CANONE SPECIALE RA ESPLODE LA PROTESTA DEI MEDICI VETERINARI

CANONE SPECIALE RA ESPLODE LA PROTESTA DEI MEDICI VETERINARI.

Persone Rodolfo Viola, Gianni Mancuso, Corrado Passera, Mario Monti
Luoghi Cremona
Organizzazioni Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, Rai
Argomenti diritto, legislazione, diritto commerciale

17/feb/2012 12.03.06 ANMVI Contatta l'autore

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PRESENTATA INTERROGAZIONE AI MINISTRI MONTI E PASSERA

I veterinari denunciano: la RAI chiede il canone sui nostri computer

Indignazione alle stelle: nei nostri studi curiamo pazienti, non guardiamo le fiction

Pronto anche un esposto all’Autorità Garante delle Comunicazioni

ANMVI: modificare subito le norme. Atteso emendamento ad hoc  alle liberalizzazioni

(Cremona, 17 febbraio 2012) - Contro il “canone speciale” della RAI esplode l’indignazione dei medici veterinari italiani che si vedono recapitare in questi giorni una lettera e un bollettino postale che richiama un versamento di 200, 91 euro.

L’imposta è richiesta anche in assenza di apparecchi radiotelevisivi nello studio professionale e viene incomprensibilmente estesa anche al computer, in virtù di un anacronistico Regio Decreto e del Decreto Salva Italia che però cita solo le “imprese” e le “società”.

Le strutture veterinarie medico sanitarie utilizzano i computer per finalità professionali, dalla digitalizzazione delle attività sanitarie, ai collegamenti con le banche dati sanitarie pubbliche e private, fino all’educazione continua in medicina, attraverso le forme dell’aggiornamento a distanza.

Sull’incoerenza dell’impianto legislativo è già stata presentata una interrogazione parlamentare al Ministro dell’Economia Mario Monti e al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, su iniziativa dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani. I parlamentari Gianni Mancuso e Rodolfo Viola hanno chiesto di escludere le strutture veterinarie dalle imprese e società obbligate al pagamento del canone speciale e di cancellare l’equiparazione degli apparecchi televisivi al personal computer.

L’ANMVI si attende un chiarimento sull’applicazione del Decreto Salva Italia che non riguarda le strutture sanitarie e una modifica urgente delle leggi attraverso un emendamento al decreto-liberalizzazioni “occasione irrinunciabile- osserva l’ANMVI- per dimostrare l’equità e la ragionevolezza delle misure fiscali e per evitare una valanga di ricorsi o una class action contro il “canone speciale” .

L’Associazione ha anche pronto un esposto all’Autorità Garante delle Comunicazioni per verificare profili di illegittimità della pretesa tributaria della RAI su tecnologie multimediali, uso della posta elettronica e navigazioni in Internet per le quali si versa già un canone ai gestori di telefonia.

Ufficio Stampa ANMVI

0372/40.35.47

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