COSA FANNO LE REGIONI E I SINDACATI SULLA SICUREZZA FERROVIARIA

22/feb/2006 03.05.47 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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POSIZIONE DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE
AUTONOME IN ORDINE AL TEMA DELLA SICUREZZA DEL
TRASPORTO FERROVIARIO


Nel marzo 2005 le Regioni hanno fatto pervenire al Tavolo tecnico, costituito nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, un documento congiunto di richieste al Governo ed al Gruppo FS in materia di incidentalità e di sicurezza del trasporto ferroviario.

In risposta ai quesiti formulati, è stato trasmessa alle Regioni una relazione, curata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Dipartimento per i Trasporti Terrestri), che è stata discussa a livello tecnico: in quella sede le Regioni hanno presentato, alla Segreteria della Conferenza Stato-Regioni, ai rappresentanti dei Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e degli Interni, ai rappresentanti di RFI SpA e di Trenitalia SpA, le proprie richieste in materia di sicurezza ferroviaria, tradotte sinteticamente nel presente documento.

FERROVIE REGIONALI

Nel prendere atto della documentazione trasmessa, le Regioni hanno rilevato che nella nota di trasmissione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti viene evidenziata, per le ferrovie “regionali”, la sostanziale assenza di un programma per investimenti, inerente il settore della sicurezza ferroviaria.

Pur sottolineandosi nella nota l’indubbia “utilità” di prevedere finanziamenti per apparati di sicurezza da destinare alle linee ed al materiale di proprietà delle Regioni, nonché circa la predisposizione di un piano nazionale di interventi mirati alla eliminazione dei Passaggi a Livello sulle ferrovie regionali, si osserva l’indispensabilità di un apposito provvedimento legislativo per garantire la relativa copertura finanziaria, attualmente assente.
Programma e piano, essenziali anche per assicurare l’omogeneizzazione degli aspetti tecnologici presenti sulle varie reti in relazione alla integrazione ed alla interoperatività tra le medesime. Aspetti tecnologici ed interoperatività che obbligano le Regioni ad orientare le proprie scelte in materia di apparati per la sicurezza, sia sulle linee che sul materiale rotabile, alle decisioni già assunte per le reti nazionali, soprattutto rivolte all’impiego dei sistemi SCMT e SSC.

Al riguardo le Regioni hanno evidenziato la necessità di una maggiore standardizzazione di tali sistemi, in particolare del sistema SCMT, a fronte dei pochi fornitori che detengono tale tecnologia e che determinano costi rilevanti di intervento

Va sottolineato che le Regioni già intendono e devono destinare una quota di risorse alla sua introduzione, tenendo conto che molte linee regionali si attestano su stazioni o utilizzano tratti di linee nazionali per le quali sono o saranno presto obbligatori detti dispositivi sul materiale rotabile.

Le Regioni danno atto che durante la riunione i rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno assunto l’impegno, in caso di confluenza di linee dotate di sistema SSC con linee o stazioni attrezzate con sistema SCMT, di posizionare in contemporanea i due sottosistemi di terra per non gravare ulteriormente sui costi di attrezzaggio del materiale rotabile che potrà quindi dialogare con entrambi. Sulla stessa posizione risulta essere Trenitalia SpA che ha segnalato di avere suggerito al riguardo ad RFI SpA specifiche integrazioni.

Sul sistema SSC, previsto per le linee secondarie nazionali, le Regioni hanno chiesto maggiori elementi di conoscenza riguardo alle caratteristiche tecniche e funzionali di tale dispositivo.

Tutti gli intervenuti alla riunione convengono altresì che occorre disciplinare le problematiche attinenti l’utilizzo di detti sistemi, attraverso una normativa specifica che garantisca le condizioni occorrenti ad una effettiva integrazione tra le varie reti al fine di migliorare le condizioni di sicurezza, prestando adeguata e pari attenzione a tutte le linee.

Le Regioni hanno evidenziato la necessità di una ricognizione congiunta Stato-Regioni, nella prospettiva di finanziamenti mirati che, per le maggiori urgenze, chiedono di avere inseriti già dalla prossima Legge finanziaria 2006.

Viene pertanto ribadito quanto già sottolineato il 16 giugno 2005 in sede di Conferenza Stato-Regioni ai fini dell’Intesa sullo schema di Decreto ai sensi dell’art.1, comma 5, del D.Lgs.188/2003.
Le Regioni hanno infatti richiesto al Governo un impegno formale in ordine alla previsione e alla certezza di finanziamenti a favore delle reti regionali ai fini del miglioramento delle condizioni di sicurezza e per garantire l’interoperabilità tra le reti, nell’ottica di un’integrazione dei servizi ferroviari, passeggeri e merci.

Hanno evidenziato anche l’oggettiva necessità di avere riconosciute risorse specifiche per le proprie linee, come già avviene per quelle nazionali, riguardo a piani straordinari di revisione della rete, ai programmi per il miglioramento della sicurezza e delle prestazioni e ai piani per la soppressione dei passaggi a livello.

RETE FERROVIARIA RFI

In un’ottica di programmazione e di sviluppo dei servizi ferroviari regionali e locali, le Regioni hanno infine rivendicato una maggiore incidenza sulle scelte infrastrutturali compiute sulla rete di pertinenza RFI SpA. Hanno dunque richiesto di poter definire con il Governo e con RFI SpA gli interventi sulla rete nazionale, incidendo in modo particolare sui Contratti di Programma stipulati tra i due soggetti.

Nella stessa ottica, le Regioni hanno sottolineato la necessità che il Governo chieda al gestore dell’infrastruttura nazionale l’attivazione di tavoli tecnici di confronto con le stesse Regioni in tema di sicurezza.

A fronte della sostanziale intesa raggiunta, le Regioni
prendono conclusivamente atto della disponibilità del Governo e delle aziende ferroviarie presenti all’incontro a dare seguito a quanto sottorichiamato.

a. Per quanto attiene gli interventi in materia di sicurezza su tutte le linee:
il mantenimento, a livello nazionale, del tavolo istituito in sede di Conferenza Stato-Regioni, sia per la rilevanza delle questioni trattate, sia in relazione alla necessità di ricercare nuove risorse per gli interventi sulle ferrovie regionali, che devono trovare risposte urgenti e condivise.

b. Per quanto riguarda in particolare le linee e il materiale rotabile di proprietà regionale:

- la necessità di individuare, già dalla prossima Finanziaria 2006, fondi specifici che, nell’ambito di un piano nazionale di interventi da definire, siano destinati in particolare:
§ al posizionamento dei sistemi SCMT e SSC (da valutare in relazione alle diverse situazioni infrastrutturali e di traffico);
§ all’eliminazione dei passaggi a livello, come già previsto per le linee della rete nazionale;

- la prosecuzione del tavolo a livello tecnico, ampliato ai competenti uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per l’effettuazione di verifiche e ricognizioni congiunte, con i gestori delle ferrovie regionali, che portino ad evidenziare le criticità e ad individuare gli interventi indispensabili e le priorità . Si è concordato in particolare di effettuare un primo ciclo di incontri tra Ministero e Regioni/gestori delle infrastrutture le cui risultanze dovranno essere sottoposte in sede tecnica alla Conferenza Stato-Regioni;

- la definizione di un accordo con lo Stato per individuare i fabbisogni relativi agli investimenti destinati in via prioritari a nuovi apparati occorrenti alla gestione della circolazione - in condizioni di massima sicurezza per tenere conto della compresenza di servizi con caratteristiche eterogenee - e al materiale rotabile di proprietà regionale;

- la ricerca di ulteriori fondi per adeguare gli stanziamenti facenti capo alla L.297/78, per rinnovi e attività manutentive, il cui ammontare è rimasto numericamente lo stesso da più di un decennio e quindi ridottosi considerevolmente in termini di potere d’acquisto.

c. Relativamente al Contratto di Programma Stato-RFI SpA per il piano di interventi sulle linee nazionali:

- coinvolgimento delle Regioni, a fronte della disponibilità manifestata in tal senso dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in merito ai contenuti del nuovo Contratto di Programma tra Governo e RFI SpA, e dei suoi aggiornamenti annuali, in tempi tali da garantire un’analisi approfondita delle previsioni ivi contenute, prima della sua presentazione al CIPE, al fine di consentire alle medesime di partecipare alla definizione delle scelte d’intervento e delle relative priorità, alla luce delle risorse finanziarie disponibili;
- l’attivazione di preventivi e specifici incontri a livello locale con le competenti strutture compartimentali di RFI SpA.

Le Regioni danno positivamente atto della volontà, espressa dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un loro coinvolgimento, in occasione della presentazione di nuovi interventi sulla rete nazionale, sui quali lo stesso Ministero richiederà l’elaborazione di specifici “studi di fattibilità” da condividere preventivamente anche a livello locale, per avere maggiori garanzie sulla coerenza delle previsioni progettuali rispetto alla programmazione.

Quanto sopra, in relazione alle specifiche attribuzioni affidate alle Regioni dal vigente quadro normativo in materia di programmazione e di sviluppo dei servizi ferroviari regionali e locali (per il miglioramento e potenziamento dei quali non sono indifferenti i nuovi interventi di assetto della rete) e di governo e valorizzazione del territorio (per i condizionamenti e le interferenze che la loro attuazione di sovente comporta).

Riguardo alla sicurezza nelle stazioni e alla richiesta delle Regioni di trattare in modo congiunto e collaborativo, sicurezza personale dei passeggeri negli ambiti di stazione e sui treni e quelli relativi all’accessibilità e vivibilità delle stazioni, sia presenziate che non, si prende atto che, come comunicato dai rappresentanti del Ministero dell’Interno, esistono già specifici Comitati.

Considerato lo straordinario momento che sta vivendo il Paese si dà atto del particolare impegno richiesto alle Forze dell’Ordine per presidiare le principali stazioni. Restano comunque aperti i problemi, che attengono le stazioni impresenziate e una maggiore sorveglianza sui treni, per risolvere i quali restano necessari ulteriori approfondimenti.

Per uno specifico esame delle questioni elencate e per meglio definire gli aspetti che attengono gli interventi sulle linee ferroviarie di proprietà regionale le Regioni concordano sulla necessità di un incontro a livello tecnico con i competenti uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in previsione di una successiva riunione in sede di Conferenza Stato-Regioni.



Roma, 24 novembre 2005

POSIZIONE DEI SINDACATI

FILT/CGIL - FIT/CISL - UIL Trasporti - Or.S.A. Ferrovie - FAST Ferrovie - UGL A.F.

FERROVIERI

SCIOPERO DIFFERITO AL 3/4 MARZO 2006

Dopo una lunga trattativa, nel tardo pomeriggio di oggi 25 gennaio si è raggiunta un’intesa con FS.

Si tratta di un accordo che, pur registrando importanti punti di avanzamento, lascia ancora aperte alcune fondamentali questioni che sono alla base della vertenza.

Vacma-SCMT
Il verbale VACMA-SCMT sottoscritto da FS e dalle Organizzazioni Sindacali FILT FIT UILT, FAST, UGL e ORSA contiene la soluzione di alcuni importanti problemi e un piano di impegni di FS relativo alla possibile conclusione della vertenza su questo punto.

L’azienda si è finalmente impegnata in un percorso di disgiunzione del sistema VACMA dal sistema SCMT.

Nello stesso tempo il sistema di rilevamento della vigilanza sarà separato dal controllo della presenza, che non sarà più richiesto dall’implementazione dei nuovi sistemi.

La sostituzione del VACMA con il nuovo sistema di rilevamento, attraverso touche e punti di reiterazione, avverrà a seguito dei lavori della commissione mista che dovrà monitorare la sperimentazione, che avverrà nelle prossime settimane.

Assunzioni
L’intesa odierna riguarda un piano di assunzioni (800 unità, 450 Personale di Bordo e 350 Personale di Macchina), che risponde all’esigenza di coprire, seppure parzialmente, le carenze che sono una delle cause delle grandi difficoltà che si registrano nella circolazione treni da molte settimane.

Le azioni di ripianamento delle carenze, in particolare nei settori macchina e bordo saranno definite a conclusione della ripartizione dei turni PdM e PdB e delle turnificazioni, rispetto alle quali il negoziato partirà nei prossimi giorni, a seguito dell’accordo.

Interpretazioni Contrattuali
Sono risolte le questioni relative: computo dello sciopero in rapporto alle ferie e ai permessi, legge 104, questioni retributive relative alla manutenzione, contratto di apprendistato e titoli di viaggio.

Premio di risultato
L’accordo prevede il pagamento, nel mese di marzo delle quote relative al 2004, con le modalità e con le stesse entità previste per l’anno precedente.

Prosecuzione del negoziato sul piano d'impresa e crisi produttiva
Rimangono irrisolte e faranno parte della trattativa che proseguirà nei prossimi giorni le questioni relative ai piani industriali delle Società/Direzioni del Gruppo e i temi fondamentali per il futuro dell’azienda che sono stati oggetto del confronto con l’Amministratore Delegato del Gruppo con particolare riferimento ai piani di investimento e di sviluppo, alla crisi produttiva e ai bilanci delle società del Gruppo FS.

Inoltre, dovrà proseguire il negoziato sulle questioni relative alla Logistica (DGOL), Passeggeri, Trasporto Regionale e Ripartizione dei Servizi, questioni che non hanno potuto trovare soluzione in questa fase del negoziato.

Per questa ragione le Segreterie Nazionali, pur considerando positiva l’intesa raggiunta, non la ritengono sufficiente rispetto alla dimensione dei problemi aperti e decidono il differimento dello sciopero al 4 marzo per consentire la verifica negoziale degli impegni assunti da FS.

Il sostegno e la mobilitazione dei lavoratori che non è mancato, nelle settimane scorse, dovrà sostenere questa prossima importante fase del confronto, che consideriamo decisiva per il futuro dell’azienda e del lavoro ferroviario.

Il degrado produttivo e la grave crisi che registra il sistema relazionale, a seguito delle scelte di FS, richiede una svolta radicale tale da ripristinare una condizione di sufficiente normalità nell’andamento della produzione, il ripristino dei diritti contrattuali e delle corrette relazioni sindacali a tutti i livelli.



Le Segreterie Nazionali

Roma, 25 gennaio 2005

NOTA:
LA SVOLTA RADICALE SI POTRA' OTTENERE SOLTANTO SVINCOLANDO IL SISTEMA FERROVIARIO DA IPOTESI LIBERISTE ASSURDE QUANTO IMPRATICABILI IN UN SETTORE CHE, DETERMINANDO LA CAPACITA' DI MOBILITA' DEI CITTADINI SUL TERRITORIO, VA SOSTENUTO CON POLITICHE CHE ESALTINO LA PROFESSIONALITA' DEGLI OPERATORI, CHE ATTUALMENTE VIENE SPESSO UMILIATA,
E SIANO REALMENTE CORRISPONDENTI ALLE NECESSITA' QUOTIDIANE DEI CITTADINI.

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea





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