DAL FORUM: LIBERTA' DI MOVIMENTO A " LA SAPIENZA"

25/mar/2006 11.33.18 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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....La Costituzione Repubblicana, a differenza del fascismo, pone al primo posto nella gerarchia dei valori non lo Stato ma la persona umana e- in antitesi con una concezione utilitaristica dell'uomo come entità economica - ne bandisce ogni strumentalizzazione in funzione dell'interesse pubblico collettivo e dell'egoismo privato individuale. Tale valore trova il suo riconoscimento nella tutela dei diritti inviolabili dell'uomo ( art. 2 della Cost. ) e nel principio che è compito della Repubblica di adempiere ai " doveri inderogabili di solidarietà politica economica e sociale " ( art. 2 della Cost. ), e di " rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando la libertà e l'eguaglianza, impediscono la libera espansione della persona umana " ( art. 3 della Cost. ). Diritti specifici in materia di lavoro ( art. 4, 35 e 37 Cost. ), di salute individuale e collettiva ( art. 32 ), di assistenza sociale ( art. 38 Cost. ), di scuola ( art. 34 Cost). di cultura e di ricerca scientifica ( art. 9 ). Sennonchè questi diritti sono violati per una larga fascia di persone, private del lavoro, del sapere, della salute e della dignità. Il diritto penale dovrebbe essere investito della funzione di : a) tutelare i diritti inviolabili dell'uomo contro i soggetti privati e pubblici nelle cui azioni i diritti dei singoli sono sempre più compresi, limitati e misconosciuti; b) promuovere l'adempimento dei doveri individuali e collettivi di solidarietà economica e sociale. Ma così non è. I doveri solidaristico-sociali sono ancora inadempiuti. Anzi, con l'aggravarsi della crisi economica, la lesione dei diritti è accentuata provocando conflitti sociali su tutto il territorio nazionale. Migliaia di cittadini senza reddito o con redditi ai limiti della sopravvivenza hanno fatto ricorso a forme di protesta radicale per vedere riconosciute esigenze essenziali di vita del tutto disattese. Sono scesi in campo gli sfrattati, i senza casa, i disoccupati, i precari, gli studenti, le vittime dell'inquinamento ambientale. Che hanno rotto il silenzio e l'indifferenza del sistema con azioni di massa. nella speranza di vedere finalmente attuati quei diritti che la Costituzione definisce come inviolabili. Una massa di disperati reclamano inutilmente " l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà economica e sociale ". E sperano di vedere finalmente rimossi " gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, ed impediscono il pieno sviluppo della persona umana ". Questi cittadini, spinti da bisogni estremi, hanno attuato forme di lotta eclatante ma democratica, rifiutando di abbandonare gli alloggi, bloccando strade e ferrovie, occupando edifici disabitati e stazioni ferroviarie e protestando contro il carovita. Per i promotori della protesta non vi è stata indulgenza. Per i reati a loro attribuiti, il codice prevede pene severe, sproporzionate rispetto ai beni tutelati. Ma coerenti con gli interessi contingenti del momento storico in cui vennero concepite. Sono circa 10.000 le persone che sono sottoposte a procedimenti penali per avere rivendicato i loro diritti fondamentali al lavoro, alla salute e alla pace, definiti come inviolabili dalla Costituzione ( art. 2 ). Migliaia di persone sono state denunciate a Milano, Monza, Brescia, Venezia, Palermo, Bologna, Roma, Catanzaro, Cosenza, Potenza, Napoli, Terni, Termini Imerese, Cassino, Arese, Acerra, Montecorvino, campagna, Scansano, Rampolla, Civitavecchia, Val Di Susa, Firenze, Taranto, Trento, Treviso, Gorizia, Trieste, Modena, Caserta, Torino, Viterbo, Padova, Lucca, Catania, Messina, Crema, Pisa, per interruzione al pubblico servizio, inottemperanza alla precettazione, invasione di edifici e terreni, danneggiamento, blocco stradale, resistenza e violenza al pubblico ufficiale, blocco ferroviario, manifestazione non autorizzata, blocco dei lavori per la costruzione di un impianto per lo smaltimento dei rifiuti, rapina, eversione dell'ordine democratico ed associazione per delinquere.
E' ora di prendere atto che le necessità di fondo dei cittadini rendono i presupposti giuridici su cui tali denunce sono basate, largamente superati ed in contrasto con una situazione in cui l'autoritarismo del codice trova la sua più estesa espressione nel prevedere pene detentive di un rigore che non trova riscontro in Europa e sono in contrasto, tra l'altro, con i princìpi di cui all'art. 3 e 27 della Costituzione Repubblicana.
( Tratto da una bozza di disegno di legge in preparazione, tesa all'affermazione del principio di NON PUNIBILITA' DELLE LOTTE SOCIALI ).

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea





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