RICORDO DI PRIMO CARNERA ATTORE PER IL CENTENARIO -AL MICS- MUSEO CINEMA ROMA

^Ricordo di aver visto il famoso PRIMO CARNERA da bambino a Forlì, era un mitico gigante in declino, ma per i bambini era qualche cosa di straordinario.

28/gen/2006 05.29.22 ITALCULTURA Contatta l'autore

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* CENTENARIO DI PRIMO CARNERA - RICORDO DELL’ATTORE
- GIOVEDI’ 9 FEBBRAIO ORE 16
PROIEZIONE DEL FILM ^ LA CORONA DI FERRO^ (1941) DIRETTO DA ALESSANDRO BLASETTI
Breve ricordo di Carnera dello storico e filosofo JOSE’ PANTIERI

^Ricordo di aver visto il famoso PRIMO CARNERA da bambino a Forlì, era un mitico gigante in declino , ma per i bambini era qualche cosa di straordinario. Lo vidi passeggiare per strada, rimasi impressionato e divertito, quando si tolse la giacca al bar per appenderla ad una sedia, era una giacca enorme, della mia stessa altezza… Nel cinema ricorda un altro personaggio mitico, del cinema muto, di^gigante buono^: MACISTE cioè Bartolomeo Pagano…. ^

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Primo Carnera è stato il più grande pugile italiano del Novecento: parola di Nino Benvenuti, altro grandissimo campione che condivide con Carnera anche una straordinaria grandezza come uomo. Nato il 25 ottobre del 1906, il "gigante dai piedi d'argilla", come venne battezzato a causa della sua triste parabola discendente, Carnera è un personaggio estremamente importante nella storia dello sport nostrano. E' stato infatti il primo pugile italiano a conquistare il titolo mondiale dei massimi. Se pensiamo che lo sport pugilistico non fa parte del dna della razza italica, più propensa a giochi di squadra come il calcio o la pallavolo, questo è stato un evento memorabile.
Alto più di due metri, per 120 chilogrammi, Carnera riuscì a primeggiare in un campo in cui gli americani sono solitamente i padroni incontrastati, ridando fiato e vigore alla magra tradizione pugilistica italiana.
La connotazione altamente commovente della storia di Carnera è derivata anche dall'aver intrapreso la tipica scalata al successo dell'emigrante: da Sequals, il paesino a quaranta chilometri da Udine dove nasce e rimane fino a diciotto anni, a quando decide di trasferirsi presso alcuni parenti in Francia, vicino Le Mans. La sua è la scalata di colui che con il sudore della fronte, i sacrifici e l'immensa fatica si conquista il suo posto al sole e di colui che, se vogliamo, cerca di imporre un'immagine da "duro" quando poi ha dato così ampia prova di un cuore grande (e basti citare la Fondazione Carnera a dimostrazione).
Le tappe della sua faticosa carriera si aprono con il dramma di Ernie Schaaf, morto dopo il match il 10 febbraio del 1933; seguono la sfida con Uzcudum a Roma (1933) nel momento di massimo trionfo del fascismo, per concludersi con l'exploit della sua vita, il successo per K.O. su Jack Sharkey in sei riprese. Era il 26 giugno 1933 e Carnera diventava campione del mondo dei pesi massimi di pugilato; ed era dal 1914 che un incontro valido per il mondiale dei massimi non si disputava in Europa.
All'apice della sua carriera, Carnera, "l'uomo più forte del mondo", presta il volto ammaccato anche a diverse pubblicità: il Punt e mes, gli elettrodomestici Zanussi, la Necchi.
Nonostante la fama, tuttavia, non perde mai la sua disarmante spontaneità.
Si profila all'orizzonte il triste declino. Perde in maniera rovinosa contro Max Baer, nonostante nel 1937 una sconfitta per ko a Budapest contro il rumeno Joseph Zupan venne trasformata dai giornali italiani in brillante vittoria.
Carnera era un mito che non si poteva intaccare, un eroe da lustrare a maggiore gloria dell'Italia. Nella sua storia il gigante buono è stato infatti anche eroe dei fumetti e interprete di una ventina di pellicole cinematografiche tra cui:
"L'idolo delle donne" (1933) con Myrna Loy, Jack Dempsey e lo stesso Max Baer e "La corona di ferro" (1941), con Gino Cervi, Massimo Girotti, Luisa Ferida, Osvaldo Valenti e Paolo Stoppa.
Nel 1956, il film "Il colosso d'argilla" con Humphrey Bogart, liberamente ispirato alla carriera del Carnera pugile, gettò pesanti ombre di discredito sui suoi incontri, ipotizzando ogni genere di combine dietro le quinte dei suoi match. Un'accusa che Primo Carnera ha sempre respinto fino al giorno della sua morte, avvenuta a Sequals, in Friuli, il 29 giugno del 1967

( notizie tratte da ITBIOGRAFIE.NET)


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