Tratto da:
http://www.silvanoagosti.com/
DIARIO AZZURRO n.124 del 07.02.2006
di SILVANO AGOSTI
Molti in questi giorni mi chiedono come si possa fare ad andare a votare una
sinistra che non è sinistra o una destra che purtroppo è solo destra.
La mia risposta parte dalla considerazione che l’Italia, da quando è entrata
a far parte dell’Europa ha cessato di essere un territorio politico per
diventare un territorio solo amministrativo e quindi si tratta non tanto di
scegliere una classe politica ma piuttosto una gestione amministrativa.
Mi inoltro ad esprimere la mia convinzione che in Italia, senza offendere
nessuno, esistano solo due destre, una reazionaria che attualmente è al
potere e una destra progressista che si trova all’opposizione, erroneamente
definita “sinistra”.
Infatti se considero l’attuale sinistra italiana una Destra Progressista, i
sentimenti si placano, tutto assume proporzioni più armoniche e giuste.
Ritengo che la gestione amministrativa di uno Stato come l’Italia spetti più
a una destra progressista che non a una destra reazionaria e conservatrice.
Così lo sguardo dei miei interlocutori si quieta.
NOTA:
Astenersi dal voto è un diritto sacrosanto di ogni cittadino. E' un'azione attiva. Vuol dire: il potere legato al mio voto non voglio delegarlo ad altri fintanto che non mi è chiaro come esso verrà usato.
Astenersi dal voto è dunque cosa legittima e democratica. Serve ad indebolire la classe politica per ricordarle che il potere è sempre del Popolo e non dei suoi delegati. In internet esiste una vasta documentazione attestante che la linea di pensiero dell'astensione è patrimonio dei cittadini di qualsiasi tendenza politica.
Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea