[CICAP-HOTLINE] Quando i veggenti falliscono

Oggi come allora", prosegue Morocutti, "se chi si professa veggente

19/mar/2006 15:58:30 Ufficio Stampa CICAP Contatta l'autore

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Quanto è utile seguire le indicazioni dai veggenti nelle indagini sulle
persone scomparse? I fatti parlano da soli, e non sembrano molto
incoraggianti.

Come ricorda Marco Morocutti, membro del CICAP, "già nel 1973 il pubblico
italiano aveva seguito con passione le vicende del sensitivo olandese
Gerard Croiset, magistralmente interpretato da Paolo Stoppa nello
sceneggiato televisivo ESP. Il veggente aiutava la polizia a risolvere casi
di persone scomparse, soprattutto bambini annegati. Tuttavia, per quanto
affascinanti, i fatti narrati nel telefilm erano in gran parte romanzati.
Come è stato evidenziato in seguito, nella realtà Croiset non forniva agli
inquirenti nulla di veramente utile alle indagini, pur facendo proprie, con
grande partecipazione, le angosce ed i timori di chi era coinvolto nelle
tristi vicende.

Oggi come allora," prosegue Morocutti, "se chi si professa veggente
fornisce una indicazione che infine coincide con la realtà dei fatti, si è
facilmente portati a dare grande enfasi all'accaduto. Tuttavia, forse
abbagliati dalla speranza di giungere a soluzioni "miracolose", si
preferisce invece tacere sui molti insuccessi dei sensitivi."

Come nel caso di Mariarosa Busi, che nel settembre del 2005 si è attribuita
il merito del ritrovamento del cadavere di Chaira Bariffi, scomparsa nel
Lago di Como tre anni prima e rinvenuta poi nel tratto fra Dervio e
Bellano. Peccato che il luogo del ritrovamento si trovi sotto una curva
altamente pericolosa e ben conosciuta da chi risiede in zona, nonché unico
punto del percorso in cui si potesse finire nel lago.

"Dopo il discutibile successo, pochi hanno invece evidenziato come la
stessa sensitiva abbia fallito il compito di ritrovare il corpo di Matteo
Pina, scomparso in un altro lago lombardo (il lago di Pusiano) e ricercato
invano per mesi seguendo le indicazioni della veggente."

In questi giorni le attenzioni sono tutte per Costantina Comotari di
Seregno (MI), che grazie ad oscure visioni ha indirizzato i Carabinieri a
scandagliare un tratto del fiume Magra, dalle parti di Pontremoli, alla
ricerca del piccolo Matteo Onofri rapito a Parma. Ricerche rivelatesi senza
successo, ma neppure senza una denuncia alla veggente per procurato
allarme, come in un primo tempo si era ipotizzato. Forse perché i
Carabinieri avevano scelto di non trascurare nessuna pista: dietro ad una
segnalazione "paranormale" potrebbe in realtà nascondersi qualcosa di ben
più terreno…

Conclude Morocutti: "Cosa pensano i veggenti dopo un evidente insuccesso?
Raggiunta al telefono, la Comotari sorprende con una secca ed enigmatica
dichiarazione: "Non c'è niente di paranormale, è tutta un'atra cosa.
Arrivederci". Dal canto suo Mariarosa Busi, chiamata in causa inizialmente
per un errore dei cronisti, approfitta dei riflettori della cronaca e
dichiara di percepire che Tommaso è ancora vivo. Forse ha giocato bene la
sua carta: pur senza la certezza di fare centro, se infine i fatti le
daranno ragione saprà cavalcare abilmente le passioni del pubblico,
tentando di trasformare la sua puntata al 50% in un successo al 100%."

Come in altre occasioni, il CICAP continuerà a seguire con attenzione le
dichiarazioni dei veggenti su questa vicenda.


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CICAP
Comitato Italiano per il
Controllo delle Affermazioni
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