NELLA GIORNATA DELLA MOMERIA LA COMUNITA' RUMENA VADA ORGOGLIOSA DELLA REGINA MADRE ELENA DI ROMANIA

04/gen/2012 14.55.02 associazione euromediterranea Contatta l'autore

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Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20
luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta
internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione
delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell'Olocausto e in onore
di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe dell'Armata
Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la
città polacca di Oświęcim (maggiormente nota con il suo nome tedesco di
Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e
liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei
sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del
genocidio nazista.

In questa giornata non si può dimenticare la e non ricordare la figura di
Elena di Grecia e Danimarca, Principessa di Parma e Regina di Romania .
Terzogenita del Re Costantino I di Garcia e di Sofia di Prussia . Il 10 Marzo
1921 sposò Carlo futuro Re di Romania, da questa unione nacque Michele I
attuale capo della casa reale romena . La Regina Elena fu reggente al trono
romeno dal 1927 al 1930 e successivamente sempre accanto al figlio Michele
quando quest’ultimo ascese al trono e fino al 31 Dicembre 1947 quando, dopo una
umiliante perquisizione, la famiglia reale fu costretta a lasciare il suolo
romeno per l’esilio.

Un episodio che dimostra la particolare umanità di questa donna è anche legato
alla storia italiana e alla tragica sorte di Mafalda di Savoia. Infatti, nel
settembre del 1943, alla firma dell'armistizio con gli alleati, i tedeschi
organizzarono il disarmo delle truppe italiane. Badoglio e il Re Vittorio
Emanuele III ripararono al Sud, ma Mafalda , partita per Sofia per assistere la
sorella Giovanna, il cui marito Boris III di Bulgaria era in fin di vita , non
venne messa al corrente dei pericoli che poteva incorrere una volta rientrata
in Italia. Durante il viaggio di ritorno verso l’Italia, la Regina Elena di
Romania fece fermare appositamente il convoglio reale per offrire protezione a
Mafalda di Savoia cercando di farla desistere dal rientare in Patria. Mafalda
decide di non accettare l’offerta e volle proseguire per la penisola e per il
suo triste destino.

Non di meno fu il suo atteggiamento nei confronti della comunità ebraica
romena , negli difficili del regime di Antonescu, si aderò per la salvezza di
migliaia di ebrei in particolar modo assieme al sindaco di Cernăuți (oggi
Chernivtsi in Ucraina) la deportazione della locale comunità ebraica e protesse
anche coloro che erano stati deportati dal regime nella Trasnistria

Per questo comportamento nel 1993 , undici anni dopo la morte, la Regina Madre
di Romania, Elena di Grecia è stata insignita del titolo di “Giusta fra i
popoli “ dallo Stato di Israele e il suo nome figura nel monumentale Yad Vashem
di Gerusalemme assieme agli altri 60 Romeni che si adoperarono per salvare gli
ebrei negli anni bui dell’odio antisemita




Dott. Marco Baratto

Associazione Culturale Euromediterranea


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