27 GENNAIO: GIORNATA DELLA MEMORIA - "I TRIANGOLI ROSA"

realizza, con I triangoli rosa, una narrazione emotiva come fosse una partitura

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25/gen/2006 05.51.05 Arcigay Arcilesbica Omphalos Perugia Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA - Perugia, 25/01/2006

27 GENNAIO: GIORNATA DELLA MEMORIA - “I TRIANGOLI ROSA”
Iniziativa di Arcigay Perugia per ricordare l’olocausto degli omosessuali

Venerdì 27 gennaio 2006, dalle ore 21:30, nell’ex chiesa della Misericordia in via Oberdan a Perugia, nella ricorrenza del Giorno della Memoria, il Circolo Arcigay Arcilesbica Omphalos presenta “I triangoli rosa” di Marcello Manuali.
La serata, patrocinata dall’Ufficio Differenze e Pari Opportunità del Comune di Perugia, verrà introdotta dalla giornalista Rita Boini.
Già dalle ore 17:00 sempre nell’ex chiesa della Misericordia sarà presente una piccola mostra fotografica sull’olocausto degli omosessuali con la proiezione continua del documentario “Paragraph 175” (di R. Epstein e J. Friedman) vincitore di diversi premi a livello europeo.
Alle ore 21:30 andrà in scena “I triangoli rosa”, sceneggiatura di Sul lungolago, tratto dalla raccolta di racconti dello stesso autore Semi di finocchio (MTTMedizioni), che rievoca la deportazione degli omosessuali (contrassegnati, appunto, da un triangolo di stoffa rosa) nei campi di concentramento nazisti. L’autore realizza, con I triangoli rosa, una narrazione emotiva come fosse una partitura orchestrale, affidando alle voci di tre giovani omosessuali belgi (Jérome Gauthier, Dirk Minne e Jacob van Oost) il racconto della prigionia di un’intera comunità nel lager tedesco di Andernach: una vera e propria «discesa all’inferno» all’interno dell’animo umano, nella quale la purezza dei sentimenti deve lottare ad armi impari con la sopraffazione e la violenza, l’abiezione e la degradazione innescate dal meccanismo del lager.
La «mise en espace», a firma del Micro Teatro Terra Marique, è affidata alle voci maschili di Marcello Manuali, Claudio Massimo Paternò e Alan Peppoloni. La voce di Giulia Zeetti e la chitarra di Andrea Toccaceli introducono nella drammaturgia tre canzoni (Hymne à l’amour, Lili Marleen, Le plat pays) che sono altrettanti specchi musicali di un’emozione.

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