, nella concordia, nella pace e nello spirito
europeistico e mediterraneistico».
Giuseppe Montalbano, 1976
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