A Brescia manifestazioni di protesta per EXA, la fiera annuale delle armi

01/apr/2006 09.52.42 Notiziario delle associazioni Contatta l'autore

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31 marzo

A Brescia manifestazioni di protesta per EXA, la fiera annuale delle armi

L'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia aderisce alla manifestazione organizzata dal Coordinamento No EXA per l'8 aprile 2006.
"Saremo anche noi, e inviteremo tutti i nostri aderenti ad esserci, alle ore 14.00 nel piazzale della stazione di Brescia" affermano i rappresentanti dell'Associazione Vittime "per sfilare poi per le vie del centro col nostro no ad EXA, la fiera annuale della armi, che mette in mostra le doppiette e i fucili tanto cari ai cacciatori. Il nostro no all'arroganza di chi crede che un'arma gli dia il diritto di prevaricare sugli altri".

In una Brescia colpita così a fondo dalla piaga del bracconaggio, in una Brescia in cui le amministrazioni pubbliche regalano soldi ai cacciatori chiamando "cultura" la pubblicità che le associazioni venatorie si fanno per attrarre a sé nuove leve, in una Brescia in cui l'attività turistica è messa in pericolo dall'attività venatoria, è importante schierarsi dalla parte della societa' civile, contro la caccia e l'industria della armi che su di essa si basa.

Giovedì 6 Aprile presso Sala civica dei Disciplini via Matteotti a Castenedolo (BS) alle ore 20.30 è organizzata una conferenza introduttiva alla manifestazione, intitolata "Armi, caccia e loro vittime", con relatore il dott. Massimo Tettamanti, rappresentante "Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia".

Sabato 8 aprile arriveranno persone da tutta Italia per unirsi, intorno alle 14.00, al corteo anti-EXA ed anti-caccia che parte dal piazzale della stazione di Brescia. Tante persone, con tanti punti di vista diversi: chi vuole l'abolizione della caccia per motivi ambientalisti - terreni, acque, e gli animali stessi, avvelenati da tonnellate di piombo delle cartucce sparate dai cacciatori - chi per difendere gli animali - centinaia di milioni di animali selvatici e d'allevamento uccisi solo per divertirsi - e chi per porre fine ad una attività pericolosa per tutte le persone, attività che causa ogni anno decine di morti e feriti e che rende impossibile godere della natura a chi gira disarmato e inerme con la propria famiglia.

Di quest'ultimo gruppo fa parte l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia, che ha lo scopo di contrastare la pratica venatoria per la sua pericolosità per l'incolumità pubblica, e che cerca di risolvere le tante situazioni di disagio, anche grave, che questa comporta a molte famiglie italiane.

"Invitiamo tutte le persone che vogliono veder scomparire la lobby dei cacciatori a partecipare alla manifestazione, coi loro cartelli, i loro slogan e la loro determinazione", concludono i rappresentanti dell'Associazione Vittime.


www.cacciailcacciatore.org - info@cacciailcacciatore.org

29 marzo

«AltoMilanese in Rete» ha organizzato per il 31 marzo un convegno a Castellanza. Il titolo è provocatorio ed emblematico: «Chi tutela i pendolari disperati?».

I 'pendolari' stanno infatti occupando il primo posto delle nostre notizie e questa è una delle caratteristiche specifiche del nostro territorio: spostarsi sistematicamente ogni giorno per lavorare, studiare, divertirsi, curarsi .... vivere superando sottili confini di competenza amministrativa è diventata UN'IMPRESA, una lotta quotidiana. Ci confrontiamo con treni in ritardo o che si scontrano, mezzi sporchi, stazioni schifose, parcheggi a pagamento, autostrade intasate con pedaggi in crescita.
Senza avere un preciso interlocutore o garante del nostro 'viaggio'.
Il tutto apparentemente senza alcuna tutela da parte degli enti pubblici locali che spesso hanno una partecipazione, magari indiretta, nella produzione del servizio 'trasporto pubblico'.
Il convegno non darà spazio solo alle accuse ma soprattutto alle idee e proposte di dialogo e per un concreto miglioramento.
Anima dell’incontro, programmato per venerdì 31 marzo 2006 alle ore 21 presso la sala conferenze della Biblioteca Civica in Piazza Castegnate 2/bis
sarà Alessandro Berteotti. All’incontro stanno lavorando persone dell’Alto Milanese (intendiamo come sempre quel territorio che comprende tanto il Bustese quanto il Legnanese), in modo da affrontare sì l’immancabile spazio delle accuse sui servizi, ma anche di fare proposte concrete di miglioramento agli enti interessati.

Intervengono come relatori:

-         Alessandro Berteotti (comitato pendolari - Busto Arsizio),

-         Giuseppe Bravin (sindaco di San Vittore Olona),

-         Orazio Zoccarato (sindaco di Canegrate),

-         Dario Balotta (segretario regionale FIT/CISL trasporti),

-         Angela Alberti (segretario regionale Adiconsum Lombardia).

Coordinatori: Celso Costantini e Stefano Quaglia (AltoMilanese in Rete).

Aderiscono:

- Adiconsum - Lombardia;

- Associazione per il Partito Democratico;

- Circoli della Margherita: di Castellanza, "Alto Milanese" di Busto Arsizio, "Carlo Guidi" di Legnano, "Città solidale" di Gallarate

- Comitato pendolari Milano - Varese;

- Federconsumatori - provincia di Varese;

- Circoli Legambiente: "Il Gallo" di Parabiago,  "Valle Olona" di Legnano

- Insieme per Vanzaghello

- Polis Legnano;

- www.valleolona.com

Per ulteriori informazioni: www.altomilaneseinrete.it

 

“Alto Milanese in Rete - AMR” è un’associazione di promozione sociale. Nell’ottobre 2005 ha dato vita al portale www.altomilaneseinrete.it che, in sintonia con gli scopi dell’associazione, è dedicato a quel territorio che sta a cavallo tra Basso Varesotto, Legnanese, Gallaratese, Castanese, asse del Sempione, Valle Olona, Saronnese, Canale Villoresi, Tradatese: per Alto Milanese non intendiamo solo il nord-ovest della provincia di Milano. “Mettere in rete” informazioni, eventi, opinioni e tutto ciò che accomuna questo territorio per abbattere il “muro della Saronnese” è uno dei fini di AMR, che con questo convegno vuole affrontare uno dei temi più scottanti per chi abita nell’Alto Milanese.

25 marzo

Oasi Brabbia: Ritornano le rondini, prepariamoci ad accoglierle! 

L’emergenza influenza aviaria ha innescato una crisi che coinvolge uomini e natura, ed in particolare gli uccelli migratori. Tra alcuni giorni anche a Varese torneranno la Rondine, il Balestruccio ed il Rondone, ospiti abituali degli ambienti urbani e dipendenti dalla disponibilità di edifici di vario tipo, ad uso sia residenziale che agricolo.

E’ pertanto prevedibile che, alla luce della psicosi diffusa sull’aviaria, molti cittadini saranno allarmati dalla presenza di questi uccelli e dei loro nidi attorno a casa, e siano indotti a distruggerli. E’ bene dunque sapere che:

-         Rondini, Balestrucci e Rondoni sono molto “utili” all’economia ed al benessere umano, in quanto distruggono grandi quantità di insetti nocivi(comprese mosche e zanzare). Si stimano 170 grammi di insetti al giorno che vuol dire in Italia all’anno 31 mila tonnellate di insetti circa.

-         Sono specie protette ai sensi della legge sulla caccia. E’ vietata l’uccisione, la distruzione e la detenzione dei nidi, reati per i quali si può applicare il Codice Penale.

-         Sono specie che ad oggi hanno dimostrato essere tra le più resistenti al virus dell’ aviaria. Inoltre non frequentano gli ambienti acquatici, che sono a rischio, se non dopo la riproduzione quando, non frequentando più nidi presso le abitazioni, formano dormitori nei canneti.

-         La loro migrazione avviene tra Europa e Africa, e non riguarda i Paesi dell’est asiatico, dove si è verificato il maggior numero di contagi.

-         Le ultime informazioni evidenziano che la diffusione del virus avviene dapprima negli allevamenti intensivi di pollame domestico, in scarse condizioni igieniche e di promiscuità tra persone e animali domestici, situazioni che ben difficilmente si verificano nei nostri ambienti.

Rondini e Balestrucci non rappresentano quindi una specifica fonte di diffusione, ne un rischio di contagio dell’influenza aviaria. Invitiamo i cittadini e le amministrazioni non solo a proteggere i siti di nidificazione esistenti ma a potenziarne la disponibilità,  attraverso l’installazione di specifici modelli di nido artificiale, da posizionare all’interno dei locali rurali per la Rondine, sotto i tetti delle facciate dei palazzi per il Balestruccio. E’ comunque opportuno attuare una serie di precauzioni per la tutela della propria salute, degli animali domestici e dell’ambiente. 

  • riparare la caduta degli escrementi su balconi, marciapiedi, con una mensola-assicella al di sotto dei nidi.
  • Pulire le mensole al termine della stagione.
  • Indossare dispositivi di protezione, guanti e mascherina, se si devono effettuare lavori presso accumuli di guano. 

La LIPU a Varese è a disposizione per collaborare con cittadini e amministrazioni pubbliche al fine di migliorare la qualità degli ecosistemi urbani, per gestire la fauna urbana e per migliorare il rapporto tra esseri umani e “altri animali”.

Luca Chiarei - delegato LIPU Varese

Andrea Vigano - responsabile Oasi LIPU Palude Brabbia

Oasi LIPU Palude Brabbia

VIA PATRIOTI 22 INARZO (VA)

TEL. 0332964028 FAX 0332964035 Oasi.brabbia@lipu.it

25 marzo

“La Provincia di Brescia regala 30.000 euro ai cacciatori perché insegnino ai ragazzini a uccidere animali”: un comunicato stampa dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia.

E' noto che i cacciatori sono in via d'estinzione - eta' media sempre piu' avanzata, numero totale in diminuzione costante - e quindi la Giunta Provinciale di Brescia ha deciso lo scorso 7 febbraio che le tasse dei cittadini e' bene spenderle per salvaguardare questa "specie". Ben trentamila euro sono stati assegnati all'Ekoclub per l'allestimento di una mostra fotografica sulla caccia atta a far proseliti nelle scuole, intitolata "La cultura venatoria e la fauna del bresciano".

L'Ekoclub non e' una associazione ambientalista, come in molti casi vorrebbe apparire, ma una associazione venatoria.

Cosi' viene infatti riconosciuto dal TAR di Bari il 24 novembre 2005, il quale sancisce che "Ekoclub si colloca tra le associazioni venatorie e non tra quelle ambientalistiche". A riprova di cio' e' il fatto che l'adesione e' automatica per chi si iscrive alla Federazione Italiana della Caccia. Perche' assegnare una somma cosi' spropositata solo per allestire una mostra?

Anche se si trattasse di qualcosa di veramente educativo, e' una
somma enorme. E perche' aiutare i cacciatori a far proseliti? Forse che i cittadini pagano le tasse per questo, per insegnare la violenza ai bambini? L'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia, dal canto suo, si chiede come mai non ci siano mai risorse per i dovuti controlli venatori, sempre piu' necessari per evitare le continue illegalita' commesse dai
cacciatori - non rispetto della distanza di sicurezza, bossoli non raccolti dal terreno, disturbo della quiete pubblica, spari vicino alle case, nei giardini, minacce alle persone - e invece ce ne siano in abbondanza per magnificare una attivita' che viene ormai condannata dalla maggior parte degli italiani, secondo quanto riportato dai piu' recenti sondaggi.

"Sarebbe piuttosto necessaria" - affermano i rappresentanti dell'Associazione Vittime -  "una iniziativa didattica che insegni la pericolosita' della caccia non solo per gli animali, ma anche per le persone, dato l'enorme numero di morti e feriti per caccia e armi da caccia, 150 l'anno mediamente, e che insegni come difendersi dalla prepotenza dei cacciatori". Scegliendo invece di schierarsi dalla parte di quell'1% di italiani che mette a rischio la tranquillita' e la vita stessa del restante 99% per 5 mesi l'anno, la Provincia di Brescia ha ben dimostrato chi sono i suoi amici e il valore che da' alla vita, ai diritti, e ai soldi della tasse dei suoi cittadini non-cacciatori. Complimenti.

Campagna Caccia il Cacciatore
www.cacciailcacciatore.org - info@cacciailcacciatore.org  

21 marzo

Una ricerca innovativa del Politecnico di Milano nel campo della progettazione architettonica

Aderma s.r.l. in collaborazione con il BEST - Dipartimento di Scienza e Tecnologia dell’Ambiente Costruito del Politecnico di Milano sta attuando un piano di ricerca sul funzionamento energetico delle facciate ventilate: “Progettazione, Simulazione via software, Monitoraggio del comportamento in opera di un modello di facciata ventilata”. Aderma srl (www.adermasrl.it) da anni si occupa di progettare e realizzare involucri basati su tecnologie industrializzate. Aderma è attiva nel proporre servizi di progettazione e soluzioni d’involucro complete, attenta anche alla manutenzione in particolare volta a garantire la sicurezza statica dell’intera facciata durante tutto il suo ciclo di vita.

Aderma vuole proporre facciate che oltre all’immagine architettonica qualificata offrano un’adeguata coibentazione termica e sfruttino le potenzialità energetiche dell’irraggiamento solare.

Data la limitata disponibilità di ricerche scientifiche applicata a casi concreti di facciate ventilate, Aderma e BEST hanno iniziato nel 2005 una sperimentazione sul campo che rilevi le prestazioni termiche di tali involucri.

IL PROGETTO

Su un immobile industriale edificato negli anni ‘70 a Turate, CO, è stato eseguito un rilievo termografico ed un calcolo energetico.

Nel 2005 è stata realizzata una prima facciata ventilata di 300 mq, tale rivestimento esterno è composto da 4 materiali diversi, per confrontarne le prestazioni: Granito, Cotto, Fibrocemento e Alluminio. La sottostruttura portante è realizzata in acciaio inossidabile. Sono stati utilizzati anche 2 diversi tipi di isolanti termici: polistirene espanso e vetro cellulare e una zona è stata

lasciata priva di coibente.

La facciata è ripartita in 11 aree modulari di monitoraggio a tutta altezza, aventi ciascuno una larghezza di 1,5 ml; tali aree sono così disposte sulle facciate: n°2 a Sud, n°2 a Est, n°2 a Ovest e n° 5 a Nord.

A Sud, a Est e ad Ovest si stanno sperimentando i giunti aperti e i giunti chiusi fra le lastre.

In particolare sulla facciata Nord si stanno monitorando le differenze termiche generate dal diverso tipo di coibente.

Sull’intera superficie sono stati installati circa 120 sensori e un totale di circa 30.000 ml di cavi oltre ad una stazione meteorologica.

Per tutto il 2006 i sensori rileveranno la temperatura delle lastre sulla loro faccia interna, la temperatura dell’aria nell’intercapedine, la temperatura dell’isolante nell’intercapedine e sulla superficie a contatto con la muratura in blocchi, la

temperatura all’interno della muratura, la velocità e l’umidità dell’aria.

RACCOLTA E ANALISI DEI DATI

Da Gennaio 2006 il BEST sta ricevendo i primi dati.

I dati rilevati verranno raccolti e studiati con l’impiego di sofisticati software di calcolo.

Tramite un software di simulazione dell’efficienza energetica sarà possibile confrontare una simulazione con i reali dati ottenuti e la conseguente messa a punto del software.

PARTECIPANTI AL PROGETTO

Al progetto diretto da ADERMA e dal BEST - Dipartimento di Scienza e Tecnologia dell’Ambiente Costruito nella persona del Prof. Arch. Ezio Arlati, partecipano le seguenti società:

- Artemis diagnostica edile www.artemis-srl.it

- Foamglas pannelli coibenti di vetro cellulare www.foamglas.it

- GL Locatelli sistemi di ancoraggio www.gllocatelli.it

- Giuliani Infissi serramenti www.giuliani-infissi.it

- RDB lastre di cotto www.rdb.it

- Robbiati pannelli in alluminio www.robbiati.it

- SIL lastre di fibrocemento www.sil-lastre.com

- Sirap Gema pannelli coibenti di polistirene www.sirapgema.com

- Stone Project lastre di granito www.stoneproject.biz

Il progetto è stato approvato dalla Provincia di Como nel piano di finanziamenti per la ricerca svolta dalle P.M.I.

18 marzo

24 marzo 2006 - Rifiuti in cementeria o rifiuti zero? I rischi sanitari dell’incenerimento dei rifiuti e i vantaggi delle alternative
Erba - Ca' Prina Sala Isacchi - ore 21.00


«Incenerendo rifiuti l’uomo produce alcuni tra i composti più tossici esistenti sulla terra, le diossine». A dirlo è Paul Connett, professore di Chimica ambientale e tossicologia alla St. Lawrence University di Canton, New York, uno dei massimi esperti mondiali di incenerimento, che venerdì 24 marzo alle 21, terrà una conferenza presso la sala Isacchi di Ca’ Prina, ad Erba, dal titolo Rifiuti in cementeria o Rifiuti zero? I rischi sanitari dell’incenerimento dei rifiuti e i vantaggi delle alternative.

«È noto che le diossine sono causa dell’insorgenza di tumori e hanno effetti negativi sul sistema immunitario e sullo sviluppo ormonale nel feto. Inoltre le popolazioni che vivono nelle vicinanze degli inceneritori possono inalare sostanze tossiche tra cui l’arsenico, il cadmio, il cromo, il tallio e il piombo a livelli che possono causare l’insorgere di tumori e altre malattie» afferma Roberto Fumagalli, del Circolo ambiente Ilaria Alpi. Il medesimo problema si pone nelle vicinanze di impianti non dedicati all’incenerimento dei rifiuti che tuttavia esercitano anche questa funzione: come il cementificio di Merone. Nel 2002 la Holcim dichiarava: «Non diventeremo un inceneritore». Ma dal 1983 ad oggi le quantità e le tipologie di rifiuti autorizzati sono aumentate, fino ad arrivare a 100 mila tonnellate all’anno» aggiunge Lisa Nitti, di Rete donne Brianza.

«Per queste ragioni abbiamo deciso di organizzare a Erba, una delle città più inquinate della Lombardia, la prima delle iniziative del Comitato comasco rifiuti Zero, che unisce le nostre realtà nel comune obiettivo della diffusione della virtuosa via Rifiuti zero, che proponiamo in alternativa all'attuale politica di gestione dei rifiuti, incentrata sull'incenerimento dei rifiuti urbani come di quelli industriali» affermano gli organizzatori. Il professor Connett parlerà infatti dei rischi dell’incenerimento dei rifiuti, ma illustrerà anche l’alternativa Rifiuti zero, concretamente possibile attraverso: il cambiamento del sistema di produzione delle merci nella direzione di cicli puliti; un ridotto utilizzo di materia ed energia; la riduzione dei rifiuti, in particolare di quelli pericolosi.
Comitato comasco rifiuti zero (Arci, Attac, Circolo ambiente Ilaria Alpi, Greenpeace, L’Isola che c’è) e Rete donne Brianza
3393022587 email:como@greenpeace.it web:www.greenpeace.it/local/como

18 marzo

21 marzo: A Torino la Giornata in ricordo delle vittime di mafia

Libera - Regione Lombardia organizza la partecipazione alla undicesima Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime di mafia, in programma a Torino il prossimo martedì 21 marzo con il patrocinio di Parlamento Europeo,Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Consulta provinciale degli studenti di Torino. La manifestazione, che partirà da piazza San Carlo alle ore 9.30, sarà conclusa da un concerto di Paola Turci e Max Gazzé nel pomeriggio alle ore 16.30. La sera prima, sempre a Torino, si terrà una veglia ecumenica di preghiera alle ore 18.00 in Duomo.

Questi gli appuntamenti televisivi con la Giornata:

*  Domenica 18 marzo 23.25 Rai 3 "Parla com me"
* Lunedi' 20 marzo ore 11.25 - 12.00 Rai 3 "Cominciamo bene"
* Martedì 21 marzo ore 7.30 RAi 1 Uno mattina
 

Contatti: c/o ACLI, via della Signora 3 - Tel. 02.7723201 - fax 02.780968 (lunedì e mercoledì ore 16-19; martedì, giovedì e venerdì ore 10-13) libera.lombardia@aclimilano.com 

16 marzo

Avviate le attività delle due Stazioni Sperimentali Regionali per lo Studio e la Conservazione degli Anfibi della Regione Lombardia

Sulla base di opportune convenzioni, sottoscritte con la Direzione Generale Qualità dell’Ambiente (Del.G.R. n. 20835 del 16.02.2005) ,i due Centri ANFIBI sono stati localizzati presso il Comune di Somaglia (in provincia di Lodi), ente gestore della Riserva naturale Regionale e SIC “Monticchie”, e presso la Comunità Montana di Val Cavallina, sede di Casazza (in provincia di Bergamo), ente gestore del P.L.I.S. “Lago d’Endine”. I compiti fondamentali dei due Centri ANFIBI  lombardi sono:

- attività di Monitoraggio: promuovere  e coordinare, con iniziative proprie e/o in collaborazione con altri enti progetti e attività finalizzate al monitoraggio della batracofauna lombarda al fine di evidenziare fenomeni di declino o il diffondersi di zoonosi con particolare riferimento alle specie più minacciate o rare nel territorio Regionale; predisporre un catasto regionale delle piccole zone umide di interesse per le popolazioni di Anfibi regionali e opportune linee guida per la conservazione e protezione; 

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