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SÌ AL DIALOGO FRA STATI UNITI ED IRAN.

19/mar/2006 10.13.30 Movimento per l'Indipendenza della Sicilia Contatta l'autore

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- Sikritarìa Nazziunali -


Kumunikatu Stampa

SÌ AL DIALOGO FRA STATI UNITI ED IRAN. PURCHÉ VINCANO LE RAGIONI DELLA RAGIONE, DELLA PACE E DELLA SICUREZZA

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu valutano positivamente le notizie, peraltro apprezzate dagli Osservatori di politica internazionale e confermate dai Governi più direttamente interessati, secondo le quali il più importante Diplomatico IRANIANO in materia di questioni Nucleari, ALÌ LARIJANI, e l'Ambasciatore degli States in IRAQ , ZALMAY KHALIZAD, anch'egli musulmano, avrebbero intrapreso una trattativa per accertare se vi possano essere le condizioni di una mediazione del Governo di TEHERAN mirata a "convincere" gli SCIITI Irakeni a prendere le distanze dal dilagante Terrorismo per collaborare con il Governo di BAGHDAD e con gli esponenti delle altre Etnie e delle altre Confessioni religiose.

Si tratta dell'ennesima messinscena? L'FNS pensa di NO in quanto il bisogno del ritorno ad un minimo di normalità è profondamente sentito da tutti.

È - tuttavia - quanto meno paradossale che tutto ciò avvenga nel momento in cui AHMADINEJAD intensifica a mo' di sfida la propria corsa al Nucleare ed aumenta la dose giornaliera di minacce e di anatemi contro lo Stato d'Israele.

E - se guardiamo dall'altro lato - mentre BUSH continua a teorizzare la legalità e la opportunità della "guerra preventiva" contro lo stesso IRAN, considerato da WASHINGTON lu stato più guerrafondaio del momento.

Ovviamente niente affatto concordi sono le opinioni sugli ultimissimi avvenimenti. C'è chi sostiene che il giovane Leader Iraniano in fin dei conti sarebbe molto sicuro delle proprie forze e del prestigio conquistatosi nel mondo musulmano ed in particolare nel confinante IRAQ e quindi non avrebbe remore a trattare con gli odiati nemici occidentali. Ed esiste - di contro - la versione di chi invece pensa malignamente che il grande apparato militare mobilitato da BUSH ed i primi pesanti attacchi contro i ribelli in alcune vaste aree dell'IRAQ , dove sono prevalentemente insediati i gruppi armati e gli arsenali dei SUNNITI (nonché i terroristi responsabili degli attentati alle Moschee degli Sciiti), siano stati gli argomenti più convincenti per indurre gli Iraniani alle trattative, sia pure soltanto per l'assetto definitivo interno del Paese un tempo dominato da SADDAM HUSSEIN..

L'FNS ritiene che siano fondate entrambe le tesi, in quanto una cosa non esclude l'altra. Quello che conta realmente è piuttosto il ritorno alla diplomazia e al dialogo. Non è - infatti - accettabile che si perpetui la prassi, purtroppo vigente, per la quale si passa direttamente all'uso delle armi, escludendo aprioristicamente quei salutari, civili, compromessi che avrebbero potuto - e potrebbero ancora - salvare tante vite umane. Continuando di questo passo, peraltro, non si sa dove si potrebbe andare a finire.

Tornando a parlare della Sicilia, l'FNS auspica che il Governo Regionale e soprattutto l'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA ( che, lo voglia o no, è il più antico Parlamento d'Europa) possano lanciare un INVITO alla pace e al dialogo, ai Governi del MEDIORIENTE, basato sulla effettiva necessità di avviare un concreto processo di disattivazione delle varie guerre in corso e del Terrorismo internazionale. Salvaguardando ovviamente le ragioni della sicurezza reciproca, senza le quali non vi sarà mai vera pace...

Certamente non ci nascondiamo le difficoltà del momento elettorale, la scarsa tensione culturale ed autonomistica, nonché la mancanza di rispetto che i Deputati Regionali (spesso e nella quasi totalità) hanno dimostrato verso il ruolo del Parlamento Siciliano. Ma contiamo su ciò che il Parlamento e le Istituzioni Siciliane rappresentano, anche in campo internazionale. E non a ciò che sono nelle meschinità di ogni giorno.

E contiamo soprattutto sul "fatto"che la Sicilia rimane - per la sua storia, per la sua cultura, per la sua collocazione geografica, per la generosità e l'intelligenza del suo Popolo - il LUOGO ideale per le trattative di Pace che riguardano il MEDIORIENTE e per l'apertura di un nuovo più aperto e sincero dialogo fra Occidente ed Oriente.

Palermu, l9 marzu 2006


GIUSEPPE SCIANÒ Sikritariu FNS

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Si ringrazia per la cortese attenzione. L'Addetto Stampa (Giovanni Basile)


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