Benvenuti a Svincolopoli: comunicato de "Gli amici del bosco" di Origgio

23/feb/2006 08.39.41 Notiziario delle associazioni Contatta l'autore

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23 febbraio 2006

Riceviamo e pubblichiamo da "Gli amici del bosco" di Origgio

BENVENUTI A SVINCOLOPOLI: Così potrebbero in futuro recitare i cartelli in entrata ad Origgio.


Nel consiglio di Venerdì 10 Febbraio l’Amministrazione Comunale di Origgio ha approvato un documento di “Osservazioni alla documentazione integrativa sullo studio di impatto ambientale”,  relativo al progetto dello svincolo Saronno Sud, documento con cui di fatto si accetta un progetto “ridimensionato” di svincolo, chiedendo in cambio la chiusura delle due uscite e dell’entrata autostradali oggi esistenti nel territorio di Origgio e “compensazioni” di carattere ambientale (leggasi Parco sovracomunale sul Bosco di Origgio, con acquisizione dell’area al patrimonio comunale a spese della Società Autostrade).

Nello stesso Consiglio Comunale abbiamo però avuto conferma che l’amministrazione di Cerro Maggiore pensa di costruire un nuovo svincolo in corrispondenza dell’uscita “Origgio Ovest” dell’autostrada A9, e che questo progetto è già da tempo conosciuto dagli Amministratori di Origgio.


Quindi:

- Non ci sarà nessuna chiusura dell’uscita sulla A9, anzi questa verrà potenziata!

- Sarà difficile per l’eventuale parco sovracomunale riuscire a proteggere i nostri polmoni, visto che sono già stati progettati alberghi e centri di logistica (i primi a servizio di Malpensa-Rho Fiera, i secondi al servizio di chi vuole cancellare la nostra già agoniante produzione industriale in favore di merci provenienti dall’ Oriente) sui terreni attorno allo svincolo e che si insinuerebbero al centro del parco.

- In Origgio non ci sarà nessuna diminuzione del traffico di attraversamento. Infatti questo nuovo svincolo sulla A9 “Origgio Ovest” sarà collegato con il nuovo svincolo sulla A8 “Saronno Sud”, creando di fatto un “Sempione Bis” che dividerà il nostro paese da est a ovest con un muro di autotreni.

- Al traffico creato da questo budello si aggiungerà quello generato dai nuovi centri commerciali in progetto in prossimità dello svincolo “Saronno Sud”, rendendo di fatto Origgio “la Sesto San Giovanni della provincia di Varese”: super incasinata, super rumorosa, super inquinata e ben poco vivibile.

- Il progetto proposto in via definitiva è una delle varianti presentate dalla Società Autostrade nell’agosto dello scorso anno, quindi nessuno spostamento o modifica di tale progetto è stata recepita.

- Non è stato fatto nulla per tutelare il nostro territorio dalle speculazioni dei soliti noti, nessun vincolo è stato posto alle aree adiacenti ai progetti (il parco non c’è ancora, e non si sa se ci sarà…ed eventualmente quando), e non vi è alcuna garanzia di avere i soldi che si pretendono dalla Società Autostrade come “compensazione” (sic..) per lo scempio ambientale.


A questo punto ci chiediamo: il sindaco Panzeri e la sua giunta ci sono o ci fanno?

Che ci azzecca la posizione attuale dell’Amministrazione origgese con il suo programma elettorale, in cui scriveva “Ci opporremo a qualsiasi iniziativa tendente alla realizzazione di uno svincolo autostradale fra Origgio ed Uboldo per salvaguardare il nostro territorio”?

Vista l’impossibilità di ottenere valide compensazioni ambientali e la chiusura delle attuali uscite/entrate autostradali, ci aspettiamo che Panzeri tragga le dovute conclusioni e bocci definitivamente l’ipotesi di realizzare lo svincolo Saronno Sud.

Che è poi quello che gli Origgesi hanno chiesto a gran voce nei due consigli comunali aperti tenutisi sul tema.

La nostra posizione è e rimane quella manifestata fin dall’inizio, sintetizzabile nei due motti “NO allo svincolo” e “Facciamo il Parco sovracomunale”.

Dispiacerebbe, d’ora in poi, dover considerare l’Amministrazione Comunale di Origgio come una controparte e non più come alleata nell’opera di salvaguardia del nostro territorio.

Amici del Bosco di Origgio O.N.L.U.S.
www.adboriggio.org

19 febbraio 2006

Genitori adottivi in crescita: serate di approfondimento a Villa Recalcati

L’AFAIV (Associazione Famiglie Adottive Insieme per la Vita onlus) organizza una serie di incontri a Varese presso  Villa Recalcati in piazza Libertà 1- sede della Provincia - per approfondire il tema dell’adozione.

Questo il programma completo di “Adozione: genitori adottivi in crescita”: Venerdì 24/02/06 ore 21,00 ADOZIONE ED ORIGINI Ri-appropriarsi delle origini: il diritto/bisogno di congiungere il passato al presente per trovare le risorse che conducono verso il futuro. Relatore: Dott.ssa Milena Dalcerri, Assistente Sociale, Ex Giudice Onorario TM Milano. Mercoledì  22/03/06 ore 21,00 I BAMBINI IN ADOZIONE A RISCHIO SANITARIO Quali e di che entità possono essere tali rischi: approfondimento delle problematiche. Relatori: Dott.ssa Eva Brivio. Assistente Sociale; Dott.ssa Anna Maria Bottelli, Medico Pediatra, già Responsabile Sanitaria Provincia di Varese. Mercoledì 19/04/06 ore 21,00 ADOZIONE E ADOLESCENZA Genitori e figli insieme: la costruzione dell’identità. Relatore: da definire. Venerdì 12/05/06 ore 21,00 ESSERE NONNI ADOTTIVI: L’IMPORTANZA DEL RUOLO La memoria, il gioco, l’incontro. Relatori: Dott.ssa Giuliana Arpini, Psicologa; Dott.ssa Giuliana Pirotta, Assistente Sociale. Venerdì  26/05/06 ore 21,00 ADOZIONE: CRESCERE NELLA DIVERSITA' Il bisogno di accoglienza ed appartenenza del bambino adottivo ad una famiglia e all’ambiente sociale in cui è inserito. Relatore: Massimo Camiolo, Psicologo ex giudice onorario. Gli incontri sono gratuiti e rivolti ai genitori adottivi e alle coppie in attesa di adottare.

L’A.F.A.I.V. nasce dalle esperienze di due gruppi di famiglie adottive che, per diversi anni, si sono incontrate per confrontarsi, condividere e affrontare insieme le problematiche legate all’adozione. Lo scambio reciproco e fruttuoso È stato cosÌ positivo da far desiderare alle famiglie di continuare ad incontrarsi e aiutarsi a vicenda. L’esperienza raccolta negli anni di lavoro di gruppo ci ha dato la certezza che il confronto e la condivisione È indubbiamente utile non solo per le famiglie che già vivono la realtà dell’adozione, ma anche per le coppie che intendono compiere tale passo e desiderano avvicinarsi consapevolmente a tale scelta, stimolando riflessioni e facilitando l’apertura verso gli altri, in quanto la preparazione alla “nascita adottiva” nella quale si realizza un “incontro” tra persone con storie, emozioni dolorose e bisogni profondi È ancor piÙ necessaria rispetto alla “nascita naturale” che, in genere, È priva di traumi e i cui legami hanno carattere di “continuità” nel tempo e nello spazio. Gli scopi principali dell’A.F.A.I.V. sono i seguenti:

- fornire una “prima” informazione alle coppie che intendono presentare/hanno presentato la “Dichiarazione di Disponibilità all’Adozione” nazionale e/o internazionale, invitandola a riflettere sulle ragioni piÙ profonde della propria scelta, lasciandola libera di fare domande ed esternare i propri sentimenti o dubbi senza alcuna soggezione, in un ambiente amicale, per prepararsi meglio al ruolo di futuri genitori adottivi; - sostenere le coppie che hanno già adottato, aiutandole a sviluppare tecniche di mutuo-aiuto che le rendano piÙ forti e preparate di fronte alle difficoltà che incontreranno nella crescita dei figli; - promuovere la cultura dell’adozione e dell’accettazione e valorizzazione della diversità come elemento di arricchimento presso la societÀ e le sue strutture; - offrire momenti conviviali a tutte le famiglie perché anche i figli possano condividere la loro nascita “diversa” con altri bambini; - promuovere lo sviluppo di una rete di contatti e conoscenza tra i soci per consentire; - alle coppie in attesa e alle famiglie di condividere l’esperienza adottiva, dalla fase di preparazione sino a tutto il percorso di crescita genitoriale e filiale; - ai figli di conoscersi e condividere la propria esperienza.

Per ulteriori informazioni contattare l’Associazione al seguente recapito:

Sede AFAIV: Via Matteotti 20 - 21061 ARCISATE (VA) Tel. e fax 0332-475333 sito: www.afaiv.it - e-mail: info@afaiv.it “Sportello Help” operativo il sabato mattina (previo appuntamento)

6 febbraio 2006

Il lago di Varese Zona di Protezione Speciale ma il comune se ne dimentica…

Il Lago di Varese è stato designato quale ZPS (Zona di Protezione Speciale) ai sensi della Direttiva Comunitaria “Uccelli” 79/409/CEE come da D.G.R. della Regione Lombardia n. 7/21233 del 18/04/2005 pubblicata sul BURL n. 18 - 3° supplemento straordinario del 06/05/2005.

Tale regime di tutela comunitario impone l’effettuazione di una adeguata Valutazione di Incidenza ai sensi dell’articolo 6 della Direttiva Habitat (recepita dallo stato Italiano nel 1997 con DPR n. 357, come sostituito dal DPR n.120 del 12 marzo 2003) su qualsiasi progetto suscettibile di impatto significativo sulle specie e sui siti oggetto di tutela. Per quanto riguarda la realizzazione della variante della pista ciclabile sul Lago di Varese adiacente la SP1 presso distributore GPL, come da permesso di costruire n. 794/2005 del 07/10/05 rilasciato da Comune di Varese, non ci risulta ad oggi che quest’obbligo sia stato ottemperato. E questo nonostante che l’area interessata dall’intervento ricada all’interno o è limitrofa alla ZPS Lago di Varese e  necessiti pertanto di valutazione d’incidenza secondo le modalità di cui Delibera di Giunta regionale n. 7/ 14106 dell’08 agosto 2003. La valutazione d'incidenza non è un adempimento burocratico ma rappresenta uno strumento di prevenzione che analizza gli effetti di interventi che, seppur localizzati, vanno collocati in un contesto ecologico dinamico. Ciò in considerazione delle correlazioni esistenti tra i vari siti e del contributo che portano alla coerenza complessiva e alla funzionalità della rete Natura 2000, della quale anche il lago di Varese è entrato a farne parte. In particolare quest’intervento ha abbattuto essenze di pregio quali ontani neri ed è andato ad incidere sull’ habitat del canneto, fondamentale per la nidificazione e alimentazione di specie di uccelli protette dalle normative europee. Se questo è l’inizio per la gestione della nostra ZPS non cominciamo certo bene. Anche altre situazioni, che stiamo verificando, ci segnalano fatti analoghi che ci portano a ritenere assai scarsa la consapevolezza degli amministratori locali su cosa comporta essere inseriti all’interno di una zps.Per questi motivi, essendo trascorsi inutilmente i termini previsti dalla normativa di accesso agli atti, abbiamo trasmesso segnalazione ai competenti servizi della Commissione Europea al fine di avviare, se necessario, l’iter di procedura di infrazione per violazione della Direttiva Habitat e un esposto agli Organi Giudiziari competenti in materia.

Luca Chiarei - delegato LIPU Varese

16 gennaio 2006

Locri, crocevia di due Italie


Nella città calabrese, dove società civile e Chiesa locale si rivoltano contro la prepotenza mafiosa, si manifesta il volto di un Sud che cerca di rinascere. Bartolomeo Sorge apre il numero di gennaio di Aggiornamenti Sociali con un editoriale dedicato a questa Italia nuova che chiede una svolta coraggiosa per uscire dall'emergenza democratica.

"La rivolta morale con cui la società civile e la Chiesa di Locri hanno reagito all'assassinio mafioso dell'on. Francesco Fortugno è un «segno» che trascende i confini della città e della Calabria. Esso anticipa, da un lato, il volto nuovo del Sud, che vuole essere protagonista della propria
rinascita; dall'altro, il volto di un'Italia nuova, che chiede una svolta coraggiosa per uscire dall'emergenza democratica in cui versa.
Eppure questi e altri episodi non stupiscono più di tanto, se si considera
che il 19 ottobre 2004 è stato presentato in Parlamento un disegno di legge di iniziativa governativa: Delega al Governo per il riordino della disciplina in materia di gestione e destinazione delle attività e dei beni confiscati a organizzazioni criminali (Atto Camera n. 5362). Lo stesso Governo, cioè, si propone di rivedere e in certo senso di svigorire la Legge 13 settembre 1982, n. 646 (Rognoni-La Torre), che finora ha funzionato bene, consentendo di confiscare alla mafia 6.566 beni immobili e di destinarli a cooperative di giovani o a scopi di utilità pubblica. Infatti, il nuovo disegno di legge prevede la possibilità di presentare ricorso contro la confisca, senza limiti di tempo (oggi il ricorso è ammissibile solo fino alla confisca definitiva) e su richiesta di chiunque sia titolare di un «interesse giuridicamente riconosciuto». Di conseguenza - come denuncia l'associazione «Libera» -, qualora il disegno di legge venisse approvato, le attività sociali fiorite in questi 23 anni sarebbero tutte a rischio di chiusura: «tutti i beni confiscati (dai terreni coltivati da coraggiose cooperative di giovani agli immobili trasformati in sedi di servizi sociali o in caserme delle forze dell'ordine, solo per fare alcuni esempi) finirebbero in un limbo di assoluta incertezza. Ovvero esattamente il contrario di quanto sarebbe necessario oggi. Le mafie, infatti, hanno da tempo affinato i meccanismi con cui riciclano i proventi delle loro attività illecite e nel nostro Paese si registra, negli ultimi anni, una consistente flessione del numero dei beni confiscati. È questa la vecchia Italia che i giovani di Locri apertamente denunciano e contestano, mentre annunziano il volto di un'Italia nuova".
Documenti
Giancarlo Maria Bregantini, Omelia alle esequie dell'on. Fortugno [71-75]
Nell'omelia pronunciata ai funerali dell'on. Francesco Fortugno, il vescovo di Locri invita a trasformare il gesto degli assassini in un seme che muore e produce frutto. Un discorso di grande coraggio che indica il cammino di una riscossa morale, attraverso una purificazione spirituale, socioculturale e politico-economica.

Il sommario del nuovo numero, l'editoriale e le rubriche "Lessico oggi" e "In rete", sono disponibili sul  sito internet www.aggiornamentisociali.it nella sezione "Nuovo numero
".

9 gennaio 2005

Torna venerdì 13 gennaio al cinema Mexico di Milano “The Rocky Horror Picture Show” con uno spettacolo unico in programma alle 22.00.

“Don’t dream it, be it”. Questo è il messaggio che molti fanatici (termine italiano per designare i “fans” americani) hanno tratto dal musical che negli anni Settanta ha provocato non poco scompiglio, e non solo in America.

La frase sopra citata è stata sicuramente il lasciapassare per i primi e successivi amatori, che nel tempo hanno affermato un vero e proprio spettacolo “collaterale” nello stesso luogo e con gli stessi tempi della normale proiezione della pellicola: una sorta di rovesciamento di tutte le regole dove tutto è permesso durante quelle due ore di visione del film.

E’ la messa in pratica del significato letterale di una parola d’ordine con chiari inviti alla disinibizione, che può essere tradotta dall’inglese: “non sognarlo, fallo”, o meglio “non sognate di esserlo, siatelo”.

Tutto nasce dalla passione di un attore mancato, Richard O’Brien e da una sua prima composizione: quella canzone che aprirà poi il musical e che è una collezione di citazioni da vecchi e famosi film degli anni Sessanta.

Leggenda vuole che - nel tempo che lo lasciava libero da inutili provini  a Broadway (con annessi fallimenti) -  Richard, accompagnato solo dalla sua chitarra, generasse gran parte dei pezzi che avrebbero poi dato vita al grande successo del “The Rocky Horror Show”.

Cinema Mexico, via Savona 57, Milano. Ingresso € 6,00. Prenotazione obbligatoria tel. 06-48951802 e-mail info@cinemamexico.it

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