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06/giu/2012 12.42.56 udicon Contatta l'autore

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 COMUNICATO STAMPA

 

U.Di.Con. chiede spiegazioni sul servizio sanitario regionale

 

La situazione ormai è ingestibile, e gli episodi di tensione verificatisi ieri al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea sono un’ulteriore conferma dello stato di emergenza che deve essere contenuto al più presto -tuona il Presidente Nazionale dell’Udicon, Denis Nesci-  e la Regione ha dimostrato di non essere in grado di risolvere il problema: ora tocca al Ministero della Salute nominare una persona in grado di gestire una vera e propria bomba che potrebbe scoppiare a giorni”.

Parole forti, che però rispecchiano perfettamente l’attuale pericolo più volte denunciato dall’U.Di.Con. riguardo lo stato di abbandono in cui versa la sanità laziale, protagonista ormai di intere pagine di cronaca, le quali evidenziano la disorganizzazione che regna sovrana nella maggior parte delle strutture ospedaliere.

Non è stato ancora detto tutto perché, se da una parte vengono segnalati casi di agitazione da parte dei pazienti, arrivati addirittura a sfiorare la rissa, c’è da dire che a monte del problema ci sono delle carenze su cui ancora non è stata fatta chiarezza. L’Unione per la Difesa dei Consumatori ieri ha quindi inoltrato una lettera per la richiesta di informazioni in merito alle interrogazioni urgenti pervenute al Consiglio Regionale del Lazio relative alle problematiche del servizio sanitario.

Da un’indagine svolta dalla nostra Associazione, risulterebbe infatti che alcune interrogazioni presentate al Consiglio Regionale del Lazio, che risalgono addirittura a gennaio, attinenti la soppressione definitiva di posti letto, la chiusura di interi reparti, la nomina di alcune figure dirigenziali e la presenza di amianto al Policlinico Umberto I, non avrebbero avuto ad oggi alcun riscontro.

L’U.Di.Con., pertanto, ha invitato il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, il Presidente della Regione Lazio con delega alla Sanità, On. Renata Polverini, e il Ministro della Salute ad effettuare le dovute verifiche in merito alla segnalazione, illustrando i rimedi del caso affinché non si verifichino più fatti deprecabili in futuro.

Attendiamo entro 10 giorni la risposta da parte delle Istituzioni, e se non avremo delle risposte concrete andremo avanti �“aggiunge il Presidente Nesci�“ non dobbiamo infatti dimenticarci che in gioco c’è la salute dei cittadini che pagano per avere un servizio eccellente”. 

 
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U.Di.Con. - Unione Difesa Consumatori
Ufficio Stampa
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