A " LA SAPIENZA" DOMANI FERDINANDO IMPOSIMATO

24/mar/2006 02.13.33 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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La tutela dei diritti sociali alla stregua dei principi costituzionali
a cura di: Ferdinando Imposimato

1. Ringrazio i giuristi democratici, Libertà di movimento e la rete per il reddito sociale per avermi invitato a questo incontro sui diritti sociali e sulla Costituzione. Qui parlo a nome della sinistra DS per il socialismo guidata da Cesare Salvi, ed a nome dell’ANPI ( associazione nazionale partigiani d’Italia), di cui mi onoro di fare parte , e del suo presidente Massimo Rendina chi vi invia i suoi saluti ed il suo sostegno. Non potevo restare insensibile ad una richiesta che mi viene dai movimenti, che hanno svolto un ruolo fondamentale nelle grandi lotte sociali del terzo millennio, accelerando la crisi di un governo conservatore in cui la oligarchia al potere, nonostante le sconfitte elettorali , continua nella sua politica liberista , liberticida e guerrafondaia. . Molti di noi, cittadini, magistrati ed avvocati si sono riconosciuti nelle battaglie dei movimenti in difesa della democrazia , della Costituzione, della indipendenza dei giudici, della dignità del lavoro, del diritto alla casa, alla salute , alla libertà di stampa, alla uguaglianza dei cittadini contro i privilegi di pochi, ed hanno guardato ad essi come ad una grande promessa di rinnovamento,

2. .I movimenti pacifici e spontanei sono stati la novità politica fondamentale di questi ultimi tempi. La nascita e la crescita dei movimenti hanno consentito la partecipazione di milioni di persone al cambiamento della politica riportando le istanze dei cittadini emarginati al centro della vita del paese , battendosi per la difesa dei diritti inalienabili garantiti dalla Costituzione, diritti messi sempre più in pericolo da una politica neoliberista e antisolidale, che ha ridotto alla fame ed alla disperazione milioni di persone, private delle risorse essenziali .
L’apporto dei movimenti contro leggi liberticide è stato fondamentale, creando un clima favorevole alle decisioni della Corte Costituzionale che ha abrogato le leggi sulla immunità , ed in parte sul condono e sulla immigrazione.

3. Certo, nessuno pensa che i movimenti possano sostituire i partiti ed i sindacati che restano i pilastri della democrazia e delle conquiste dei lavoratori e con i quali occorre interagire. Ma tutti siamo convinti che essi possono ancora svolgere un ruolo politico fondamentale in questa fase ridando unità alla sinistra sui problemi laceranti quali quello della pace , del lavoro , della sanità e della scuola .. I movimenti debbono continuare ad essere la coscienza critica della opposizione, spingendo per un rinnovamento reale , per evitare che dopo la possibile vittoria alle politiche del 2006 le cose restino come sono adesso.

4.Essi possono ancora essere i protagonisti di una democrazia diretta mobilitando milioni di elettori a votare oggi per la laicità dello Stato abrogando la legge sulla fecondazione assistita, ed in seguito per il referendum abrogativo delle riforme eversive che la maggioranza si accinge ad approvare per intaccare i diritti inalienabili alla dignità del lavoro, alla sanità, alla scuola , attraverso un attacco alla centralità del parlamento , al ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica , alla indipendenza della Corte Costituzionale, alla scuola ed alla sanità ..

5.I movimenti restano, pur con le loro contraddizioni e i loro errori, un nuovo soggetto politico, un alveo nel quale sperimentare forme nuove, storicamente inedite, della Politica come democrazia diretta, radicale, libera da schematismi e simbologie tradizionali. Per questo occorre superare divisioni e personalismi per ricreare un unico grande movimento, sintesi di tanti movimenti , che favorisca il rinnovamento, respingendo le provocazioni terroristiche e antidemocratiche simili a quelle che si insinuarono, strumentalizzarono e segnarono la fine del movimento del 68 e poi del 77, favorendo con i loro errori la strategia della tensione di matrice fascista iniziata dalla strage di piazza Fontana, e facendo arretrare negli anni- settanta le conquiste sociali costate tanti sacrifici al movimento operaio..

6.Ma i partiti e i sindacati non possono ignorare i movimenti tentando di relegarli in un angolo , essi devono accettarli come parte essenziale delle battaglie sociali e del fronte di lotta in difesa dei lavoratori. I movimenti devono continuare ad essere un soggetto che rifiuta la politica come burocratica amministrazione dell’esistente, per una politica che, fuori dalle sedi istituzionali, attui forme di lotta democratica colmando i vuoti e le inerzie del sistema dei partiti e dei sindacati.
Per questo i movimenti devono uscire dal ghetto in cui sono stati sospinti anche per le divisioni interne , crescendo sempre più ed allargando la loro strategia su obiettivi precisi e facilmente individuabili. Respingendo il tentativo sempre presente di presentare i movimenti come qualcosa di intermedio tra l’eversivo e il velleitario.

7.La forza del movimento sta ancora oggi nella giustezza delle sue battaglie contro il processo di mondializzazione dell’economia, nel quale i ricchi diventano sempre più ricchi ed i poveri ancora più poveri. La realtà ha fatto cadere il mito illusorio di un mondo destinato ad un progresso prodigioso per la costruzione di un villaggio globale paradiso delle giustizia sociale. Al contrario vi è stato una involuzione conservatrice con la concentrazione del capitale nelle mani di pochi gruppi oligopolistici , la crescente emarginazione dei ceti meno abbienti ed una disoccupazione e sottoccupazione endemica. 8.Il fallimento della globalizzazione è confermata da una recessione infinita , dalla crisi della new-economy e dal crollo delle borse che ha messo in evidenza la illusorietà della crescita degli anni novanta. E dal ricorso alla guerra preventiva come rimedio estremo del capitalismo selavaggio per fare fronte all’assenza di sviluppo.

La crescita del divario di ricchezza tra ricchi e poveri, la minaccia di nuove guerre preventive, lo sfruttamento sempre più intensivo del lavoro e la distruzione dell’ambiente, la limitazione dei diritti sociali e l’esclusione dei cittadini dalle decisioni più importanti sono i risultati della globalizzazione .
..9.I movimenti possono tornare ad essere i protagonisti della stagione della rinascita, se riusciranno a muoversi democraticamente per lottare contro un potere conservatore preoccupato della opposizione della società civile, se riusciranno ad essere una forma viva di antagonismo ad un sistema di potere ormai asfittico e superato, se riusciranno a respingere le infiltrazioni dei provocatori riconoscendoli fin dall’inizio, se riusciranno a non travalicare quel limite sottile al di là del quale è la violenza suicida, alleata del potere conservatore.

10.Oggi abbiamo il dovere di essere solidali con quei cittadini che , spinti da bisogni estremi, hanno attuato forme di lotta sociale ed hanno agito a sostegno dei senza casa , dei senza lavoro e dei senza reddito in tutta Italia in difesa di diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione. Noi siamo per la tutela della legalità che significa rispetto delle leggi penali ma anche della legalità costituzionale e cioè rispetto dei diritti esistenziali garantiti dalla Costituzione, riconoscendo che coloro che hanno agito per la difesa della casa e del lavoro hanno agito in buona fede.. E riconosciamo che proprio grazie alla lotta in difesa dei diritti umani sono stati possibili risultati insperati e benefici per i cittadini più svantaggiati. Come quello di bloccare nel Lazio migliaia di sfratti che avrebbero leso il diritto alla vita ed alla casa, grazie anche ad una coraggiosa ordinanza del Prefetto Achille Serra che ha sospeso gli sfratti esecutivi salvando migliaia di famiglie dal lastrico e rischiando l’accusa di omissione di atti di ufficio. Ed ottenendo l’impegno delle istituzioni locali a fornire agli sfrattati case popolari.

E dobbiamo anche riconoscere che in molti luoghi la mobilitazione e la lotta di migliaia di cittadini e dei movimenti hanno prodotto la chiusura di siti destinati a rifiuti radioattivi , come a Scanzano, e di discariche abusive in cui la criminalità organizzata smaltiva tonnellate di rifiuti tossici e nocivi, come ad Ariano Irpino. Nell’inerzia e spesso con la complicità delle autorità che avevano il dovere di intervenire. Ma dobbiamo riconoscere che i movimenti sono scesi in campo anche per difendere l’indipendenza dei giudici e dei PM da riforme eversive ed incostituzionali. Occorre riconoscere che senza quelle lotte quei risultati non sarebbero stati raggiunti. E occorre anche prendere atto che laddove sono mancate le lotte sociali e la mobilitazione dei movimenti , lì i diritti dei cittadini non sono stati tutelati, poiché le discariche e le cave abusive gestite dalla camorra e dalla mafia che distruggono l’ambiente e ledono la salute dei cittadini continuano nella violazione dei diritti inviolabili. .

Cosa fare?
11. Occorre partire dalla necessità delle lotte sociali per la tutela dei diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione agli artt 1, 2 e 3. Anche se occorre evitare azioni che pongono in contrasto con il codice penale. Tuttavia occorre anche riconoscere che per molti dei reati commessi durante le lotte sociali, il codice prevede pene sproporzionate rispetto ai beni tutelati.. Si tratta di reati che fanno parte di un codice penale figlio del fascismo. Un codice che da sessanta anni è rimasto quello che era. Mentre occorreva ancorarlo ai principi solidaristico sociali sanciti dalla Costituzione.

12.Oggi è tempo di adeguare le varie fattispecie di reati alle nuove realtà e le sanzioni a nuove esigenze di risocializzazione . Seguendo quell’orientamento della dottrina prevalente ( Mantovano e Fiandaca Musco) e della giurisprudenza più avanzata secondo il quale il diritto penale, il carcere, la pena devono essere l’estrema ratio nel sanzionare nuove forme di agire sociale .

Il sistema penale vigente va dunque depurato da quei delitti di pura creazione politica che tendono a colpire le lotte sociali e va riformato nella entità delle pene . che devono essere ridotte per alcuni reati e aumentate per altri.
Occorre adeguare le scriminanti alla nuova realtà sociale, ed escludere dall’area della rilevanza penale comportamenti che pur costituendo formalmente reati, presentano una carica di offensività così esigua da non giustificare il ricorso alla pena ed alla detenzione. Tanto più in un momento storico in cui pericolosi bancarottieri, falsari e truffatori , responsabili della sparizione di miliardi di euro in danno di migliaia di piccoli risparmiatori, sono soggetti ad un regime sanzionatorio molto più mite. E leggi ad personam riducono le pene per impedire gli arresti e favorire la prescrizione dei loro crimini.

13.Occorre battersi per la concessione della amnistia e dell’indulto ai detenuti per reati di modesto allarme sociale , tanto più che una forma di amnistia anticipata avvantaggia i grandi criminali responsabili di bancarotta e di falso in bilancio con il meccanismo della riduzione delle pene e della prescrizione anticipata. Si tratta di un fatto di giustizia sostanziale che non presenta i caratteri della pericolosità sociale. Sono ben più pericolosi coloro che devastano l’ambiente, che mettono in pericolo la salute, che fanno speculazioni ignobili ai danni degli inquilini, che speculano impunemente sui piccoli risparmiatori, cui rapinano il frutto del risparmio di anni di duro lavoro, che si pongono in conflitto di interesse con il bene comune, facendo interessi privati. . Per questi occorre prevedere nuovi reati e pene severissime, alla stregua di altri paesi europei ed in conformità dei principi costituzionali che tutelano il risparmio , l’ambiente e la salute..

14.Per quanto riguarda i processi in corso, nella fase di crisi economica che viviamo, personalmente ritengo che il ricorso al codice penale debba essere ispirato al favor libertatis, per superare drastiche contraddizioni tra la legge scritta e nuove istanze di giustizia sociale. Attraverso una interpretazione evolutiva della legge secondo la nuova Costituzione e la nuova realtà sociale. E fermo restando il rispetto dell’autonomia della magistratura, condividiamo la scelta di quei giudici che rinunciano all’adozione di misure cautelari per reati commessi in un particolare momento di crisi, in presenza di una devastazione sociale senza precedenti. Tanto più che i responsabili possono godere dell’attenuante di avere agito “per motivi di particolare valore morale e sociale” prevista dall’articolo 2 del CP. Per avere commesso il fatto con lo scopo altruistico di procurare a famiglie senza reddito beni esenziali alla loro esistenza a prezzi accessibili. Condividiamo l’opera di magistrati coraggiosi che in ogni sede respingono ricorrono ad una estensione del campo delle scriminanti le quali, accanto alla legittima difesa e stato di necessità, presentano una larga zona di variabili, tutte ispirate al criterio del danno. Magistrati come Gennaro Francione tendono sempre più ad escludere il carattere dell’antigiuridicità penale quando manca il danno. In ciò anticipando la riforma del diritto penale elaborata da Carlo Nordico che codifica il principio della offensività e cioè del danno come presupposto del reato.

Occorre riformare il diritto penale del privilegio , tipico di una società strutturata su profonde discriminazioni, proiettato nella difesa delle parti economicamente più forti a danno della parte più debole, e perciò a garantire la uguaglianza più tra eguali che tra diseguali. Per fare venire alla luce un diritto penale della libertà e dei diritti umani, che in un’equilibrata sintesi della sfera sociale e della libertà, da un lato tuteli i diritti fondamentali dei cittadini, dall’altro gli interessi della collettività e le istituzioni democratiche contro le aggressioni di chiunque.
17 maggio2005

NOTA: IL TEMA" NON PUNIBILITA' DELLE LOTTE SOCIALI " SARA' ANCORA TRATTATO DA FERDINANDO IMPOSIMATO NELL'INCONTRO DI SABATO 25 MARZO, DALLE 9,30 IN POI, ALL'UNIVERSITA' " LA SAPIENZA " DI ROMA, FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA.

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