Romano Prodi risponde ad una lettera di cittadini ed associazioni varesine

07/apr/2006 14.18.32 Notiziario delle associazioni Contatta l'autore

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Caro Romano Prodi,

 

chi ti scrive da Varese - la “Città Giardino” che una certa letteratura ha eletto a città simbolo di tutta l’avventura politica leghista - è fino dal 1996 un convinto assertore del primato della società civile nell’impegno politico-amministrativo. Proprio quell’anno si era registrato anche qui un notevole riscatto politico da parte di quelle forze che avevano sostenuto candidati legati a quella convinzione: alcuni tra i firmatari avevano partecipato, qui in città, alla campagna politica di sostegno ad un candidato dell’Ulivo che aveva sfiorato l’elezione in un seggio senatoriale considerato “blindato” dagli esponenti del Polo. E ti assicuriamo che quella “quasi vittoria” ci aveva dato altrettanta soddisfazione della tua elezione a premier.

Oggi però, a dieci anni di distanza, le cose sono profondamente cambiate.

Cinque anni di governo di centro-destra a livello nazionale come qui a Varese, hanno logorato quell’entusiasmo di allora. Nonostante il fallimento della giunta locale retta da una coalizione di centro-destra da sempre profondamente conflittuale al proprio interno, sancito dalle dimissioni del sindaco coinvolto in una vicenda giudiziaria, a tutt’oggi nemmeno le forze del centro-sinistra sono riuscite ad accordarsi per esprimere un programma e un candidato comune per le prossime elezioni amministrative, previste a scadenza immediatamente successiva dopo le elezioni politiche.

Nelle diverse occasioni che ci hanno portato ad incontri assembleari cittadini abbiamo sempre colto un senso di frustrazione in chi ha creduto a quella avventura politica e oggi si ritrova emarginato, grazie anche ad una legge elettorale “avvelenata” che ha rilanciato, a destra come a sinistra, il primato decisionista delle segreterie di partito. Niente di paragonabile con l’affollamento e l’entusiasmo delle riunioni che si erano svolte dieci anni fa.

 

Come uscire da questa “impasse” ?

Ci preoccupa molto che i principali partiti della coalizione di centro-sinistra siano di fatto rassegnati ad aspettare gli esiti politici del 10 aprile, prima di rilanciare le trattative per trovare un accordo sul candidato sindaco. Come noi, molti tra quelli che hanno sempre fatto politica pur non avendo una tessera di partito in tasca, vivono questa situazione come una mancanza di rispetto per la cittadinanza, che ha bisogno di essere coinvolta nelle decisioni strategiche che riguardano il proprio futuro: sul piano nazionale ma anche, con la stessa importanza, sul piano locale. Non bisogna dimenticare che il progetto leghista è fallito proprio laddove sembrava vincente - a voler dar credito alle sue presunte velleità localiste - cioè sul piano della buona amministrazione civica.

 

Vogliamo dare per questo un segnale inequivocabilmente diverso ?

Cercheremo comunque di sostenere questa necessità di confronto sui problemi reali dei cittadini e sulla necessità di coinvolgere categorie sociali ed associazioni, attualmente molto restie a lasciarsi coinvolgere per una diffidenza più che comprensibile verso certi “tavoli” politici poco condivisi.

Però ci vorrebbe anche un segnale forte: e per questo ci permettiamo di chiederti se - magari stravolgendo un poco la tua agenda elettorale - riuscissi a venire a Varese prima del 9 aprile. Siamo sicuri che, quella stessa società civile che aveva accolto con entusiasmo la tua prima proposta, sarebbe in grado di mobilitarsi per organizzare al meglio l’evento e trovare nuovo slancio per superare questa stasi politica così controproducente per la nostra città e per lo stesso esito del voto politico di aprile.

Se questo non fosse possibile ti inviteremmo comunque ad intervenire, con le forme che più ritieni opportune, al fine di sollecitare tra i partiti locali dell’Unione quella chiarezza indispensabile al successo della coalizione di centro-sinistra prima alle elezioni politiche e poi a quelle amministrative.

 

Cordialmente,

 

Andrea Ganugi, responsabile Notiziario delle associazioni Varese

Giulio Rossini, presidente di Filmstudio’90 Varese

Franco Zanellati, vice presidente provinciale UISP

Ezio Bianchi, presidente AUSER Varese

Bruna Brambilla, presidente UNIVERSAUSER Varese

Alberto Minazzi, presidente Legambiente Varese

Enzo Laforgia, insegnante

Roberto Fossatelli, insegnante

Angela Cermesoni, insegnante

Nedo Montagna, assistente tecnico

Sabine Schutt, insegnante

Rosella Spriano, insegnante

Mariangela Millefanti, insegnante

Giosué Romano, insegnante

Marida Vailetti, insegnante

Cristine Stein, insegnante

Raffaele Pugliese, insegnante

Domenico Ciongoli, insegnante

 

Varese, 9 marzo 2006

 

Questa  è la  risposta di Romano Prodi del 4 aprile, che ci è stata recapitata oggi e che alleghiamo di seguito:

 

Cari amici di Varese,

ho letto con attenzione la Vostra lettera, provo la massima considerazione per le analisi e il disagio che avete espresso.

Purtroppo non mi è stato possibile onorare il Vostro invito a venire a Varese prima della chiusura della campagna elettorale.

Voglio però assicurarVi che non dimenticherò le Vostre parole e intendo lavorare con la massima determinazione, anche al governo del paese, affinché la politica ritorni ad essere davvero partecipata e rinnovata dall'entusiasmo di persone come Voi, che in modo disinteressato e generoso, intendono legittimamente "essere coinvolte nelle decisioni strategiche che riguardano il proprio futuro".

Nella speranza di una prossima visita a Varese, voglio cogliere questa occasione per esprimerVi la mia più sincera gratitudine e profonda stima.

 

Con molta amicizia,

Romano Prodi

 

Roma, 4 aprile 2006

 

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