I lavoratori della ricerca scrivono un

27/feb/2006 08.14.30 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.





I lavoratori degli enti pubblici di ricerca

da 50 mesi senza contratto




Lettera aperta al Presidente del Consiglio





I lavoratori degli Enti di Ricerca sono parte del futuro del Paese ed in
quanto tali vanno considerati una spinta per il miglioramento delle
condizioni di vita della comunità. Invece, il comparto degli enti
pubbici di ricerca appare dimenticato e negletto. Da 50 mesi, i 20mila
lavoratori del settore attendono che il contratto di lavoro veda la
luce. Dapprima, l'attendismo del Comitato di Settore, poi, i contrasti
tra i sindacati confederali, infine, i ritardi della burocrazia
ministeriale che non ha permesso fino ad oggi al Governo di "vistare"
l'ipotesi di contratto licenziata dall'Aran il 3 dicembre del 2005.

Ricercatori, tecnologi, tecnici ed amministrativi non ricevono aumenti
da 4 anni, mentre i lavoratori degli altri comparti stanno ricevendo i
seppur "insufficienti" adeguamenti del secondo biennio (2004-2005).
L'ordinamento della ricerca, regolamentato con il DPR 171/91, oltre ad
essere vetusto, è anche inadeguato, con blocchi di carriera
inammissibili che generano insoddisfazione crescente.

I tanti precari presenti negli enti, pur costituendo le nuove leve della
ricerca italiana, attendono invano una posizione stabile.

L'ipotesi di contratto nazionale degli Enti di Ricerca per il 2002-2005
non rappresenta la soluzione agli innumerevoli problemi, tuttavia
contiene norme innovative (ad esempio, l'articolo 5, che tutela i
lavoratori a tempo determinato, migliorandone le condizioni di vita e
prevedendone l'assorbimento in organico), ed anche qualche miglioramento
nella carriera di tuto il personale, ricercatore e non. Nelle assemblee
e nei referendum che USI/RdB-Ricerca ha indetto successivamente al 3
dicembre 2005, la stragrande maggioranza dei lavoratori ha dato il
proprio assenso, seppure con riserva, a questo contratto.

Eppure, sappiamo che l'ipotesi di accordo è ancora "insabbiata", mentre
altri accordi, non ultimo quello del comparto Parastato, sono stati
approvati dal Consiglio dei Ministri.

Usi/RdB chiede per questo che il Presidente del Consiglio, dopo più di
quattro annni, dia un segnale concreto di attenzione verso il
bistrattato comparto della Ricerca, facendo approvare l'ipotesi di
accordo, nel corso della prossima riunione del Consiglio dei Ministri.



Roma, 27 febbraio 2006



________________________________
Segreteria Nazionale USI/RdB Ricerca
Vicolo del Buon Consiglio 31
00184 ROMA
Tel./Fax 064819930 - 0669202080
sito web: http://www.usirdbricerca.it






blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl