INTERPELLANZE PARLAMENTARI SULLA SICUREZZA FERROVIARIA

23/feb/2006 02.34.31 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
ormai è quotidiana la situazione di gravissimo disservizio in cui versano i trasporti ferroviari italiani, che si manifestano ogni giorno in tutte le aree del Paese, con un'ormai insostenibile sequela di ritardi, soppressioni di treni (7.000 nel solo mese di dicembre 2005), rischi, insicurezze e rotture del materiale rotabile, sporcizia e inadeguatezza;
in molte regioni italiane, in particolare sulle tratte del trasporto regionale e locale esercite da Trenitalia sulla base di contratti di servizio, per i quali i trasferimenti dello Stato sono bloccati alle quote del 1999, si assiste ogni giorno all'esplosione delle proteste e della rabbia di milioni di pendolari, per i quali il treno rappresenta un mezzo, spesso l'unico, per recarsi al lavoro o allo studio e i gravi disservizi sopra elencati producono rilevanti danni;
tutto ciò sta incrinando ogni residua fiducia dei cittadini nel servizio di trasporto ferroviario, introducendo anche elementi impropri di conflittualità fra utenti e ferrovieri, che tentano, comunque, pur tra mille difficoltà, di svolgere con dignità e professionalità il loro lavoro;
questo degrado sta distruggendo ogni consenso politico-sociale verso le politiche ferroviarie, mettendo in contrapposizione lo sviluppo dell'alta velocità/alta capacità con lo sviluppo delle reti ordinarie, quando, invece, sarebbe necessario investire di più su ambedue i settori e investire molto nel potenziamento e nella riqualificazione del materiale rotabile, motrici e carrozze, per far fronte all'enorme capacità di rete che si libererà nei prossimi anni con l'entrata in esercizio delle linee principali dell'alta velocità/alta capacità;
nelle ultime tre leggi finanziarie, ma in modo ulteriormente pesante nella legge finanziaria per il 2006, il Governo e la maggioranza hanno introdotto tagli rilevantissimi nei trasferimenti di risorse a Ferrovie dello Stato, sia in conto investimenti, sia in conto esercizio, sia per gli interventi a favore dell'alta velocità/alta capacità e sia per gli interventi nelle reti ordinarie: un taglio del 94 per cento rispetto alle previsioni triennali precedenti mette a rischio non solo i nuovi cantieri programmati, che non apriranno, ma anche i cantieri già aperti, che saranno costretti a chiudere, e blocca la possibilità di rinnovare il materiale rotabile;
a questa drammatica riduzione di risorse si aggiunge una gestione, in particolare di Trenitalia, che appare agli interpellanti così malaccorta, da aver prodotto in questi mesi una forte riduzione delle carrozze (cinquecento delle quali sono state mandate in manutenzione straordinaria), il ritardato acquisto di nuovi treni (per errori non ancora spiegati), il prepensionamento incentivato di migliaia di dirigenti e ferrovieri esperti e la ritardata assunzione di nuovi macchinisti e capitreno, un nuovo orario ferroviario, che, con scelte assurde e incomprensibili, ha generato ulteriori profondi disservizi e oneri a carico degli utenti, per le sostituzioni di treni interregionali con Intercity, nuovi ritardi e sistematiche mancate coincidenze;
questi effetti devastanti, che configurano una vera e propria emergenza nazionale, si devono attribuire, a giudizio degli interpellanti, alla responsabilità di un management, nominato due anni fa dal Governo, che ha creduto di poter governare un sistema complesso e specialistico come le ferrovie con criteri e competenze del tutto estranei a quelle ferroviarie, emarginando gradualmente, invece, proprio i ferrovieri, coloro che sanno gestire il sistema;
v'è la necessità inderogabile di interventi straordinari, immediati e urgenti, che diano una prima, seppur parziale, risposta a questa disastrosa situazione, sia per quanto riguarda lo stanziamento di risorse straordinarie adeguate per far fronte agli investimenti minimi indispensabili per lo sviluppo delle reti e per la sicurezza, per l'incremento del materiale rotabile, per la manutenzione ordinaria e straordinaria, sia per quanto riguarda un piano di assunzioni straordinarie -:
se e come il Governo intenda, con iniziative urgenti e straordinarie, con la determinazione e la celerità necessaria di fronte alla gravissima emergenza del trasporto ferroviario, intervenire per assicurare alle Ferrovie dello Stato le risorse minime indispensabili per gli investimenti e l'ordinaria gestione e se e come intenda, anche nella sua veste di azionista unico di Ferrovie dello Stato, garantire che vi sia un'efficace, efficiente e trasparente gestione del servizio di trasporto ferroviario in tutto il Paese, anche tramite il pieno coinvolgimento nelle scelte delle rappresentanze degli utenti e dei lavoratori.
(2-01799) «Violante, Albonetti, Raffaldini, Duca, Mazzarello, Meta, De Luca, Panattoni, Susini, Tidei».
(30 gennaio 2006)

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
i servizi di trasporto ferroviario italiani hanno subito un forte peggioramento qualitativo dal 2001 ad oggi e la drammatica ripresa di incidenti ferroviari di diversa natura impone un ripensamento delle scelte ad oggi adottate dall'Esecutivo e della sua politica dei trasporti;
la forte contrazione qualitativa dei servizi ferroviari si è verificata nonostante l'esistenza di adeguati strumenti formativi (contratto di servizio, carta dei servizi ed altri), che consentono al Governo di indirizzare, controllare e verificare l'operato del gruppo Ferrovie dello Stato e delle aziende da esso controllate e pongono molti interrogativi sull'efficace utilizzo di tali strumenti da parte del ministero competente;
sebbene i problemi segnalati ormai quotidianamente dagli organi di stampa siano sostanzialmente sempre gli stessi da anni, le risposte ad oggi date dall'Esecutivo non sono state, a parere degli interpellanti, adeguate e mostrano un'evidente sottovalutazione dei problemi che tali disservizi determinano ai cittadini, nonostante il piano generale dei trasporti e della logistica approvato nella XIII legislatura indicasse chiaramente l'esigenza di potenziare il trasporto ferroviario nazionale e regionale;
nonostante le diverse audizioni in Parlamento dei vertici delle Ferrovie dello Stato, delle società controllate e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e nonostante le tante interrogazioni ad esso indirizzate da diversi parlamentari e senatori di maggioranza e di opposizione, che pongono l'attenzione sullo stato del trasporto ferroviario italiano, i treni continuano ad essere in «puntuale» ritardo, i vagoni, e non solo quelli relativi agli spostamenti locali, continuano ad essere affollati all'inverosimile, gli impianti di riscaldamento in inverno e di condizionamento in estate sono in molte occasioni fuori servizio, l'informazione all'utenza in caso di ritardi o addirittura di soppressione dei treni è carente, se non del tutto assente, i servizi di trasporto sostitutivi vengono attivati con estremo ritardo, senza premura di lasciare centinaia di persone al freddo, il progressivo passaggio alla bigliettazione elettronica, sebbene abbia dato alcuni primi risultati in termini di riduzione dell'attesa agli sportelli delle stazioni, sta progressivamente peggiorando, visto che è sempre più elevato il numero di macchine emettitrici di biglietti fuori servizio, le carrozze dei treni sono sempre più sporche e infestate da insetti di diverso genere, le stazioni, soprattutto nei piccoli comuni, sono state abbandonate e stanno divenendo luoghi di degrado e di insicurezza;
in una tale situazione, che accomuna la gran parte delle regioni italiane, le Ferrovie dello Stato hanno negli ultimi mesi fortemente incrementato le sanzioni per gli utenti, senza prevedere d'altra parte adeguati incentivi per i gestori regionali, quali, ad esempio, forme di sconto sugli abbonamenti mensili nel caso di superamento dei limiti di affidabilità previsti nelle carte dei servizi;
alcuni dei disservizi più frequenti comportano delle sanzioni per le società di trasporto ferroviario: è il caso del rimborso in caso di ritardo per chi viaggia sulle tratte di media e lunga percorrenza e, anche per tale ragione, nella situazione attuale si guarda con estremo scetticismo alla richiesta di un ulteriore incremento delle tariffe ferroviarie più volte presentata anche recentemente dalla presidenza del gruppo Ferrovie dello Stato;
per quanto attiene l'aspetto organizzativo si apprende dagli organi di stampa, nella riunione avvenuta tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e i vertici delle Ferrovie dello Stato, avvenuta in data 9 gennaio 200, il presidente e amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, ingegner Elio Catania, ha proposto al Governo una serie di provvedimenti organizzativi per tentare di arginare gli effetti della carenza di offerta e di servizi che le Ferrovie dello Stato sta fornendo ai suoi passeggeri, sottolineando, tuttavia, che questi provvedimenti devono «però fare i conti con il taglio del 40 per cento dei trasferimenti da parte dello Stato, che ha determinato una carenza di materiale rotabile che non consente di rispondere alla crescente richiesta di trasporto»;
per quanto attiene gli investimenti infrastrutturali e gli investimenti in sicurezza si sottolinea che proprio l'assenza di adeguate strutture e tecnologie è stata la causa degli ultimi due più gravi incidenti avvenuti nel 2005: l'incidente di Crevalcore del 7 gennaio 2005, in cui hanno perso la vita 17 persone, e l'incidente mortale di Roccasecca del 20 dicembre 2005. In entrambi i casi c'è la certezza che la causa degli incidenti è stata proprio l'assenza di adeguati strumenti tecnologici di sicurezza e il mancato ammodernamento della rete;
ai forti disagi relativi alla qualità dei servizi offerti si aggiungono i problemi della sicurezza più volte segnalati dagli stessi operatori del settore al Ministro competente, senza averne gli adeguati ritorni. Anche per tali ragioni si guarda con molta preoccupazione alla contrazione delle risorse alle Ferrovie dello Stato agli enti locali apportata dalle ultime leggi finanziarie, che mettono in seria discussione l'adeguata erogazione dei servizi e la realizzazione dei necessari interventi sulla sicurezza e sull'ammodernamento della rete;
il drammatico succedersi di incidenti ferroviari, con modalità che coinvolgono direttamente o indirettamente le società del gruppo Ferrovie dello Stato, ripropone con forza la necessità di affrontare il tema della sicurezza in ambito ferroviario in termini più complessi. Servono sicuramente le commissioni d'inchiesta, prontamente attivate dopo ogni incidente: sono utili a ricostruire i fatti e a fare chiarezza sulle dinamiche e responsabilità. Bisogna, però, agire sulle condizioni che possono impedire i disastri, mettendo in atto i necessari interventi. Gli investimenti devono essere accelerati e portati a conclusione in tempi brevi e credibili. Le nuove infrastrutture previste non possono subire altri ritardi e le moderne tecnologie di protezione della circolazione devono essere attivate sull'intera rete;
alla luce di quanto esposto v'è la necessità inderogabile di interventi straordinari, immediati e urgenti, che diano una prima, seppur parziale, risposta a questa disastrosa situazione, sia per quanto riguarda lo stanziamento di risorse straordinarie adeguate per far fronte agli investimenti minimi indispensabili per lo sviluppo delle reti e per la sicurezza, per l'incremento del materiale rotabile, per la manutenzione ordinaria e straordinaria, sia per quanto riguarda un piano di assunzioni straordinarie -:
se e come il Governo intenda, con iniziative urgenti e straordinarie, con la determinazione e la celerità necessaria di fronte alla gravissima emergenza del trasporto ferroviario, intervenire per assicurare alle Ferrovie dello Stato le risorse minime indispensabili per gli investimenti e l'ordinaria gestione e se e come intenda, anche nella sua veste di azionista unico di Ferrovie dello Stato, garantire che vi sia una efficace, efficiente, sicura e trasparente gestione del servizio di trasporto ferroviario in tutto il Paese, anche tramite il pieno coinvolgimento nelle scelte delle rappresentanze degli utenti e dei lavoratori.
(2-01802) «Castagnetti, Pasetto, Lusetti, Rosato, Carbonella, Reduzzi, Dorina Bianchi, Annunziata, Amici, Lucidi, Abbondanzieri, Giovanni Bianchi, Gerardo Bianco, Bimbi, Bindi, Bottino, Bressa, Camo, Carra, Colasio, Delbono, Duilio, Fanfani, Fioroni, Gambale, Giachetti, Giacomelli, Iannuzzi, Lettieri, Micheli, Milana, Molinari, Monaco, Morgando, Mosella, Piscitello, Zara, Enzo Bianco, D'Antoni, De Mita, Franceschini, Gentiloni Silveri, Maccanico, Marini, Mattarella, Nicodemo Nazzareno Oliverio, Parisi, Realacci, Rusconi, Ruta, Rutelli, Santagata, Sinisi, Soro, Squeglia, Stradiotto, Tanoni, Tuccillo, Vernetti, Villari, Volpini, Zaccaria».
(31 gennaio 2006)

NOTA:
AFFINCHE' MUTI L'ATTEGGIAMENTO DI CHI GESTISCE IL NOSTRO SISTEMA FERROVIARIO NAZIONALE, DEVE CAMBIARE L'ATTEGGIAMENTO MENTALE ED IL SISTEMA DI PENSIERO CHE CONTRADDISTINGUONO MOLTA PARTE DELLA CLASSE POLITICA ITALIANA. QUANDO INFATTI SI COMINCERA' A CAPIRE CHE I CITTADINI ITALIANI NON SONO SUDDITI E NEPPURE CIECHI,SARA' FACILE ATTRAVERSO IL DIALOGO E LA COMPRENSIONE DEI PROBLEMI ,SUPERARE LA FASE DI EMERGENZA IN CUI SI TROVANO LE FERROVIE ITALIANE. FINCHE' CONTINUERANNO IL SISTEMA DI CLIENTELE E DI IMPROVVISAZIONI LIBERISTICHE ATTUALI SI RENDERANNO NECESSARIE LA MOBILITAZIONE E LA RESISTENZA.

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea








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