PER IL RILANCIO DELL'ECONOMIA SICILIANA, OCCORRE UNA GRANDE BANCA

E necessario quindi dare maggiore impulso all'impegno politico sicilianista di realizzare un grande Istituto di Credito che possa svolgere - a favore della nostra economia e della nostra Società - il ruolo che a suo tempo avevano svolto il Banco di Sicilia e il Banco di Napoli nei loro periodi più belli.

17/mar/2006 07.00.12 Movimento per l'Indipendenza della Sicilia Contatta l'autore

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FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "SICILIA INDIPINNENTI"
FRONTE NAZIONALE SICILIANO "SICILIA INDIPENDENTE"

-Sikritarìa Nazziunali-


Kumunikatu Stampa

PER IL RILANCIO DELL'ECONOMIA SICILIANA, OCCORRE UNA GRANDE BANCA ...CHE SIA UN MOTORE DEL NOSTRO SVILUPPO

«Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che - a distanza soltanto di qualche anno - si siano persi per strada o quanto meno ridimensionati un po' troppo i grandi progetti annunciati e gli impegni solennemente assunti da più parti di lottare contro il COLONIALISMO BANCARIO che oggi incombe in Sicilia e nel Mezzogiorno. E necessario quindi dare maggiore impulso all'impegno politico sicilianista di realizzare un grande Istituto di Credito che possa svolgere - a favore della nostra economia e della nostra Società - il ruolo che a suo tempo avevano svolto il Banco di Sicilia e il Banco di Napoli nei loro periodi più belli. Prima cioè che i nostri Istituti di Credito fossero vittima di interessi "forti" estranei ed ostili agli interessi del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana. Ed ovviamente anche a quelli della Nazione Meridional-Napoletana. Per intenderci : dobbiamo lottare contro le trame di quanti pretendono che il Territorio ed i Popoli del soppresso Regno delle Due Sicilie non debbano mai scrollarsi di dosso il giogo che li opprime dal 1860!»

Ha dichiarato lu Sikritariu FNS, Pippu SCIANÒ, tornando a parlare del gravissimo, emblematico, "CASO" della scomparsa in tutto il SUD ed in Sicilia delle grandi banche "indigene" e, purtroppo, anche della vanifcazione di quasi tutte le piccole banche locali.

«Le une e le altre infatti, sono state, nell'arco di qualche decennio, fagocitate con prepotenza dai colossi finanziari continentali, soprattutto da quelli del Centro e del NORD ITALIA. Un vero esempio di IMPERIALISMO INTERNO, che è tanto più scandaloso in quanto, nell'ambito dell'Unione Europea, tenendo conto pure degli Stati che vi hanno aderito recentemente, non esistono esempi di altre aree, grandi come la Sicilia (o, a maggior ragione, estese quanto il Mezzogiorno d'Italia) che siano prive di un grande Istituto di Credito proprio. Al servizio, cioè, della rispettiva realtà economica e sociale.»

Ha puntualizzato SCIANÒ che ha così continuato: «Rimane quindi valida la denunzia a suo tempo fatta persino da personaggi della Compagine Governativa, come il Ministro TREMONTI.
Non possiamo però nascondere la delusione e la rabbia per la pochezza dei risultati fino ad oggi ottenuti e per la fumosità delle iniziative forse avviate a conclusione, che non ci sembrano quelle nelle quali il Popolo Siciliano aveva sperato. Ci amareggia, altresì, ma non ci sorprende, che l'esercito di Candidati in lista ed in lizza per il rinnovo del Parlamento Italiano - ed i Partiti nei quali questi ultimi militano - NON abbiano preso seri impegni sull'argomento, né abbiano riferito agli elettori siciliani su ciò che, fino a questo momento, essi stessi abbiano fatto in una direzione o nell'altra».

«Intanto l'FNS ritiene che sia superato il concetto che una sola Banca possa servire due distinte realtà disastrate. Sarebbe meglio che sorgessero due distinti Istituti di Credito: uno per la Sicilia ed un altro per il Meridione d'Italia, così come del resto distinti erano a suo tempo il Banco di Sicilia e il Banco di Napoli. Intendiamo "quelli" solidi e radicali nel territorio. E prestigiosi e ben accreditati all'Estero. E non già i surrogati. Fermo restando ovviamente un impegno di reciproca collaborazione soprattutto per riportare a SUD qualificate iniziative economiche e produttive. Nonché una visione più aggiornata e lungimirante di collaborazione EUROMEDITERRANEA».

Ha affermato SCIANÒ che ha concluso dicendo: «Dobbiamo ribadire con forza che vogliamo una VERA Banca, da istituire con legge ad hoc. Non ci accontenteremmo mai di una SEMI-BANCA o di un Ente economico alternativo..
Vogliamo una banca che sia al servizio dell'economia siciliana, degli Imprenditori e delle famiglie. Una banca che reinvesta in Sicilia il capitale raccolto. Una Banca che parli SICILIANO e che sia inserita in una STRATEGIA SICILIANA PER L'ECONOMIA. Una Banca che aiuti e simoli le nostre imprese ed i nostri produttori a trionfare sui mercati internazionali. E che collabori affinché la Sicilia, la Nazione Siciliana, sia protagonista - e non spettatrice passiva - dell'Area EuroMediterranea di Libero scambio che entrerà in funzione fra qualche anno. Una BANCA che diventi, sostanzialmente, il MOTORE dello sviluppo e del progresso della Sicilia».

Palermu, 17 Marzu 2006

L'Addetto Stampa (Giovanni Basile)


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