IL CORANO VERRÀ INSEGNATO NELLE SCUOLE IN ITALIA E?ÿ?ISO-8859-1?Q?D IN SICILIA. UNA SCELTA D'AVANGUARDIA, SÌ. MA NON

«Non si è - poi - chiarito se si voglia o no inserire nelle trattative e nei lavori preparatori di una eventuale legge qualche necessario ed opportuno riferimento alla "reciprocità di trattamento" o, quanto meno, ad una formale promessa di rispettare i Diritti dell'Uomo da parte dei Governi di quei Paesi - dai quali provengono buona parte dei cittadini di Religione Islamica - e che notoriamente sono antidemocratici e talvolta anche intolleranti (al punto da condannare a morte coloro che si convertono al Cristianesimo)».

26/mar/2006 03.41.24 Movimento per l'Indipendenza della Sicilia Contatta l'autore

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FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "SICILIA INDIPINNENTI"
FRONTE NAZIONALE SICILIANO "SICILIA INDIPENDENTE"

- Sikritarìa Nazziunali -


Kumunikatu Stampa

IL CORANO VERRÀ INSEGNATO NELLE SCUOLE IN ITALIA ED IN SICILIA. UNA SCELTA D'AVANGUARDIA, SÌ. MA NON NASCONDIAMONE I PERICOLI E GLI ASPETTI NEGATIVI

«Non critichiamo a priori la decisione d'avanguardia e, sotto molti aspetti, affascinante, di far sì che gli studenti delle Scuole italiane e di quelle siciliane ai dividano per l'ora settimanale di Religione. La maggioranza di loro, infatti, potrà continuare a frequentare le tradizionali lezioni di Religione Cattolica, mentre i ragazzi musulmani, ormai numerosi in tutte le realtà scolastiche esistenti nel territorio della Repubblica, potranno frequentare i corsi di Religione Islamica. Anche i ragazzi di Religione Ebraica potranno seguire corsi della loro Religione, ovviamente solo nelle Città e nelle Scuole nelle quali la loro presenza sia sufficiente a giustificare un "corso"».

«A giudizio degli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu, si tratta, almeno ufficialmente, di una scelta che tende a promuovere la più ampia applicazione della libertà religiosa e ad incoraggiare l'integrazione dei Cittadini e degli Immigrati di diversa fede religiosa. Ed è una scelta cha ha avuto anche l'assenso del Cardinale Camillo RUINI, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana».

Ha detto 'u Sikritariu FNS, Pippu SCIANÒ, che ha così proseguito:
«Non possiamo, tuttavia, affermare che tutto sia così semplice e pacifico come ci vorrebbero far credere. Per l'attuazione concreta esistono, infatti, tanti problemi che non sono stati né dichiarati né - tanto meno - affrontati. Si pensi - in proposito - che non è stata adottata ancora alcuna concreta contromisura per i pericoli che si profilano all'orizzonte, anche a causa delle marcate divisioni religiose e politiche che si riscontrano all'interno del Mondo Musulmano. E che sl finge di ignorare».

«Non si è - poi - chiarito se si voglia o no inserire nelle trattative e nei lavori preparatori di una eventuale legge qualche necessario ed opportuno riferimento alla "reciprocità di trattamento" o, quanto meno, ad una formale promessa di rispettare i Diritti dell'Uomo da parte dei Governi di quei Paesi - dai quali provengono buona parte dei cittadini di Religione Islamica - e che notoriamente sono antidemocratici e talvolta anche intolleranti (al punto da condannare a morte coloro che si convertono al Cristianesimo)».

Ha ancora detto SCIANÒ che ha concluso il proprio intervento affermando:
«Lo Stato, la Regione Siciliana e le istituzioni comunque competenti in materia (anche per garantire meglio il Diritto di Libertà di Religione e di Pensiero) dovrebbero adoperarsi affinché l'insegnamento delle tre grandi Religioni Monoteiste non sia strumentalizzato da gruppi di estremisti per finalità eversive. E soprattutto dovrebbero vigilare affinché i contenuti delle lezioni di volta in volta impartite non siano in contrasto con i principi fondamentali della COSTITUZIONE o in contrasto con le linee ispiratrici dell'attività istituzionale dell'ONU, che non consentono certo la soppressione o la cancellazione dalla Carta Geografica dello Stato d'Israele (cosi come, del resto, di nessun'altra Nazione)».

Palermu, 25 Marzu 2006

L'ADDETTO STAMPA (Giovanni Basile)


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