VOGLIAMO TRENI PIU' SICURI

L'incidente ferroviario del 7 gennaio 2005 a Bolognina di Crevalcore (linea Bologna-Verona) dove si contarono 17 morti e molti feriti, si deve alla criticità prodotta da tale situazione.

23/feb/2006 08.25.59 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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Il sistema ferroviario del nostro Paese è costituito in buona parte da linee con un solo binario e sprovvisto per lo più dei necessari impianti di sicurezza oggi disponibili grazie alle nuove tecnologie. L'incidente ferroviario del 7 gennaio 2005 a Bolognina di Crevalcore ( linea Bologna-Verona ) dove si contarono 17 morti e molti feriti, si deve alla criticità prodotta da tale situazione. Cittadini comuni ed operatori delle ferrovie stanno continuamente pagando un grave tributo di
sangue, frutto del dissennato comportamento di chi detiene responsabilità di governo e di direzione aziendale. Se la maggior parte dei ferrovieri si è da sempre resa parte attiva per contrastare tale stato di cose,anche a difesa della propria incolumità, poca attenzione si è in genere riscontrata verso gli inermi cittadini costretti ad utilizzare un servizio ferroviario spesso insicuro, antiquato, in qualche caso arrogante.
Il cittadino-suddito è soprattutto colui che si deve sobbarcare gli oneri derivanti da scelte strategiche scellerate: è costretto ad essere suddito perchè come utente o cliente più volte ha dovuto sperimentare una totale impotenza.
Il cittadino-suddito è colui al quale viene imposto un programma nazionale del trasporto ferroviario
che tende a privilegiare a qualsiasi costo l'alta velocità, privandolo dei più elementari diritti alla mobilità che gli è necessaria per vivere e per lavorare.
Si parla spesso, a proposito delle ferrovie italiane, di carenze normative, di speculazione sui costi di manutenzione delle linee ferrate, di poca attenzione nei confronti delle varie problematiche inerenti la quotidianità degli operatori ferroviari, di disastri provocati dalla liberalizzazione strisciante. Tutti questi fattori non avrebbero più ragione d'esistere ove si considerassero i viaggiatori dei nostri treni quali persone titolari di diritti sanciti dalla Costituzione Italiana. Diritti che talvolta vengono dimenticati proprio da coloro che avrebbero il dovere morale ed istituzionale di tutelarli.
Come quelli legati al treno 8017, che nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944 diveniva mezzo di tragica morte per oltre 600 povere persone, lungo la galleria delle Armi, tra le stazioni di Balvano-Ricigliano e Bella-Muro.
Ancora oggi quei morti chiedono giustizia.

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea








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