SÌ ALLA FISCALITÀ DI VANTAGGIO COME PREMESSA N?ÿ?ISO-8859-1?Q?ECESSARIA ALLO SVILUPPO ECONOMICO DELLA SICILIA

11/mar/2006 09.56.44 Movimento per l'Indipendenza della Sicilia Contatta l'autore

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FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "SICILIA INDIPINNENTI"
FRONTE NAZIONALE SICILIANO "SICILIA INDIPENDENTE"

-Sikritarìa Nazziunali-


Kumunikatu Stampa

SÌ ALLA FISCALITÀ DI VANTAGGIO COME PREMESSA NECESSARIA ALLO SVILUPPO ECONOMICO DELLA SICILIA

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu chiedono che negli attuali dibattiti politici e nei confronti elettorali di questa stagione abbia centralità la "fiscalità di vantaggio" nella concezione più ampia del termine.

Sono molti, infatti, gli esempi di aree geo-politiche europee che, grazie a coraggiose iniziative di fiscalità di vantaggio, sono passate dal ruolo di Paesi economicamente depressi, e spesso anche assistiti, ad aree trainanti per l'economia. Dalle Azzorre e dall'Irlanda alla Grecia e a Malta. Stati, questi, che da terre con alti tassi di emigrazione e di disoccupazione cono diventati aree ricche, con ampie offerte di lavoro e quindi di immigrazione. Anche per tanti giovani Siciliani (ahinoi!) laureati, diplomati, specializzati.

Tantoppiù che in Sicilia abbiamo qualche motivazione in più per rialzare la testa e per guardare ad obiettivi più ambiziosi. Come avverrebbe se al dibattito in corso aggiungessimo anche la defiscalizzazione del prezzo della benzina e degli altri derivati del Petrolio. Potremmo, cioè, dare le ali alla nostra ripresa economica.

L'FNS vorrebbe, altresì, aggiungere che alle Imprese che investono in Sicilia si aprirebbero, meglio che altrove, le prospettive positive della istituenda Area EuroMediterranea di Libero Scambio.

Non crediamo di andare fuori tema se ricordiamo l'antica richiesta Indipendentista, tanto cara a Modesto SARDO e a Giuseppe FRISELLA VELLA, oggi riproposta dal F.N.S., di costituire tutto il territorio della Regione Siciliana (Isole minori comprese, dunque) in ZONA FRANCA integrale, ecosostenibile, controllata, programmata ed in armonia con le altre vocazioni del territorio stesso. Insomma: una Istituzione UNICA e moderna, tanto dal punto di vista legislativo che dal punto di vista promozionale per l'Economia della Sicilia, del Mediterraneo, del Sud Europa. Una richiesta ed una aspirazione mai dismesse, peraltro, da chi ha creduto e crede nella "Sicilia Produttiva".

Certamente, non sono poche le osservazioni di questo o di quell'economista, di questo o di quel politologo, che hanno recentemente posto l'accento sulla complessità dei fattori che possono determinare la crisi e/o la ripresa di un sistema produttivo, guardando in particolare alla Sicilia e al Sud Italia. Sono osservazioni che meritano attenzione e che ci ricordano come la sola misura della fiscalità di vantaggio non sarebbe sufficiente ad assicurare lo sviluppo dell'economia e della produttività. Siamo i primi a dirlo.

Si è anche evidenziato - provocando, forse, troppo allarmismo - che la presunta "INCAPACITÀ" di crescere della nostra economia è determinata, in gran parte, dallo "stato miserevole" delle pubbliche istituzioni; dall'eccessiva invadenza del "pubblico" nell'economia, anche a causa dei favoritismi e delle protezioni accordate, in chiave clientelare, ad una miriade di piccoli interessi "organizzati"; dalla propensione del ceto politico ad imporre alle pubbliche amministrazioni scelte clientelari, che prescindono dalla professionalità, dalle competenze e dalla opportunità, e che penalizzano gli obiettivi più ambiziosi e più "alti"; dalle meschine esigenze di particolarissime logiche spartitorie, che - e ne siamo convinti - nella migliore delle ipotesi sono fondate sulla perfetta attuazione del Manuale Cancelli. Si è dimenticato di parlare della dipendenza, della subordinazione, della voluta complementarietà agli interessi economici e politici del Continente.

Si è parlato poco, inoltre, dei SERVIZI o del ruolo della burocrazia. O della mancanza di sicurezza pubblica in generale e/o specificatamente concentrata nel luoghi e nei settori nel quali gli imprenditori dovranno operare. O delle presenze, più o mano palpabili, della mafia. E via dicendo ...

A giudizio degli indipendentisti FNS, tutti questi aspetti negativi, che vanno pure affrontati con determinazione e priorità, non escludono (anzi confermano) la esigenza di incoraggiare l'impresa SANA ad investire in Sicilia, proponendole condizioni ANCHE (non solo) di fiscalità di vantaggio. Ed assicurandole, però, che tutte le problematiche che esistono in Sicilia possono e debbono trovare soluzioni adeguate. Assicurandole che la stragrande maggioranza dei Siciliani vuole la legalità e l'efficienza, non soltanto di tutti i servizi, ma anche di tutta la Società.

Non si tratta di parole di circostanza né di speranza alimentate da chi è ottimista ad ogni costo. Ma si tratta di un processo già in avanzata fase di sviluppo, come dimostrano le imprese siciliane che, nonostante tutto, hanno conquistato e conquistano i mercati internazionali. Lo dimostrano l'impegno e l'attenzione con i quali i giovani siciliani si impegnano negli studi e nelle specializzazioni professionali e scientifiche. E lo dimostrano, infine, ci sia consentito di dirlo, la passione e l'attenzione con le quali tanti giovani e non giovani seguono queste tematiche.

La prima sfida è rivolta ai partiti e agli uomini in lizza nell'attuale competizione elettorale per il rinnovo del Parlamento Italiano. Li invitiamo a scoprire le rispettive carte e a dirci con chiarezza perché in passato e fino ad oggi non hanno affrontato in modo adeguato questa rivendicazione della Sicilia Produttiva e consapevole.

Palermu,11 marzu 2006

GIUSEPPE SCIANÒ Sikritariu FNS

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Si ringrazia per la cortese attenzione. L'Addetto Stampa (Giovanni Basile)


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