SBRANATI DAI CANI, ANMVI SI APPELLA AL MINISTRO BALDUZZ PIANO URGENTE CONTRO IL RANDAGISMO

03/mar/2012 16.48.29 ANMVI Contatta l'autore

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ANMVI

-Due uomini uccisi sbranati dai cani-

ANMVI: EPISODI GRAVISSIMI, RESPONSABILITÀ ANCORA PIÙ GRAVI

Appello al Ministro della Salute Renato Balduzzi: Italia incivile, urge un vero piano di intervento

(Cremona, 3 marzo 2012) - Che in Italia il randagismo sia diventato un pericolo per la vita dei cittadini è un fatto inaudito. L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani interviene dopo i gravissimi casi nel livornese e in provincia di Milano: questa degenerazione ha precise responsabilità politiche e amministrative.

L’inadeguatezza delle misure legislative sul randagismo è palese e dopo la sospensione al TAR dell'Ordinanza ministeriale contro le aggressioni canine non sono vigenti norme efficaci per la tutela dell’incolumità pubblica.

In Italia si preferisce affollare i canili, trasferire con " voli di stato" i randagi da un capo all'altro della Penisola e versare fiumi di denaro pubblico in un circolo vizioso di interventi parcellizzati e non sempre trasparenti, senza alcun controllo reale sulla popolazione animale.

Il fenomeno del randagismo va contrastato con azioni urgenti di contenimento della riproduzione- come vuole la Convenzione Europea per la protezione degli Animali da Compagnia appena adottata con Legge italiana �“ e attraverso una strategia complessiva di prevenzione che faccia molto più affidamento sui veterinari.

I randagi sono un costo altissimo per le casse del Tesoro, delle Regioni e dei Comuni e ora non possono diventare un costo in termini di vite umane.

E’ scandaloso che non si sia mai approntato un piano di emergenza come quello prospettato da quasi dieci anni dall’ANMVI: mettere in circolo tutte le strutture veterinarie private, adottare un piano sistematico di sterilizzazioni, adozioni dai canili, di rispetto della legalità e di prevenzione della proliferazione incontrollata degli animali di proprietà e senza proprietario.

Con quanto è accaduto, l’Italia non sta dando prova di essere un Paese europeo civile.

Ufficio Stampa ANMVI
0372/40.35.47

 


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