Comunicato stampa del 28/03/2006

ci sono accettabili insegnamenti alternativi, non si parla: troppo

28/mar/2006 10.13.26 Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

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UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
Membro associato di:
FHE - Fédération humaniste européenne
IHEU - International Humanist and Ethical Union.

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Comitato di Presidenza dell'Uaar:
Laura Balbo
Margherita Hack
Dànilo Mainardi
Piergiorgio Odifreddi
Pietro Omodeo
Floriano Papi
Valerio Pocar
Emilio Rosini
Sergio Staino

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La questione dell'ora di religione a scuola non riguarda solo le
famiglie cattoliche e musulmane, ma anche le altre famiglie;
in particolare quelle senza religione sono milioni e molto più
numerose di quelle musulmane.

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Finalmente si è aperto il dibattito sull'insegnamento della
religione a scuola. La presenza di un milione di musulmani ha
imposto di dibattere se continuare a privilegiare la sola
religione cattolica, oppure se sia opportuno aggiungere un'ora di
islam, oppure ancora se non sia più civile avviare un insegnamento
generico di storia delle religioni.

Dell'esistenza di milioni di cittadini italiani non credenti,
delle loro esigenze, del disagio che provano quando a scuola non
ci sono accettabili insegnamenti alternativi, non si parla: troppo
spesso la nostra associazione riceve lettere angosciate di
genitori atei cui gli insegnanti dicono che il figlio è emarginato
in classe perché non segue l'ora di religione; cosa dovrebbero
fare? "Peggio per loro"?

A Vigevano sette genitori di alunni di una scuola media hanno
denunciato "al preside, al procuratore della Repubblica, al
provveditore agli Studi, al consiglio di istituto, alla Curia e
alla stampa locale" (sic!) l'insegnante della scuola media statale
dei loro figli, che aveva detto in classe di essere atea.
Recentemente il Tg1, per sottolineare lo stato di degrado di una
famiglia, ha sottolineato che la loro figlia "non era stata
neanche battezzata!"
Da dove saltano fuori questi genitori e il giornalista che ha
scritto l'articolo? Cosa gli è servito, da studenti, frequentare
questa ora di religione cattolica?

E' urgente un insegnamento in cui si spieghi che tutti i cittadini
hanno uguali diritti, compreso quello di insegnare nelle scuole
pubbliche indipendentemente dalla loro eventuale religione o
mancanza di religione e che sono genitori "normali" anche quelli
che non battezzano i figli.

L'UAAR ritiene che il dibattito in corso debba partire dalla
considerazione che agli studenti di ogni ordine e grado siano
assicurate adeguate conoscenze sia sulle religioni, sia sulle
concezioni del mondo e della vita non religiose, esposte senza
alcuna connotazione di parte.

Su questa base, che riteniamo possa riscuotere ampi consensi, si
potrà successivamente avviare un confronto sui tempi e sui modi
con cui impartirne l'insegnamento. Ma il confronto, per essere
veramente tale, dovrà necessariamente coinvolgere anche la cultura
atea e agnostica: i cui esponenti di primissimo rango nel mondo
filosofico, giuridico e pedagogico possono dare un contributo
decisivo a raggiungere una soluzione ampiamente condivisa, che
elimini ogni disagio anche nelle famiglie dei non credenti.

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Giorgio Villella
Segretario nazionale Uaar


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