GIGI TRILEMMA INTERVISTA IL GIUDICE ANTICOPYRIGHT FRANCIONE

30/mar/2006 02.02.33 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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INTERVISTA DI GIGI TRILEMMA AL GIUDICE ANTICOPYRIGHT FRANCIONE


Il nostro Comitato ha intervistato il giudice Francione a cui è stato
chiesto un parere sulla situazione di degrado in cui versa il sistema
giudiziario nel nostro Paese . Ci ha risposto: “Viviamo in una società
maniacale che prolifera leggi su leggi in tutti i settori. Se ne calcolano
300.000 in Italia!

Aumentando le leggi criminalizzanti (operanti per settori di repressione che
potrebbero essere coperti con sanzioni amministrative) aumentano i detenuti:
se ne contano oggi 60.000 per strutture che potrebbero contenerne 40.000.

Nel civile assistiamo a una "moltiplicazione" dissennata dei riti civili,
che determinerà nei prossimi anni solo un dispendio significativo di
risorse per risolvere "cavillose" questioni
procedurali spesso lontane milioni di anni luce dalla sostanza delle
questioni.

Oggi, nell’eclissi di sole totale del sistema statale, le leggi
superfetano leggi, riti, burocrazie, carta e così contribuiscono al degrado.
Carta carta… quanta carta si butta per atti originali, copie fotocopie,
fotocopie di fotocopie di fotocopie. La foresta amazzonica sta piangendo per
i delitti di carta commessi dai nostri tribunali(per non parlare dell’
amministrazioen statale generale)! Solo l’avvio di un’amministrazione
telematica può portare a una soluzione del problema con la creazione del
processo a distanza ma soprattutto con la trasformazione delle enormi masse
di fascicoli in dischetti o cd.

La verità è che se le cose non funzionano in questo senso è perché c’è chi
teme l’efficienza dei giudici. E comunque fa finta di voler risanare le
finanze dello stato ma poi non lo fa con un semplice sistema di
digitalizzazione di tutta l’amministrazione statale con enorme riduzione
della spesa pubblica per tale via. Chi? No comment. Chi vivrà vedrà".


COMMENTO DI TRILEMMA: Un nostro pensiero al riguardo è che bisognerebbe
alleggerire il carico pendente nei tribunali di tutta Italia per i reatucoli
cominciando dai denunciati per atti di lotta sociale. E' risaputo che grande
parte della società italiana è soggetta al mancato rispetto di precisi
diritti costituzionali che determina la vibrante protesta cui assistiamo
nelle strade e nei luoghi pubblici del nostro Paese. Sono cittadini che
agiscono certamente in stato di necessità, per cui mi sembra inutile
riempire di scartoffie questure e tribunali per problemi che andrebbero
risolti dalla classe politica praticando la via dell'equità sociale impressa
nella Costituzione Repubblicana.
Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea



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