CENTENARIO LUCHINO VISCVONTI AL MICS- MUSEO CINEMA ROMA - DOMANI ORE 18

30/gen/2006 08.28.36 ITALCULTURA Contatta l'autore

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M.I.C.S.- MUSEO ^JOSE’ PANTIERI^ DEL CINEMA E DELLO SPETTACOLO -
Via Portuense 101 - ROMA ( Porta Portese-fronte via Ippolito Nievo ) ^arteitaliana@supereva.it^
********posti limitati- prenotazione obbligatoria *********************************************
tel 063700266


___ * CENTENARIO LUCHINO VISCONTI
MARTEDI’ 31 GENNAIO : ORE 18,30
PROIEZIONE DEL FILM ^ IL GATTOPARDO^ ( 1963)
e conferenza dello storico e filosofo JOSE’ PANTIERI

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Luchino Visconti nasce a Milano nel 1906 da un'antica famiglia aristocratica. Da Quando la passione per il cinema si fa urgenza espressiva, l'amica Coco Chanel gli presenta Jean Renoir e Visconti diventa suo assistente e costumista per "Una partie de campagne".
Nel 1943 dirige il suo primo film, "Ossessione"poi il celebre "La terra trema" del 1948 (presentato senza successo a Venezia), forse il più radicale tentativo del Cinema italiano di fondare una poetica del neorealismo.
Finita la guerra, inizia, parallelamente al cinema, un'intensa attività teatrale, rinnovando completamente la scelta dei repertori e i criteri di regìa, con una predilezione per testi e autori estranei ai teatri italiani fino a quel momento.
Nella parentesi della realizzazione de "La terra trema", Visconti realizza ancora moltissimo teatro, fra cui, solo per citare pochi ma significativi titoli allestiti fra il 1949 e il 1951, due edizioni di "Un tram che si chiama desiderio", "Oreste", "Morte di un commesso viaggiatore" e "Il seduttore". Fa epoca l'allestimento di "Troilo e Cressida", nell'edizione del Maggio Musicale Fiorentino del 1949. E' invece di due anni dopo "Bellissima", primo film girato con Anna Magnani (il secondo sarà "Siamo donne, due anni più tardi").
Successo e scandalo accoglierà il film "Senso". Dopo l'allestimento di "Come le foglie" di Giacosa, il 7 dicembre 1954, ha luogo la prima de "La Vestale", grande e indimenticata edizione scaligera con Maria Callas. Inizia così la irreversibile rivoluzione portata da Visconti nella regìa del melodramma. Il sodalizio con la cantante regalerà al teatro lirico mondiale le geniali edizioni de "La Sonnambula" e de "La Traviata" (1955), di "Anna Bolena" o "Ifigenia in Tauride" (1957), sempre in collaborazione con i più grandi direttori dell'epoca, fra cui non si può non menzionare Carlo Maria Giulini.

La fine degli anni '50 e i primi anni '60 vengono brillantemente spesi da Visconti fra il teatro di prosa e quello lirico e il cinema: basti citare l'allestimento di "Salomè" di Strauss e dell'"Arialda" e i due grandi film, "Rocco e i suoi fratelli" e "Il Gattopardo". Nel 1956 mette in scena "Mario e il Mago", azione coreografica dal racconto di Mann e, l'anno dopo, il balletto "Maratona di danza". Nel 1965, "Vaghe stelle dell'Orsa..." vince il Leone d'oro al Festival di Venezia e grande è l'ovazione che accoglie al teatro Valle di Roma l'allestimento de "Il giardino dei ciliegi" di Checov. Per il melodramma, dopo i successi del 1964 con la realizzazione de "Il Trovatore" e de "Le nozze di Figaro", allestisce nello stesso anno "Don Carlo", al teatro dell'Opera di Roma.
Dopo la contrastata trasposizione cinematografica de "Lo straniero" di Camus e vari successi in teatro, Visconti porta a compimento il progetto di una trilogia germanica con "La caduta degli dei" (1969), "Morte a Venezia" (1971) e "Ludwig" (1973).
Durante la lavorazione di "Ludwig", il regista viene colto da ictus. Rimane paralizzato alla gamba e al braccio sinistro, anche se ciò non è sufficiente per ostacolare la sua attività artistica che persegue imperterrito con grande forza di volontà. Realizzerà ancora un'edizione di "Manon Lescaut" per il Festival dei Due Mondi a Spoleto e "Old Time" di Pinter, ambedue nel 1973, e, per il cinema, "Gruppo di famiglia in un interno" (sceneggiatura ideata da Suso Cecchi D'Amico ed Enrico Medioli), e infine "L'innocente", che saranno i suoi due ultimi film.

Muore il 17 marzo del 1976. ( note tratte da ^Leonardo^)



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