Comunicato stampa dell’Associazi one delle ONG Italiane

Riceviamo e inoltriamo il comunicato stampa dell'Associazione delle ONG Italiane Cooperazione italiana: indispensabile un Ministro per il rilancio Le proposte avanzate dall'Associazione delle Ong italiane durante l'incontro di oggi con il Ministro Riccardi Roma 20.01.2012 - Si è svolto oggi a Roma l'incontro della delegazione dell'Associazione delle ONG Italiane con il Ministro della Cooperazione e dell'Integrazione Prof. Andrea Riccardi.

Persone Francesco Petrelli, Andrea Riccardi, Riccardi Roma
Luoghi Roma, Italia, Africa Orientale Italiana
Organizzazioni Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario, ONG Italiane Cooperazione, Associazi one
Argomenti politica, ministeri

Allegati

20/gen/2012 12.59.11 Volontari nel mondo - Focsiv Contatta l'autore

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Riceviamo e inoltriamo il comunicato stampa dell'Associazione delle ONG Italiane


Cooperazione italiana: indispensabile un Ministro per il rilancio

 

Le proposte avanzate dall’Associazione delle Ong italiane durante

l’incontro di oggi con il Ministro Riccardi

                   

Roma 20.01.2012 - Si è svolto oggi a Roma l’incontro della delegazione dell’Associazione delle  ONG Italiane con il Ministro  della Cooperazione e dell’Integrazione Prof. Andrea Riccardi. Nel corso dell’incontro, i rappresentanti dell’Associazione delle ONG italiane (AOI) hanno espresso il loro forte apprezzamento per la scelta fatta dal governo Monti di istituire un Ministro della Cooperazione - come accade nella maggior parte dei paesi avanzati - nominando una persona di grande valore e dimostrata sensibilità come il Prof. Riccardi.

 

“Si tratta di un segnale di discontinuità politica e istituzionale, fortemente innovativo che auspichiamo possa essere di carattere permanente”, dichiara Francesco Petrelli, presidente dell’AOI. “Oggi, nel mondo in costante e rapida trasformazione, la cooperazione internazionale non è solo parte integrante della politica estera, ma deve essere uno strumento essenziale di tutta la strategia internazionale dell’Italia, in termini di coerenza,  coordinamento  ed efficacia delle politiche, per ridare ruolo e credibilità al nostro Paese. Solo così si potrà  rispondere  positivamente al momento di fortissima crisi della cooperazione italiana, sia sul piano delle risorse - in seguito ai tagli di bilancio di circa l’88% avvenuti tra il 2008 e il 2011 - che  di strategie e prospettive”.

 

Al tempo stesso l’Associazione  delle Ong ha auspicato che vengano sciolti presto alcuni nodi attraverso i più appropriati strumenti di carattere legislativo. A partire dal conferimento di deleghe, poteri e strumenti che mettano in condizione il Ministro di agire efficacemente. In assenza di questi atti tutto rischia di esser vanificato.

  

Non possiamo permetterci un Ministro della “cultura della cooperazione”, ma dobbiamo contare su un Ministro che abbia un ruolo definito e risorse adeguate per produrre fatti e azioni che a loro volta  producano politiche. “L’istituzione del Ministro della cooperazione è una grande occasione che l’Italia che non può perdere, tornando alla situazione precedente. Tutti, ciascuno per la sua parte e con il sui ruolo: Ong, governo, forze politiche, debbono dare il loro contributo”, sostiene Petrelli.        

 

Nel corso dell’incontro l’AOI ha avanzato alcune proposte per realizzare quest’obiettivo. In primis, la costituzione di un Tavolo interistituzionale di coordinamento per garantire la coerenza delle politiche, in stretta collaborazione e coordinamento con gli altri dicasteri del quale il Ministro della Cooperazione potrebbe costituire il riferimento; in secondo luogo, la creazione nell’ambito del Tavolo interistituzionale di un tavolo  di dialogo strutturato con la pluralità degli attori, sociali  e istituzionali ( associazioni, Ong, autorità locali, imprese, università ecc.). E’ altresì necessaria la convocazione nei prossimi mesi di una “Convenzione per il rilancio della cooperazione italiana”, con la partecipazione attiva di tutti gli attori, con lo scopo di proporre nuovi indirizzi per arrivare alla riforma della cooperazione e a una nuova legge. Infine, anche tenendo in conto la difficilissima crisi economica, è indispensabile un’inversione di tendenza rispetto al “punto zero” toccato dalla cooperazione italiana, per farla ripartire con nuove risorse finanziarie e umane.    

 

 

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